Scherma: il venezuelano Limardo punta a Tokio 2020

Pubblicato il 28 settembre 2016 da redazione

Scherma: il venezuelano Limardo punta Tokio 2020

Scherma: il venezuelano Limardo punta Tokio 2020

CARACAS – I giochi olimpici Rio de Janeiro 2016 sono ormai acqua passata per lo schermitore Ruben Limardo, adesso giá punta a quelli del 2020 che si disputeranno a Tokio. Il vincitore della medaglia d’oro nei giochi di Londra 2012 ha giá iniziato la pianificazione della sua preparazione per i prossimi giochi e riprendersi la medaglia che gli é sfuggita quest’anno.

“Dopo i giochi di Rio abbiamo analizzato la nostra performance, individuando i nostri punti forti e deboli. É stata una competizione importante, nonostante non sia stato raggiunto l’obiettivo principale: vincere una nuova medaglia per il nostro paese. Ma dobbiamo dire che ci ha lasciato un bilancio positivo. In tre edizioni dei Giochi sono riuscito a vincere due diplomi olimpici ed una medaglia d’oro, una cosa non tanto facile da ottenere”, ha commentato Limardo in conferenza stampa.

Il primo obiettivo dello spadaccino criollo é vincere un campionato mondiale di scherma. “Ci sono ancora tre anni per prepararci, adesso siamo in quella fase di studio durante la quale analizzeremo la mia prestazione nelle ultime gare disputate. Questo ci servirá per calibrare la mia tecnica.”

Ricordiamoci che lo schermitore nato 31 anni fa a Ciudad Bolívar, insieme a suo zio Ruperto ha attivato una fondazione per promuovere questo sport ed é sempre alla ricerca di nuovi talenti che portino in alto il nome del paese.

“Anche se Silvio Fernámdez ci ha garantito che sará ancora nel giro della nazionale appena si riprenderá dall’infortunio, quello che ancora non sappiamo é se Kelvin Cañas continuerà. Prossimamente faremo dei test a due giovani promesse come Rosmer Azuaje e Jesús Limardo che hanno le carte in regola per far parte della nazionale.”

L’idea di Limardo é avere schermitori che in qualsiasi momento possano rinforzare la squadra nelle diverse gare in giro per il mondo. “Questo ci darà la possibilitá di effettuare un turnover in caso che ci siano infortuni o per qualsiasi motivo un atleta non possa rispondere alla convocazione. Vogliamo una squadra compatta, seguendo l’esempio della Francia, e che tutti abbiano le carte in regola per poter optare ad una medaglia.”

Il campione di Ciudad Bolívar ha messo in risalto che per vincere una medaglia, come nei giochi di Londra, non é frutto della casualitá ma di un arduo lavoro iniziato, in quel caso, nel 1998 in Polonia. Con la sua ong spera di porter far vivere l’esperienza all’estero ad almeno 30 giovani.

“Prossimamente si organizzeranno diverse attivitá dove parteciperanno i giovani, che rappresenteranno il paese quando gli attuali membri della nazionale si ritireranno.”

(Fioravante De Simone)

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