Inter frena, Roma crolla, Juve e Napoli in fuga

Dubbio Hamsik, possibile panchina per Milik, Chiriches rinnova. ANSA/CESARE ABBATE
Napoli's Marek Hamsik jubilates after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs AC Chievo Verona at San Paolo stadium in Naples, Italy, 24 September 2016. ANSA/CESARE ABBATE
Napoli’s Marek Hamsik jubilates after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs AC Chievo Verona at San Paolo stadium in Naples, Italy, 24 September 2016.
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ROMA. – Il Torino ridimensiona la Roma, il Bologna frena la rinascita dell’Inter e la serie A si riscopre a inseguire dopo sei giornate le due squadre più forti, Juve e Napoli, nell’ordine della classifica finale dell’anno scorso, le uniche due impegnate in Champions League.

Dopo gli anticipi di ieri, le squadre di Allegri e Sarri prendono il largo mentre nel gruppone a 10 punti sale la Lazio che batte con merito un intraprendente Empoli. Riparte il Sassuolo regolando l’Udinese mentre il Genoa in nove si fa raggiungere dal Pescara. Ancora un passo falso per la Roma in trasferta dopo essersi fatta recuperare con Cagliari e Plzen e il ko con la Fiorentina, almeno con l’attenuante di un gol in fuorigioco. Questa volta è notte fonda contro un Toro giovane e gagliardo che Mihajlovic sta plasmando con carattere e personalità. Solite occasioni sprecate, solite ingenuità difensive e la Roma va sotto meritatamente per il gol di testa di Belotti e il rigore di Iago Falque.

Non basta nemmeno il 250/o gol in A di Totti, a due giorni dai 40 anni per rigenerare i giallorossi che finisco 1-3. Il Toro cresce, ha un Belotti da nazionale che segna il suo quinto gol e un gruppo giovane con Benassi e Boye in evidenza. Si esaltano gli ex Castan e Falque (autore di una doppietta) e la Roma si allontana dal vertice mostrando di avere sempre gli stessi problemi in fase difensiva.

L’Inter per l’ennesima volta si mette nelle condizioni di inseguire: il Bologna infatti passa in vantaggio sfruttando un errore di Kondogbia (che poi viene platealmente sostituito), una prodezza di Verdi e una conclusione di Destro (terzo gol). I nerazzurri si rimboccano le mani, creano occasioni e passano con una prodezza di Perisic, ma Icardi viene contrato bene e i rossoblù chiudono tutti i varchi. De Boer prova la carta Gabigol, ma il successo non viene anche perché il Bologna è una squadra solida e nel finale crea anche qualche occasione.

Una Lazio a trazione anteriore crea parecchie occasioni ma poi deve curarsi le spalle per rintuzzare le velleità dell’Empoli che tiene fuori Maccarone. Decide Keita, per la prima volta utilizzato dall’inizio, che dà seguito alle ottime ultime partite e segna con un’ottima conclusione. La Lazio legittima il successo con molte azioni ma nella ripresa i toscani si rendono pericolosi fino al raddoppio di lulic che chiude i giochi.

Il Sassuolo torna al successo sull’Udinese sfruttando un errore di Karnesis sfruttato con mestiere da Defrel, l’attaccante che non sta facendo rimpiangere Berardi e segna il suo settimo gol stagionale: la squadra di Di Francesco dimostra carattere anche se dà spettacolo come in altre occasioni, riesce comunque a non far giocare un’Udinese deludente che però si sveglia nel finale sfiorando il pari con due pali.

Molte emozioni anche tra Genoa e Pescara: i liguri vanno avanti con una prodezza di Giovanni Simeone, figlio del Cholo, un ventenne promettente e molto dotato. Ma il Pescara attacca e per la seconda volta si ritrova in doppio vantaggio numerico per le espulsioni di Edenilson e Pandev. A differenza della gara persa col Torino questa volta gli abruzzesi trovano il pari con Manaj e sfiorano il successo con Verre. Ma i liguri recriminano per un rigore e la mancata espulsione di Zampano nel primo tempo.

La Fiorentina ha sbagliato un rigore con Ilicic a metà del primo tempo, ha giocato e tirato tanto e sfiorato più volte il gol trovando nel giovane Donnarumma un muro invalicabile. Il Milan ha giocato meno, ha avuto qualche occasione ma non è mai stato continuo, mai decisivo, mai ha avuto in mano il gioco e il destino del match. Finisce così 0-0.