Migranti ridotti in schiavitù nel Salento, chieste condanne

(ANSA) – LECCE, 22 SET – Il procuratore aggiunto di Lecce Elsa Valeria Mignone ha chiesto condanne fino ad un massimo di 14 anni di reclusione (in tutto quasi 160 anni di carcere) nell’ambito del processo a sette imprenditori salentini e otto presunti “capi squadra” e “caporali” stranieri accusati di aver ridotto in schiavitù i migranti impegnati nella raccolta delle angurie a Nardò (Lecce). La pena più alta è stata chiesta per Pantaleo Latino, di 60 anni, di Nardò, il “re delle angurie”, accusato di essere a capo dell’organizzazione criminale transnazionale dedita a favorire l’ingresso di clandestini sul territorio italiano, reclutati in Tunisia e destinati allo sfruttamento nella raccolta delle angurie. I migranti erano costretti a lavorare nei campi anche dodici ore al giorno, per pochi euro, i loro documenti venivano sottratti in modo che non potessero andare via. Tutti e 15 gli imputati vennero arrestati nell’ambito dell’operazione ‘Sabr’ condotta il 22 maggio 2012 dai carabinieri del Ros.

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