Bruce Springsteen rompe il silenzio: Assediati da un imbecille

Bruce Springsteen rompe il silenzio: Assediati da un imbecille
Bruce Springsteen rompe il silenzio: Assediati da un imbecille
Bruce Springsteen rompe il silenzio: Assediati da un imbecille

WASHINGTON. – Bruce Springsteen ha passato l’estate in tour, a 67 anni – compiuti oggi – ha entusiasmato grandi stadi gremiti e segnato nuovi record, si è raccontato in una autobiografia attesissima, ma della campagna elettorale americana il Boss (noto per le sue posizioni progressiste) fino ad ora aveva parlato poco e niente. Eppure le idee le ha chiarissime: Donald Trump costituisce “un grande imbarazzo per gli americani” dice a media norvegesi e in un’intervista a Rolling Stone scende ancora più nel dettaglio: “La Repubblica è sotto l’assedio di un imbecille”.

Su Hillary Clinton invece è più ‘positivo’ di quanto forse si immaginasse, e afferma: “Mi piace Hillary. Credo che possa essere un ottimo presidente”. Rolling Stone gli dedica un vasto servizio con una lunga intervista che apparirà nel prossimo numero. E che, dagli estratti diffusi in anteprima, sembra essere la prima volta dopo tanto tempo in cui l’artista si ferma a parlare di quanto sta accadendo negli Stati Uniti.

Sul ‘fenomeno Trump’ non ha dubbi: “senza esagerare, è una tragedia per la nostra democrazia”. “Le idee che sta spingendo nel pensiero comune sono molto pericolose”. Però il Boss sembra anche mettere in guardia, indicando dove andare a guardare per capirne la natura, il motivo del ‘fenomeno Trump’: “Credo che si stia pagando il prezzo per non aver guardato davvero ai costi della deindustrializzazione e della globalizzazione verificatesi negli Stati Uniti per gli ultimi 35-40 anni e quanto questo abbia profondamente colpito le vite delle persone e ferito le persone, al punto che vogliono qualcuno che dica di avere una soluzione”.

E Trump porta “risposte semplici a problemi molto complessi”. Rispondendo però alla domanda sul suo limitato coinvolgimento in questa campagna, Springsteen si dice convinto che l’impatto che può avere un artista sia limitato. Ma “non ho perso fiducia” ha sottolineato, lasciando poi intendere che non escluderebbe di essere più presente.

Manca però ormai poco al traguardo e lui, il Boss con fiumi di fan di più generazioni, il suo endorsement non l’ha ancora dato. E’ mancanza di entusiasmo? gli si chiede: “No. Mi piace Hillary. Credo che possa essere un ottimo presidente”.