Renzi a Torino, imprenditori in prima fila per la ripresa

Renzi a Torino, imprenditori in prima fila per ripresa
Renzi a Torino, imprenditori in prima fila per ripresa
Renzi a Torino, imprenditori in prima fila per ripresa

TORINO. – Passa da Torino, “capitale” del manifatturiero che ospiterà il prossimo G7 dell’Industria, l’endorsemet degli imprenditori per il Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre. Una partita “non facile”, perché “sono state raccontate tante bugie su questa riforma”, ammette lo stesso Matteo Renzi, convinto però che “gli italiani siano molto meglio di come li immaginiamo”. E che, alla fine, “un fracco di gente della Lega e dei Cinque Stelle, quando leggerà il quesito referendario, voterà sì”.

Nella sala dell’Unione Industriale subalpina, che fa da sfondo al passaggio di testimone alla presidenza tra Licia Mattioli e Dario Gallina, Renzi incassa il sostegno convinto di Confindustria. “Al referendum ci auguriamo che vinca il sì perché quando prendiamo una posizione non lo facciamo per un atto formale, ma perché ci crediamo”, sottolinea il presidente Vincenzo Boccia, che da sotto la Mole lancia “il nuovo rinascimento industriale italiano” invitando gli imprenditori a “essere corresponsabili” e a “costruire insieme un progetto per la crescita”.

Il referendum, del resto, “è l’ultima occasione per cambiare l’Italia”, sostiene Renzi, che prima dell’incontro con gli industriali visita il Cottolengo e lo stabilimento torinese della Thales Alenia Space. Due eccellenze che rendono il premier “orgoglioso” di un Paese capace di “credere nei valori dell’umanità”, come insegna la scuola per bambini difficili diretta da don Andrea Bonsignori, e di “guidare gli sforzi perché l’Europa sia all’avanguardia nello spazio”, riferimento quest’ultimo a tecnici e ingegneri della missione su Marte ExoMars.

Di fronte a simili primati, la discussione sulle previsioni di crescita del Pil diventa “spassosa” per Renzi, convinto che il Paese “si stia rimettendo in moto” perché “in questi tre anni il governo italiano ha fatto qualcosa”.

Dai tanto criticati 80 euro “che – ricorda il premier – non sono stati una mancia”, all’abolizione dell’Imu sulla prima casa e al Jobs Act. Provvedimenti che il presidente del Consiglio cita uno dopo l’altro nel corso del faccia a faccia con Massimo Gramellini. Un’intervista a tutto campo, dopo il pranzo al grattacielo dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo e una visita all’Arsenale della Pace di Ernesto Olivero per parlare di giovani.

“Criticare è bello, ma è più bello sporcarsi le mani e provare a cambiare – sottolinea Renzi -. E’ la differenza che c’è tra chi fa filosofia e chi fa politica. E noi qualcosa abbiamo fatto, certo errori ne abbiamo commessi, potevamo fare meglio, ma almeno le cose si stanno muovendo”. Un concetto che applica anche alla riforma costituzionale su cui gli italiani sono chiamati ad esprimersi. Non la riforma perfetta, ma una occasione per ridurre i costi della politica, togliere un po’ di burocrazia e semplificare. E sulla quale, per altro, “ci sarà lo spazio per migliorare e intervenire”.

A patto però che vinca il SI’, perché “se vince il NO – osserva ancora il premier – è difficilissimo cambiare dopo”. “Finalmente ora ci siamo, si può sbloccare il futuro, semplificare”, afferma Renzi, che non risparmia le critiche agli avversari della riforma, D’Alema compreso, ma invita a mettere da parte i personalismi. Perché, conclude, “la cosa più bella” è “l’occasione di sbloccare il futuro”. E di creare così il clima “per far tornare” gli italiani che oggi preferiscono andare all’estero.

(di Alessandro Galavotti/ANSA)