Allarme Congresso Usa, spettro hacker russi sul voto

U.S. President Barack Obama (R) chats with Russia's President Vladimir Putin prior to a working session at the Group of 20 (G20) leaders summit in the Mediterranean resort city of Antalya, Turkey, November 16, 2015. REUTERS/Kayhan Ozer/Pool - RTS7COV
U.S. President Barack Obama (R) chats with Russia's President Vladimir Putin prior to a working session at the Group of 20 (G20) leaders summit in the Mediterranean resort city of Antalya, Turkey, November 16, 2015. REUTERS/Kayhan Ozer/Pool  - RTS7COV
U.S. President Barack Obama (R) chats with Russia’s President Vladimir Putin prior to a working session at the Group of 20 (G20) leaders summit in the Mediterranean resort city of Antalya, Turkey, November 16, 2015. REUTERS/Kayhan Ozer/Pool – RTS7COV

NEW YORK. – Lo spettro del Cremlino torna ad aleggiare sulle elezioni presidenziali americane, mentre gli Usa sono sotto shock per il maxi attacco a Yahoo!. Attacco con cui pirati informatici hanno ‘rubato’ dati sensibili a oltre mezzo miliardo di persone: password, email, numeri di telefono e di carte di credito. Si tratta solo l’ultimo clamoroso episodio di un’offensiva che da tempo sta investendo le imprese e la politica statunitensi. E il sospetto sempre più forte è che dietro a tutto ciò ci siano proprio degli hacker russi guidati dal governo di Vladimir Putin.

Lo pensano gli investigatori, non lo nascondono i vertici dell’intelligence (a partire dal numero uno James Clapper) e ora arriva anche l’allarme dal Congresso: Mosca sta cercando in tutti i modi di influenzare il voto per la Casa Bianca. Ad affermarlo la senatrice Dianne Feinstein e il deputato Adam Schiff, che come membri di spicco della Commissione parlamentare sui servizi hanno accesso a informazioni ‘top secret’.

La Russia, denunciano con una dichiarazione congiunta, “sta compiendo sforzi seri e concreti per influenzare le elezioni”. In particolare, spiegano alla luce dei briefing avuti dagli 007, quello che i russi stanno cercando di fare “è seminare dubbi sulla sicurezza delle nostre elezioni per influenzarne i risultati”. “E crediamo – proseguono Feinstein e Shiff – che l’ordine dato ai servizi segreti russi di condurre queste azioni arrivi dai massimi livelli del governo di Mosca”.

Che Vladimir Putin abbia un ruolo di primo piano nei cyber-attacchi è dunque più che una supposizione. Del resto lo stesso capo dell’Fbi, James Comey, così come il collega Clapper, non ha nascosto nelle scorse settimane come gran parte delle indagini si concentrino proprio su azioni di cyber-attacco ‘sponsorizzate’ da governi stranieri, nello specifico quello di Masca.

Quest’ultimo sarebbe anche dietro al ‘furto’ di email di alcuni responsabili del partito democratico e della campagna di Hillary Clinton. E probabilmente anche dietro al clamoroso episodio del passaporto ‘clonato’ della first lady Michelle Obama. Tutti episodi su cui Fbi e servizi stanno ancora indagando.

Ma sono in molti a pensare che il Cremlino abbia tutto l’interesse a favorire il candidato repubblicano Donald Trump, le cui dichiarazioni nel corso dei mesi sono tutte di stima nei confronti del leader del Cremlino, grande rivale di Barack Obama.

Fu l’ex numero uno della Cia, Michael Morell, a dire poche settimane fa che Donald Trump è “un agente inconsapevole di Putin”. Del resto – sottolineano ancora Feinstein e Schiff – la Russia ha una lunga tradizione di sforzi per influenzare le elezioni nei Paesi esteri. E visto il clima da guerra fredda che ha caratterizzato l’ultima fase dei rapporti tra Putin e Obama non stupisce affatto l’interesse di Mosca per il futuro della Casa Bianca.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)