3 ottobre, la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Pubblicato il 03 ottobre 2016 da ansa

Coffin of victims are seen in an hangar of Lampedusa airport on October 5, 2013 after a boat with migrants sank killing more than hundred people. Italy mourned today the 300 African asylum-seekers feared dead in the worst ever Mediterranean refugee disaster, as the government appealed for Europe to stem the influx of migrants. Italian emergency services hoped to resume the search for bodies on October 5, 2013 despite rough seas after the accident, in which 111 African asylum-seekers are confirmed dead and around 200 more are still missing. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

Coffin of victims are seen in an hangar of Lampedusa airport on October 5, 2013 after a boat with migrants sank killing more than hundred people. Italy mourned today the 300 African asylum-seekers feared dead in the worst ever Mediterranean refugee disaster, as the government appealed for Europe to stem the influx of migrants. Italian emergency services hoped to resume the search for bodies on October 5, 2013 despite rough seas after the accident, in which 111 African asylum-seekers are confirmed dead and around 200 more are still missing. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI

LAMPEDUSA. – “Dalla Ue ci aspettiamo che la solidarietà si estenda nei confronti dell’Italia, della Grecia e di tutte le Lampedusa del Mediterraneo. Sbrigatevi perché il prezzo delle politiche di chiusura lo pagano anche comunità come quelle della nostra isola”. E’ l’appello lanciato dal sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini alla vigilia della Prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, nell’anniversario di quel 3 ottobre di tre anni fa in cui si consumò nel Canale di Sicilia una delle più gravi stragi di migranti costata la vita a 386 persone che su una ‘carretta’ del mare speravano una vita migliore.

“L’impegno preso dall’Unione europea con l’approvazione del piano Junker è stato totalmente disatteso”, ha continuato il sindaco, rivolgendosi al vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, sull’isola per partecipare, insieme al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, al convegno di chiusura del Prix Italia organizzato dalla Rai.

“Se l’Europa non si dimostra solidale con Italia sul tema dell’immigrazione, l’Italia non può farcela”, ha risposto Timmermans, spiegando che “occorre reinventare il concetto solidarietà” per salvare L’Europa.

Anche Gentiloni, esprimendo soddisfazione per il fallimento del referendum turco sulle quote per i migranti, ha spiegato che “se l’Europa non si dimostra all’altezza di rispondere a un problema come l’immigrazione, alla fine non ce la farà per tante ragioni”. Poi ha ricordato che Lampedusa “è un simbolo positivo per tutta l’Europa”.

Nell’isola, oltre a una ventina di sopravvissuti della strage, sono arrivati più di 200 studenti da tutta Italia e dall’Europa, accompagnati dai loro insegnanti, per confrontarsi concretamente sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione nell’ambito di un progetto promosso dal ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre.

Celebrazioni anche a Roma: in Senato la giornata sarà ricordata nel corso di un incontro al quale parteciperà anche il presidente Piero Grasso. L’Arci invece ha organizzato, un flash mob alle 11 davanti al Pantheon, a Roma, per ricordare non solo il naufragio di tre anni fa ma anche le migliaia di migranti morti (solo dall’inizio dell’anno più di 3500), e chiedere “l’apertura di corridoi umanitari e una vera politica d’accoglienza”.

“A tre anni di distanza è ancora forte il dolore per le centinaia di vittime innocenti annegate per colpa di un sistema immorale, criminale ed egoista dell’Europa”, ha affermato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ricorderà i migranti, incontrando alcuni studenti insieme al presidente della Consulta delle Culture, Adham Darawsha.

“L’Europa dovrebbe essere il primo Paese al mondo. Il problema è che non è un Paese. Questo impedisce di avere una buona politica sull’immigrazione attraverso una discussione democratica. Invece stiamo combattendo gli uni contro gli altri”, ha commentato l’economista francese Jean Paul Fitoussi, Presidente Ofce, parlando nel corso del Prix Italia.

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