Sciopero piloti-hostess Alitalia, cancellati 200 voli

Sciopero piloti-hostess Alitalia, cancellati 200 voli
Sciopero piloti-hostess Alitalia, cancellati 200 voli

ROMA. – Oltre 200 voli cancellati e 26 mila passeggeri coinvolti, ma circa tre quarti dei passeggeri riprotetti su un altro volo e file ai desk contenute. Si è lavorato per ridurre al minimo i disagi dello sciopero di 24 ore di piloti e assistenti di Alitalia, proclamato dalle sigle autonome Anpac, Anpav e Usb. Una protesta che l’a.d. della compagnia, Cramer Ball, è tornato a definire una “vera follia”, avvertendo che questa azione “mina la fiducia” degli investitori.

La protesta è scattata alla mezzanotte, ma sono state garantire le fasce orarie di tutela, dalle ore 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21 (nella prima fascia sono partiti 153 voli). Per contenere i disagi, la compagnia ha cancellato oltre 200 voli sull’intera rete “a protezione dei viaggiatori”. Secondo i dati aggiornati in serata, sono stati coinvolti 26 mila passeggeri, di cui il 70% riprotetto su un altro volo (il 90% di questi nello stesso giorno). Per la compagnia la parola d’ordine è stata “massima tutela dei passeggeri”, che sono stati contattati con 16 mila fra email ed sms e 7 mila telefonate dirette.

A Fiumicino e a Milano Linate i passeggeri sono stati accolti da un desk dedicato. Inoltre, grazie al piano straordinario e preventivo messo in campo dalla compagnia e da Aeroporti di Roma, nel principale scalo del Paese, a Fiumicino, non si sono registrati particolari ripercussioni e le file di passeggeri ai banchi Alitalia sono state assai contenute.

L’Autorità di garanzia per gli scioperi, però, è intervenuta per chiedere alla compagnia, anche sulla scorta di segnalazioni pervenute dagli utenti, di “fornire prove documentali” sul corretto adempimento degli obblighi di informazione ai cittadini sullo sciopero. La legge, infatti, prevede che venga data comunicazione agli utenti, nelle forme adeguate, almeno cinque giorni prima dell’inizio dello sciopero.

L’a.d. Ball è intervenuto, oltre che per dirsi dispiaciuto per i disagi, per stigmatizzare ancora una volta la protesta, che “danneggia – ha detto a ‘L’aria che tira’ su La7 – l’alacre lavoro svolto” in questi 18 mesi per il rilancio della compagnia, ne rovina l’immagine e rappresenta “un messaggio sbagliato nei confronti dei clienti”.

Ma la preoccupazione maggiore del manager australiano è che tutto questo metta a rischio l’investimento per il futuro di Alitalia (gli arabi di Etihad hanno iniettato in Alitalia 1,758 miliardi): uno sciopero come questo “basato sul nulla, rappresenta non solo un danno per Alitalia ma determina un clima negativo nella capacità degli investitori di continuare ad investire in un business che non è stabile”.

Le sigle che hanno proclamato la protesta, da parte loro, hanno preferito non dichiarare nulla. “Per il momento, come sindacati Anpac, Anpav e Usb, siamo in silenzio stampa per ragioni sindacali – ha detto all’aeroporto di Fiumicino il presidente dell’Anpac, Antonio Divietri – : purtroppo è lo sciopero che sta parlando per noi”.

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