Siria: Usa valutano “opzioni non diplomatiche”

Pubblicato il 28 settembre 2016 da ansa

FILE - In this Wednesday, Sept. 21, 2016, file photo, provided by the Syrian Civil Defense White Helmets, rescue workers work the site of airstrikes in the al-Sakhour neighborhood of the rebel-held part of eastern Aleppo, Syria.  (Syrian Civil Defense White Helmets via AP, File)

FILE – In this Wednesday, Sept. 21, 2016, file photo, provided by the Syrian Civil Defense White Helmets, rescue workers work the site of airstrikes in the al-Sakhour neighborhood of the rebel-held part of eastern Aleppo, Syria.
(Syrian Civil Defense White Helmets via AP, File)

BEIRUT. – Gli Stati Uniti, di fronte al fallimento del cessate il fuoco in Siria, stanno discutendo e valutando anche “opzioni non diplomatiche”. Le parole del portavoce del Dipartimento di Stato Usa arrivano al termine di una giornata molto tesa sia sul fronte diplomatico, sia sul terreno. Le forze governative siriane, sostenute dall’aviazione russa, da militari iraniani e dagli Hezbollah libanesi, si preparano a un’offensiva di terra senza precedenti contro Aleppo est, da venerdì scorso martellata da intensi bombardamenti aerei che hanno causato l’uccisione di centinaia di persone, tra cui circa 100 minori, secondo l’Unicef. Tanto che gli Usa, tramite il segretario di Stato John Kerry, hanno minacciano di interrompere i contatti con la Russia sulla Siria se non si fermeranno i bombardamenti sulla città. E poi in serata hanno deciso di mettere in campo anche la possibilità di “opzioni non diplomatiche”.

Ma la gravità degli eventi è data soprattutto dalle dichiarazioni del Papa, che si è rivolto a chi bombarda Aleppo est – la Russia e il governo siriano – senza nominarli in maniera esplicita. Il pontefice ha rinnovato “a tutti l’appello ad impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo e urgente, e alla coscienza dei responsabili dei bombardamenti, che dovranno dare conto davanti a Dio”.

Le immagini provenienti da Aleppo est sono agghiaccianti: corpi di civili, tra cui bambini, senza vita tirati fuori dalle macerie, altri corpi intrappolati e senza vita, altri ancora maciullati e raccolti a pezzi dai volontari della Protezione civile. L’Unicef, che aveva lanciato l’allarme di circa 100mila bambini costretti a bere acqua contaminata, ha ricordato che “i bambini di Aleppo sono intrappolati in un incubo”. L’agenzia Onu ha riferito che “almeno 96 bambini sono stati uccisi e 223 sono rimasti feriti ad Aleppo est da venerdì”. Citato dall’Unicef, un medico ha detto che “i piccoli con basse probabilità di sopravvivenza sono spesso lasciati morire a causa di forniture mediche limitate”.

Anche per questo il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, dopo i raid che hanno colpito due ospedali e un gruppo di persone in fila per la distribuzione del pane, ha ribadito che “colpire gli ospedali è un crimine di guerra”. Mosca ha respinto ogni responsabilità sul raid.

Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, unendosi alle preoccupazioni del collega americano John Kerry, non ha escluso che i rapporti con Mosca possano subire una brusca rottura. “Ancora mi auguro che la Russia collabori per far smettere Bashar al Assad nel suo atteggiamento di massacrare il suo popolo. Se non lo farà – ha detto Gentiloni – credo che sarà inevitabile una rottura drammatica a livello diplomatico internazionale”.

Gentiloni ha ricordato che ad Aleppo rimangono circa 300mila civili accanto a “forse 15mila combattenti delle opposizioni”. La città “è martellata da settimane e settimane – ha proseguito il ministro – non puoi distruggere una zona di una città con 300mila persone, non si capisce neanche quale sia l’obiettivo tranne la barbarie. Non stanno combattendo contro obiettivi militari, ma contro la città”.

Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha difeso la posizione di Mosca affermando che i miliziani detti “moderati” e filo-Usa si stanno radicalizzando e si stanno unendo ai qaidisti. Fonti contattate dall’ANSA ad Aleppo ovest e a Idlib ricordano che in un contesto di prolungata violenza commessa su Aleppo est da Damasco e dai suoi alleati, e senza una concreta forma di protezione internazionale ai civili, è comprensibile che numerosi miliziani delle opposizioni, ad Aleppo est e altrove, finiscano per radicalizzarsi.

Accanto al dramma siriano si consuma quello di Mosul, in Iraq, dove circa un milione di civili rimangono sotto il controllo dell’Isis. E nel quadro della tanto attesa offensiva militare anti-Stato islamico, gli Usa hanno annunciato l’invio in Iraq di altri 600 militari pronti a unirsi alle truppe già presenti nel Paese.

(di Lorenzo Trombetta/ANSAmed)

Ultima ora

05:42Coree: Seul, inviato a Pyongyang se stop provocazioni

PECHINO - Il presidente sudcoreano Moon Jae-in prendera' in considerazione l'invio di un inviato speciale a Pyongyang se il Nord mettera' fine alle sue provocazioni: in un messaggio trasmesso dalle tv di Seul, in occasione dei primi 100 giorni di insediamento alla presidenza, Moon ha spiegato che il dialogo intercoreano puo' esserci solo se finiscono test nucleari e missilistici. ''Nessuna guerra ci sara' sulla penisola'', ha poi ribadito il presidente, ricordando l'impegno Usa a non prendere alcuna azione militare senza il consenso di Seul.

05:38Charlottesville: Carson, ingigantite reazioni a parole Trump

WASHINGTON - Il segretario Usa all'urbanistica Ben Carson ha descritto le polemiche scaturite dalla reazione del presidente Donald Trump ai fatti di Charlottesville come ''piccoli bisticci'' che vengono ''ingigantiti''. Lo stesso Carson -l'unico afroamericano nel governo Trump- in un post su Facebook aveva parlato di ''odio e intolleranza su tutti i fronti'' in reazione a quanto accaduto nella citta' della Virginia.

05:18Gaza: Hamas, kamikaze Isis morto in scontro con sicurezza

GAZA - Hamas ha rivelato che un kamikaze si e' fatto esplodere mentre le forze di sicurezza stavano cercando di impedirgli di infiltrarsi in Egitto, e nell'attentato diverse persone sono rimaste ferite. Il Ministero degli Interni di Hamas ha reso noto che l'attentatore e' morto e un suo complice e' rimasto ferito. Una delle persone coinvolte nell'attacco e' in condizioni definite 'serie'. L'attentato e' il primo portato da un palestinese con una bomba suicida contro le forze di Hamas. Dirigenti di Hamas hanno detto che l'assalitore e' ritenuto un militante dell'Isis.

05:11Charlottseville: Cnn, Trump non rammaricato di sue parole

WASHINGTON - Secondo la Cnn che cita fonti il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non si e' pentito di quanto affermato circa i fatti di Charlottesville nel sottolineare che vi sono responsabilita' in entrambe le parti coinvolte. Secondo quanto riferito da una fonte alla Cnn il presidente va avanti ''senza rammarico'', fermamente convinto che i media e le elite della costa orientale stiano iperventilando.

05:06Corea Nord: Bannon, non c’e’ nessuna soluzione militare

WASHINGTON - Non c'e' soluzione militare in risposta alla minaccia della Corea del Nord. Ne e' convinto Steve Bannon, consigliere del presidente Usa Donald Trump e stratega della Casa Bianca, intervistato da The American Prospect. 'Fino a quando non si dimostra che 10 milioni di persone a Seul non muoiono nei primi 30 minuti da armi convenzionali non so di che si parla. Non c'e' nessuna soluzione militare'', ha detto Bannon.

05:01Venezuela: Parlamento chiede tutela internazionale

CARACAS - Julio Borges, presidente del Parlamento venezuelano, in mano all'opposizione, ha chiesto oggi l'aiuto degli organismi internazionali per i diritti umani per ''proteggere i singoli deputati e proteggere il Parlamento stesso'' dalle persecuzioni messe in atto dal governo di Nicolas Maduro. Borges si e' riferito alle accuse mosse dal Procuratore Tarek William Saab contro German Ferrer -deputato del partito di governo e marito di Luisa Ortega Diaz, l'ex Procuratrice ribelle- per le quali ha chiesto all'Assemblea Costituente che sospenda la sua immunita' parlamentare e ne ordini l'arresto.

04:51Afghanistan: soldato Usa ucciso in scontro con Isis a est

KABUL - Un soldato americano e' morto in Afghanistan per le gravi ferite riportate ieri durante una operazione congiunta fra le forze Usa e afghane nella provincia orientale di Nangarhar. In un comunicato il quartier generale delle Forze americane in Afghanistan (USFOR-A) ha aggiunto che militari statunitensi ed afghani sono rimasti feriti nel corso di una operazione mirante a ridurre la presenza dei militanti della sezione Khorasan (Afghanistan e Pakistan) dell'Isis sul territorio afghano.

Archivio Ultima ora