Referendum, ancora polemiche e preoccupazioni

Referendum, ancora polemiche e preoccupazioni (Francisco-Velasquez)
Referendum, ancora polemiche e preoccupazioni (Francisco-Velasquez)
Referendum, ancora polemiche e preoccupazioni (Francisco-Velasquez)

CARACAS – Dopo l’annuncio del Consiglio Nazionale Elettorale, che ha comunicato i termini del Referendum attraverso il quale il Tavolo dell’Unità pretende destituire il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, la consulta popolare continua a essere tema di conversazione e motivo di preoccupazione.

Luis Almagro, Segretario Generale dell’Organizzazione di Stati Americani, ha accusato il Consiglio Nazionale Elettorale di aver preso decisioni difendendo chiaramente una parte politica al posporre la realizzazione del Referendum per destituire il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro.

“Il Referendum – ha commentato Almagro attraverso un comunicato – appartiene alla gente. Al Cne corrisponde garantire la libertà degli elettori di esprimere il proprio pensiero. Non può pretendere di annullare un diritto”.

L’ex ministro degli Esteri del governo di “Pepe” Mujica, una delle voci più critiche nei confronti del governo Maduro, ha assicurato che le date annunciate dal Cne hanno un solo obiettivo: ritardare la realizzazione del Referendum per evitare che possa farsi quest’anno.

“Non è possibile che si continui violando quanto stabilito nella Costituzione – ha anche affermato il Segretario Generale dell’Osa -. E’ inaccettabile che si pretenda limitare i diritti civili e politici della cittadinanza attraverso particolari interpretazioni dei regolamenti”.

Almagro ha quindi denunciato che il Cne “ha cambiato arbitrariamente le regole del gioco”.

Anche gli Stati Uniti sono intervenuti nella polemica. John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha espresso preoccupazione per quanto sta accadendo nel paese. E commentato che l’annuncio del Cne, per cui il Referendum non si farà quest’anno impedirà ai cittadini di esprimersi sul futuro del Paese.

– Gli Stati uniti – ha detto Kirby – è preoccupato per la decisione del Cne. Questa si aggiunge alle continue limitazioni alle libertà di stampa e altre azioni intraprese per indebolire il potere del Parlamento.

Quindi, ha espresso dubbi sulla imparzialità del Cne nella consulta popolare.

Dal Canto suo, il Tavolo dell’Unità ha ribadito la propria coesione e annunciato che lunedì prossimo renderà note le azioni per ottenere che il Referendum possa svolgersi quest’anno.

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