Renzi annuncia, il Pd farà una propria proposta sull’Italicum

Renzi annuncia, il Pd farà una propria proposta sull'Italicum
Renzi annuncia, il Pd farà una propria proposta sull'Italicum
Renzi annuncia, il Pd farà una propria proposta sull’Italicum

ROMA. – “L’Italicum non è un rischio per la democrazia. Ma se vogliamo cambiarlo, noi come Pd prenderemo un’iniziativa per togliere ogni dubbio sulla legge elettorale”. L’annuncio di Matteo Renzi arriva nel corso del confronto tv con il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Il premier fa un passo avanti rispetto a quanto detto finora: non solo apre a modifiche alla sua legge elettorale, ma aggiunge anche che sarà il Pd a fare una proposta.

E se difende il ballottaggio che dà la possibilità di sapere chi vince la sera del voto, indica un elemento che si può modificare: “Vorrei cambiare il sistema dei capilista bloccati”, afferma. Una riunione della direzione del partito, che dovrebbe essere convocata entro la metà di ottobre, potrebbe essere il momento in cui si precisa meglio la proposta. E lì si capirà se la frattura nel Pd, con la minoranza a un passo dal votare No, è rimarginabile.

Ma la sinistra Dem aspetta di vedere le carte, perché non si fida del premier e vive la ricerca di voti a destra, come un avviso di sfratto. “Non votiamo sulla legge elettorale ma sulla riforma costituzionale. Ma che la legge elettorale cambierà lo hanno compreso anche i sassi ormai, purtroppo”, afferma Renzi in tv. Ma a chi, come i Cinque stelle, invoca un sistema proporzionale, replica: “L’Italicum è già un proporzionale e almeno il 74% dei parlamentari della maggioranza è eletto con le preferenze”. Ma, assicura, la disponibilità è “vera e sostanziale”.

Intanto, sul referendum resta convinto che sarà l’elettorato di centrodestra a decidere il destino della riforma nelle urne: Renzi lo ha ammesso apertamente. Il premier è attento a non perdere la base del partito (non a caso, fanno notare i renziani, gli attacchi sono concentrati solo su Massimo D’Alema) e lavora sulla leva importante delle associazioni di categoria per mobilitare la società civile, ma considera decisivo l’elettorato moderato di centrodestra.

E la maggioranza Pd gli fa scudo. “Non è uno scontro congressuale nel Pd, si vince con il voto di tutti gli italiani”, afferma il ministro Marianna Madia. E il sottosegretario Sandro Gozi: “La Costituzione è patrimonio di tutti: è giusto proporla a tutti”. Ma la sinistra Pd avverte il segretario che “annunci come quello del Ponte sullo Stretto se fanno ‘guadagnare’ voti a destra, li fanno perdere a sinistra”. “Siamo oltre il Partito della nazione – dice Federico Fornaro – è una versione corretta di Forza Italia. Se si trascura l’elettorato di centrosinistra si perde”.

Ma un tweet di Renato Brunetta, che ‘abbraccia’ Gustavo Zagrebelsky e “persino” l’arci-nemico Marco Travaglio pur di far vincere il No, dà modo alla maggioranza Pd di replicare che il composito fronte del No è “il vero partito della nazione: per evitarlo basta un Sì”, afferma Matteo Orfini. E Brunetta: “Il tuo partito della nazione è con Alfano-Verdini”.

Intanto “scende in campo” anche Giorgio Napolitano, che terrà una lectio magistralis alla scuola di politica del Pd, si torna a parlare di legge elettorale. E dal centrodestra Stefano Parisi raccoglie l’apertura di Renzi e auspica il premio alla coalizione e l’eliminazione del ballottaggio. Angelo Bagnasco dalla Cei torna a sollecitare partecipazione e afferma di non vedere pericoli di personalizzazione.

Ma il comitato del No, Sinistra italiana e M5s denunciano che alcuni ambasciatori italiani starebbero organizzando iniziative per sostenere il Sì. Sinistra italiana chiama in causa il ministro Paolo Gentiloni: “Le chiediamo un incontro per esporre le nostre preoccupazioni rispetto ai recenti comportamenti degli ambasciatori di Argentina e Canada”.

(di Serenella Mattera/ANSA)