Referendum, Luis Emilio Rondón: “Raccolta delle firme avverrà Stato per Stato”

CARACAS – Nella pratica non è stata accolta nessuna delle richieste del Tavolo dell’Unità. La raccolta delle firme per il Referendum per destituire il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, sarà tutta in salita.
Luis Emilio Rondoni, uno dei direttori del Consiglio Nazionale Elettorale, ha dichiarato è l’organismo ha ritenuto che, così come fatto nel caso della raccolta dell’1 per cento delle firme, non si debba considerare il Paese una circoscrizione elettorale unica. Quindi, è prevalsa la tesi che l’Opposizione debba raccogliere il 20 per cento delle firme per ogni Stato. La data è stata fissata per i giorni ventisei, 27 e 28 ottobre e l’orario contemplato sarà dalle 8:00 alle 2:00 dalle 13:00 alle 16:00. Ma non è tutto.
Anche nel caso delle macchine indispensabili per la raccolta delle firme, il Consiglio Nazionale Elettorale ha considerato impraticabile la richiesta del Tavolo dell’Unità e ha stabilito che siano cinque mila 392, distribuite in mille 356 seggi elettorali.

Luis Emilio Rondòn, che ha commentato di non aver votato le risoluzioni del Consiglio Nazionale Elettorale ritenendole incostituzionali, e ha sostenuto che non vi sono considerazioni giuridiche che avallino la decisione dell’organismo elettorale.
Luis Emilio Rondòn condivide la tesi sostenuta fino a ieri dal Tavolo dell’Unità: non si tratta del solo numero di macchine ma anche la maniera in cui esse saranno distribuite.
– I seggi dovranno essere collocati in modo tale da permettere a tutti i venezuelani di esercitare facilmente il proprio diritto di esprimersi attraverso il voto e non il contrario – ha anche detto Luis Emilio Rondòn.
Si attendono ora le reazioni del Tavolo dell’Unità che aveva promesso, nel caso che le richieste non fossero state accolte, di nuove proteste pacifiche e altre forme di agitazione non violente.

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