Cina chiude i rubinetti, non più crediti al Venezuela

CARACAS – La Cina ha deciso di non prestare più denaro al Venezuela. Insomma, anche il colosso asiatico ha chiuso i rubinetti ed il Venezuela, ora, è ancora più isolato economicamente. La notizia, diffusa dalla prestigiosa Cnn, per il momento non è stata confermata né smentita dalle autorità cinesi o da quelle venezuelane.
E così, anche la luna di miele tra il Venezuela e la Cina sarebbe giunta a termine. Eppure, fino a qualche mese fa tra i due paesi era tutto “zucchero e miele”. La decisione del colosso asiatico, che è sempre stato disposto ad aiutare prima il governo dell’estinto presidente Chàvez e poi quello del presidente Maduro, arriva in un momento particolarmente difficile per il paese. Si ritiene, infatti, che la crisi sia così profonda da assumere il carattere di crisi umanitaria.
Stando a “Dialogo Inter-Americano”, un gruppo di ricerche con sede a Washington che segue i prestiti della Cina all’America Latina, il Venezuela, dal 2007 ad oggi, avrebbe ricevuto dal colosso asiatico ben 60 miliardi di dollari. Ed il Venezuela dovrebbe pagare ancora 20 miliardi. Per il momento, il Venezuela si starebbe sdebitando consegnando alla Cina migliaia di barili di petrolio. Ma la crisi istituzionale preoccupa le banche cinesi che hanno deciso di tirare i remi in barca in attesa di una schiarita. E poi il Venezuela, che è il paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo, avrebbe ridotto drammaticamente la produzione di greggio a causa delle infrastrutture tecnologicamente obsolete e la carenza di una vera politica di manutenzione.
Le autorità cinesi sembrerebbero irritate dalla maniera in cui le ingenti risorse sarebbero state amministrate dal Venezuela, considerando che così facendo, si starebbe alimentando la corruzione mentre una fascia sempre maggiore di venezuelani resterebbe nella povertà più assoluta.

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