Italicum: renziani in campo, tre ipotesi di modifica

Pubblicato il 03 ottobre 2016 da ansa

Italicum: renziani in campo;tre ipotesi di modifica

Italicum: renziani in campo;tre ipotesi di modifica

ROMA. – Il rilancio da parte del premier Renzi rivolto alle opposizioni, di avanzare le loro proposte di riforma elettorale prima che il Pd faccia la sua, fa accendere i riflettori su quelle che già sono sul tappeto, ma anche su quelle che mancano, come ad esempio le proposte dei partiti di centrodestra. E nel Pd si punta sul fatto che non prevalga in casa Fi la linea dura di Renato Brunetta, che non vuole pronunciarsi prima dell’esito del referendum costituzionale.

Ad oggi le proposte in campo sono diverse, a cominciare dall’Italicum stesso. Se è vero che la minoranza interna ha già depositato lo “Speranzellum”, l’ampia maggioranza dei deputati Dem vuole “salvare il soldato Italicum”, come ha detto in aula Francesco Sanna, che renziano non è ma è vicino a Enrico Letta. Ed anche altri deputati non renziani, come la popolare Simonetta Rubinato, si sono pronunciati per salvare il ballottaggio.

Ha aperto a delle modifiche,i n una intervista, Dario Parrini, vicino a Renzi ed esperto di sistemi elettorali. Tre le sue ipotesi: il mantenimento dell’Italicum depurato delle parti più criticate, come le multicandidature o i capilista bloccati; oppure il Provincellum (come l’Italicum ma i collegi sono uninominali); o anche il Provincellum ma con un mix di collegi uninominali e listini proporzionali.

Lo “Speranzellum” o Mattarellum 2.0, messo a punto dal senatore bersaniano Federico Fornaro prevede 475 seggi assegnati da collegi uninominali, più 60 al partito più votato, 30 al secondo e 23 ai partiti minori come diritto di tribuna. Ma con il tripolarismo, secondo le proiezioni effettuate, il vincente (il Pd) arriverebbe a 270 seggi, condannato ad un nuovo Patto del Nazareno.

Inoltre i piccoli partiti non entrerebbero in Parlamento e quindi non ne vogliono sentir parlare. Ncd la scorsa settimana in Aula ha annunciato, con Dore Misuraca la propria proposta: via il ballottaggio e assegnazione di un premio di 90 seggi al partito più votato, fino ad un massimo di 340 seggi complessivi, purché esso abbia ottenuto il 35% dei consensi. Una proposta in parte analoga a quella di Giuseppe Lauricella (Pd): turno unico e premio al partito che supera il 40%, altrimenti riparto proporzionale.

Il presidente del gruppo Misto, Pino Pisicchio ha depositato una Pdl che assegna il premio alla coalizione e non alla lista, e considera valido il ballottaggio se vota più del 50% degli elettori. Infine Sinistra Italiana è per il sistema tedesco: proporzionale puro con soglia al 5%. Anche M5s è per un proporzionale alla spagnola, un sistema che esclude dalla rappresentanza i partiti piccoli, se non quelli a radicamento regionale, come la Lega.

Ma sul tappeto mancano le proposte di Fi, Lega e Fdi che hanno dichiarato di non voler dialogare se non dopo il referendum, in cui immaginano prevalga il No. In una dichiarazione Roberto Calderoli ha parlato anche lui di proporzionale, ma per il resto prevale il “Niet”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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