Gentiloni a New York: “Non ci risulta che ci sia al Qaeda dietro il rapimento degli italiani”

Gentiloni a New York: “Non ci risulta che ci sia al Qaeda dietro il rapimento degli italiani”
Gentiloni a New York: “Non ci risulta che ci sia al Qaeda dietro il rapimento degli italiani”
Gentiloni a New York: “Non ci risulta che ci sia al Qaeda dietro il rapimento degli italiani”

NEW YORK – “Non ci risulta che dietro al rapimento dei nostri due connazionali in Libia ci sia al Qaida.
 In questo momento, non siamo in grado di confermare o smentire affermazioni di questo genere”. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, è stato molto preciso, ma anche assai prudente, nello smentire il portavoce delle Forze armate libiche legate a Khalifa Haftar che aveva sostenuto che dietro al rapimento dei due connazionali avvenuto in Libia lo scorso 19 settembre ci sia la mano di Al Qaeda.

Sull’argomento ha quindi aggiunto:
– E’ essenziale, in queste ore, che si lasci lavorare chi sta indagando con il massimo riserbo.

Il ministro ha incontrato i giornalisti durante una breve pausa dei lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu. Nella sede della Delegazione Italiana presso le Nazioni Unite, nella “Second Avenue”, il ministro ha iniziato la conferenza stampa illustrando i progressi fatti nell’ambito della guerra in Siria.

– L’America ha proposto la creazione di una zona “no fly” in Siria e l’Italia l’appoggia – ha spiegato il ministro -. La proposta americana è semplice e, proprio per questo, condivisibile. Si tratta di tenere elicotteri e aerei a terra per qualche giorno. E’ un modo di evitare bombardamenti. Questo, evidentemente, potrà dare una spinta al cessate il fuoco. In questo contesto, l’Italia – ha aggiunto il capo della diplomazia italiana – sostiene la proposta considerando che sia un cammino percorribile.

In quanto alla realtà libica, il ministro, ha riferito che il vertice ministeriale sulla Libia che ha presieduto assieme al Segretario di Stato americano, John Kerry, “è stato positivo”. Il ministro, infatti, ritiene che la presenza di Fayez al Sarraj è stata importante in quanto ha permesso al primo ministro libico di “vedere il sostegno della comunità internazionale”.

– Del comunicato approvato vorrei sottolineare alcuni aspetti che, oltre alla conferma del sostegno al governo del primo ministro Fayez, ritengo importanti – ha affermato il ministro Gentiloni -. Ad esempio, nel corso del prossimo anno, il Governo di accordo nazionale libico deve preparare una transizione pacifica verso un governo permanente ed eletto.
Nel documento si chiede con forza che l’Assemblea Costituzionale completi il suo lavoro e presenti il progetto di Costituzione.

Altro aspetto sul quale il ministro vuole mettere l’accento è “l’invito alla cooperazione tra le diverse forze per attuare sul terreno militare sotto la leadership del governo di Fayez al Sarraj.

Nel documento si affronta anche la delicata questione del petrolio. Il ministro Gentiloni ha detto che le “strutture petrolifere devono restare sotto il controllo esclusivo della “Petroleum Facilities Guard” e dell’autorità del Consiglio presidenziale.

– Tutti i proventi generati, poi, devono essere depositati nella Banca Centrale libica che deve metterli a disposizione del governo di Fayez al Sarraj – ha commentato il ministro -. Questo nel contesto attuale è rilevante e il suo significato si commenta da solo.
(M.B.)