“No” ricompatta il centrodestra. Renzi, non si voti su di me

Pubblicato il 28 settembre 2016 da ansa

Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini

Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini

ROMA. – Le sorti del governo. Al giorno tre della campagna referendaria, si riprende la scena lo ‘spettro’ che il presidente del Consiglio prova da settimane a spazzare via. “Non si utilizzi il referendum in nome del desiderio di buttar giù il governo: si manda a casa per sempre la riforma, si perde un’occasione”, è il messaggio di Matteo Renzi. Ma proprio sul tasto della ‘cacciata’ di Renzi battono Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini in una nota che, alla vigilia del compleanno del Cav, suggella una ‘pax’ ritrovata in nome del No: “Il referendum sarà anche un giudizio sul governo”.

Renzi in un primo momento aveva annunciato le sue dimissioni nel caso di bocciatura della riforma costituzionale, poi ha smesso di parlarne per riportare al centro la riforma ed evitare una ‘conta’ contro di lui. Ma il tema è tutt’altro che assente. “Se vince il No il governo deve andare avanti, non è il giudizio universale”, dichiara il ministro Angelino Alfano.

Ma a una domanda del Corriere della sera, l’editore Carlo De Benedetti, che voterà No se l’Italicum non cambierà, così risponde: “Se vincesse il No, Renzi dovrebbe dimettersi. Anche se non credo che lascerà la politica. E per fortuna, perché ha dimostrato di avere energia e qualità”. Ma Beppe Grillo, dando fuoco alle polveri della campagna M5s per il No, usa le sue parole per un attacco durissimo al premier: “Renzi non va più contrastato, ormai conta zero. De Benedetti oggi l’ha licenziato e il countdown al 4 dicembre è iniziato”.

Una recrudescenza, affermano dal Pd, tutt’altro che inattesa. Ogni giorno, mettono in conto, ci sarà un attacco più duro. Ma al Nazareno sono convinti di avere dalla loro argomenti più che convincenti per ribattere colpo su colpo. Anzi, i colpi quasi li previene Renzi, di primo mattino, in un’intervista alla radio Rtl 102.5. “Berlusconi – afferma – punta a tornare in campo assieme a D’Alema e a tanti altri che utilizzano il referendum per questo e per fare una bella Bicamerale”.

E Massimo D’Alema si infuria: “Una sciocchezza, Renzi ritiene gli italiani degli sprovveduti. Non è mia intenzione ricercare cariche pubbliche ma rivendico il diritto a oppormi a una riforma cattiva e dannosa”. Renzi, però, traccia una linea di demarcazione netta. Tra la “cooperativa di reduci” che “indossa il broncio di ordinanza” e chi “ha il coraggio di rischiare per un futuro in cui l’Italia sia leader”.

Non solo le riforme. Anche un progetto come il Ponte sullo Stretto, può avere un “effetto simbolico”, rivendica dopo le polemiche per la sua proposta. Anche nella maggioranza Pd, dai Giovani turchi alla vicesegretaria Debora Serracchiani, emergono forti perplessità (“Non è una priorità”, dichiarano). Ma Renzi precisa che è un progetto per il futuro, da realizzare dopo opere come la banda larga e la Salerno-Reggio Calabria.

“Al futuro sì”, è il tema che accompagnerà il leader Pd in tutta la campagna referendaria, che avrà il suo apice nella Leopolda che dovrebbe svolgersi dal 18 al 20 novembre. Una campagna che punta molto sul porta a porta, tanto che David Hunter, socio del guru americano Jim Messina, avvierà venerdì a Firenze una serie di incontri per ‘formare’ i volontari del Sì.

Ma anche il No serra le fila. Ad Arcore il centrodestra di Berlusconi, Meloni e Salvini si ricompatta proprio contro il referendum. “La vittoria del No non sarà un salto nel buio”, scrivono in una nota congiunta, impegnandosi a presentare una nuova riforma. “E’ il passato che torna, il loro slogan è: non facciamo nulla per altri 20 anni”, replica Andrea Marcucci.

Ma anche nel Pd potrebbero presto dire un No definitivo gli esponenti della minoranza. Il confronto decisivo con Renzi potrebbe essere in una riunione della direzione convocata per la metà di ottobre. Ma per ora, affermano i renziani, la richiesta di cambiare subito l’Italicum è esorbitante: “La nostra apertura è sincera, ma al momento non ci sono pervenute proposte da altre forze politiche”.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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