Assovittime Uno bianca, Alberto Savi non avrà nostro perdono

(ANSA) – BOLOGNA, 25 SET – “L’Arcivescovo Matteo Zuppi mi disse già a giugno, a margine della Festa della Repubblica, che Alberto Savi, il ‘fratello buono’ della Banda della Uno bianca, gli aveva scritto per chiedere perdono. Io risposi: ma quale fratello buono, era come Fabio e Roberto. Era tra i killer che uccisero i carabinieri al Pilastro il 4 gennaio ’91. Ho letto che Zuppi gli ha risposto mesi dopo che il perdono se lo devono meritare”. Così Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione familiari vittime della Uno bianca, vedova di Primo Zecchi, ucciso da Roberto e Fabio Savi il 6 ottobre 1990 perchè stava annotando la loro targa dopo una rapina. “La mamma di Umberto Erriu – ha aggiunto – uno dei due carabinieri uccisi a Castel Maggiore il 20 aprile 1988, mi disse che il perdono se vuole lo decide Dio, le colpe terrene si devono pagare. Fra l’altro non stanno facendo nemmeno il carcere duro. Come associazione siamo tutti d’accordo. Paghino per quello che hanno fatto, nessun perdono. Sono dei delinquenti crudeli”. (ANSA).

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