Usa 2016: è la sera dei vice. Clinton vola nei sondaggi

Pubblicato il 04 ottobre 2016 da ansa

Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks at a rally at Goodyear Hall and Theater in Akron, Ohio, Monday, Oct. 3, 2016. (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik)

Democratic presidential candidate Hillary Clinton speaks at a rally at Goodyear Hall and Theater in Akron, Ohio, Monday, Oct. 3, 2016. (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik)

WASHINGTON. – Scendono in campo i ‘difensori’, gli aspiranti vice nella corsa per la Casa Bianca, ovvero il repubblicano Mike Pence e il democratico Tim Kaine. Escono dall’ombra e per un momento guadagnano la ribalta in una campagna dominata dai ‘super’ candidati Hillary Clinton e Donald Trump: in un primo e unico dibattito televisivo, i contendenti numeri due si affrontano con il fine dichiarato di presentare all’America le proprie credenziali, ma l’obiettivo impellente e sottinteso è alzare il fortino a difesa del leder con cui corrono in ticket.

Così Pence ha l’arduo compito di cambiare il registro per la campagna di Trump che esce malconcia dalla settimana appena trascorsa, e Kaine deve mantenere il vantaggio che le ‘cadute’ del tycoon hanno concesso alla ex first lady schivando i molti possibili attacchi.

Le vele di Clinton sono rigonfie del favore registrato nei sondaggi: l’ultimo della Nbc la vede in testa di sei punti su Donald Trump, con il 46% delle preferenze, e segue di poche ore un rilevamento della Cnn che dà la candidata democratica in forte recupero, con cinque lunghezze di vantaggio, mentre calcoli e previsioni da più parti puntano già sulla sua vittoria.

L’Huffington Post, per esempio, le attribuisce l’83,6% di chance di venire eletta presidente. Il sigillo lo mette poi la voce autorevole del viceperesidente Joe Biden: “vincerà, e vincerà nettamente”. Ma non basta, non ancora. E’ qui che entra in campo Kaine, l’ex governatore della Virginia con il piglio da sindaco ‘vicino alla gente’ (è stato anche primo cittadino di Richmond) che dal palco della Longwood University nella cittadina di Farmville nel cuore del suo Stato, deve schivare in diretta tv in prima serata i molti possibili attacchi, dalle accuse di conflitto di interessi sulla Clinton Foundation, alle e-mail della ex segretario di Stato (incombe anche la minaccia di nuove rivelazioni di Wikileaks), fino al cambiamento di posizione della candidata democratica sul Tpp, il trattato di libero scambio con l’area del Pacifico voluto da Obama e da Hillary non più.

Trump naviga in acque agitate e Pence deve aiutarlo a rimanere a galla dopo una settimana disastrosa, in cui spicca la battaglia innescata con la ex miss universo Alicia Machado, anche a colpi di twitter notturni, e le rivelazioni del New York Times sulla ‘storia fiscale’ del tycoon che sarebbe riuscito legalmente ad evitare di pagare imposte federali per oltre 18 anni.

Il giornale newyorkese peraltro non molla l’osso, e torna sul passato del tycoon con una sorta di ‘seconda puntata’ allo scoop in cui analizza con l’ausilio di ‘testimoni’ e documenti pubblici il percorso del Trump businessman e parla di “emorragia finanziaria”, osservando come le sue decisioni lo portarono sull’orlo della rovina negli anni’80.

A deludere poi chi nella bagarre sulle dichiarazioni dei redditi in queste ore ha ribattuto a difesa di Trump che “il valore dell’imprenditore si vede da come si rialza dalle cadute” risponde la lista delle 400 persone più ricche d’America in cui il magnate di New York fa un tonfo che gli costa 35 posizioni. Secondo il magazine finanziario infatti, il patrimonio del tycoon sarebbe diminuito di 800 milioni di dollari e viene adesso valutato a 3,7 miliardi, pari a un 156esimo posto.

Nel confronto tra Kaine e Pence dall’ombra esce però anche un tema rimasto ai margini di questa campagna elettorale americana più ‘profana’ del solito: si torna a parlare di religione e morale. Ma anche qui con una scelta tra ‘visioni’: il cattolico Kaine che fa leva anche sull’esperienza in una missione in Honduras per spiegare il suo impegno per l’eguaglianza sociale, Mike Pence che parla agli evangelici, ma soprattutto promette di ascoltarli incarnandone i valori più cari ai conservatori.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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