Mons.Zuppi, lettere con un uomo della banda della Uno Bianca

(ANSA) – BOLOGNA, 25 SET – “Ho un rapporto epistolare con uno della banda della Uno Bianca. Ho capito che il perdono è un itinerario faticoso ma che bisogna cercare di coltivare: è l’unica via umana che ci è concessa perché il male non distrugga noi”. E’ quanto rivelato dall’Arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, nel corso di una intervista pubblica al ‘Festival Francescano’. Le parole, pronunciate ieri in Piazza Maggiore sono riportata da Bologna Sette’, inserto domenicale di Avvenire. Nella sua riflessione sul perdono, soprattutto “quando è difficile, doloroso, privo di senso”, la guida della Chiesa bolognese ha toccato diversi punti passando dalla vicenda della Uno Bianca a Ustica, dalla strage del 2 agosto alla Stazione di Bologna a Nelson Mandela, da Vittorio Bachelet a San Francesco d’Assisi, da Monte Sole al Mozambico. “Il perdono – ha osservato Zuppi – non vuol dire cancellare la giustizia. Il perdono vuole la giustizia e libera dall’odio e dalla vendetta e per questo è ancora più forte. Il perdono libera”.

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