Museo dell’Emigrazione, il FAIM si rivolge al Ministro Dario Franceschini per sostenere la candidatura di Belluno

Pubblicato il 05 ottobre 2016 da redazione

Museo dell’Emigrazione

Museo dell’Emigrazione

ROMA. – In molte nazioni del mondo le associazioni del Triveneto stanno raccogliendo le firme a sostegno della petizione online lanciata per sostenere la richiesta di ospitare in Veneto un settore del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, quello riguardante il Distretto del Triveneto stesso. Come si può intuire, le adesioni alla petizione non provengono soltanto dai cittadini emigrati veneti o di discendenza veneta, molti infatti sono semplicemente italiani emigrati che nutrono un affetto profondo per l’Italia.

Per molti decenni sull’emigrazione italiana all’estero è stato steso un velo di oblio, tanto che soltanto a due anni dal 150° anniversario dell’Unità d’Italia Roma ha ospitato il Museo dell’Emigrazione Italiana. Museo che ora è stato trasferito a Genova, dove sono in corso i preparativi per farlo funzionare.

Negli ultimi 30-40 anni vi è stato indubbiamente un risveglio d’interesse e una crescita esponenziale delle attenzioni verso l’emigrazione italiana, sia sotto il profilo storico che sociale e politico, da cui deriva anche la richiesta di una maggiore presenza museale.

Il Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo (costituito a fine aprile 2016 come sancito dagli Stati Generali delle Associazioni italiane nel mondo, che il 3 e 4 luglio 2015 avevano riunito a Roma il composito modo dell’associazionismo dell’emigrazione italiana), con le oltre 70 associazioni e confederazioni che ne fanno parte, ha sottoscritto la petizione lanciata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e la candidatura di Belluno ad ospitare il settore del MEI riguardante il Distretto del Triveneto.

“Non vorremmo mancare – scrive il FAIM al Ministro Franceschini – di sottolineare il grandissimo contributo dato dall’emigrazione veneta allo sviluppo della propria Regione e all’Italia intera. Proprio dal Veneto e dal Trentino iniziò oltre 150 anni fa l’esodo che avrebbe portato più di 29 milioni d’italiani in ogni parte del mondo. Ancora oggi – prosegue il FAIM – sono più di 5 milioni i veneti, tra iscritti all’AIRE, oriundi e discendenti, che vivono stabilmente all’estero e hanno rapporti affettivi ed economici con l’Italia e con la loro Regione di origine, grazie anche ad una rete associazionistica ineguagliabile”.

L’Associazione Bellunesi nel Mondo, nata esattamente 50 anni fa a seguito della tragedia avvenuta a Mattmark, in Svizzera, dove persero la vita 56 italiani di cui 17 bellunesi, si distingue per il grande e qualificato protagonismo con cui opera per mantenere vivo il legame culturale e affettivo con i propri corregionali emigrati, in particolare sul versante delle giovani generazioni. “Ma anche nella difesa dei diritti civili, l’ABM è stata spesso di esempio per molti di noi”, sottolinea ancora il FAIM.

La richiesta proveniente da Belluno è comprensibile, tanto più che dal 2013 l’associazione ospita il Museo Interattivo delle Migrazioni (MIM), che ha sviluppato elevate capacità di gestione museale, un forte collegamento con la rete di associazioni territoriali, nonché la produzione di materiali didattici utilizzabili per gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori dell’Italia.

“Abbiamo fiducia – conclude il FAIM rivolgendosi al Ministro – nelle sue conoscenze dirette del mondo dell’emigrazione italiana e siamo convinti che riserverà l’attenzione dovuta ad una richiesta caldeggiata e sostenuta, oltre che dai proponenti, da un’intera Regione e da molte associazioni operanti all’estero”.

(Franco Narducci – Portavoce del Faim)

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