Trump shock a malati terminali, votatemi prima di morire

Pubblicato il 06 ottobre 2016 da ansa

Hillary Clinton

WASHINGTON. – Nuova gaffe di Donald Trump ad un mese dalle elezioni: il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha esortato i malati terminali suoi sostenitori a restare in vita almeno fino alle presidenziali, in modo da poterlo votare. “Non mi interessa quanto siate malati. Non mi interesse se siete appena andati dal medico e lui vi ha dato la prognosi peggiore, cioè vi ha detto che è finita”, ha detto Trump parlando ad un comizio in Nevada. “Non importa. Reggete fino all’otto novembre. Uscite e votate”, ha incalzato. “Lo dico scherzando, ma lo dico davvero”, ha concluso. Un appello al voto shock, immortalato in un video che sta diventando virale.

Anche Hillary Clinton però rischia di irritare le persone che soffrono, acquistando spazi pubblicitari per 63 mila dollari sul seguitissimo canale delle previsioni meteo negli stati chiave sul percorso dell’uragano Matthew, tra cui Florida e North Carolina: in questo modo potrebbe dare l’impressione di sfruttare la calamità naturale.

Intanto però l’ex segretario di stato incassa lo storico endorsement dell’ Atlantic magazine, che nei suoi 159 anni di storia l’aveva dato solo in altre due occasioni, nel 1860 con Abraham Lincoln e nel 1964 con Lyndon B. Johnson. Un punto che vale doppio, perche’ l’editoriale contiene anche un pesante attacco a Donald Trump, definito “il più ostentatamente inadatto candidato di un grande partito nei 227 anni di storia della presidenza Americana”, nonché “un demagogo, uno xenofobo, un sessista, un ignorante e un bugiardo”.

Certo, se a decidere il prossimo presidente degli Stati Uniti fosse la stampa, Clinton avrebbe già vinto alla grande: tutti i grandi giornali Usa che in queste settimane hanno deciso di uscire allo scoperto, oltre 80, hanno dato il loro appoggio alla candidata democratica, usando nei confronti di Donald Trump toni durissimi, allarmanti, apocalittici.

La cosa singolare è che gli endorsement non sono arrivati solo dai media mainstream ma anche da giornali che non avevano mai sostenuto un democratico o che non lo facevano da decenni – The Dallas Morning News, The Arizona Republic, The Cincinnati Enquirer – o che non avevano mai dato il loro supporto ad un candidato presidenziale, come Usa Today.

Ancora nessun quotidiano si è speso per Trump, dopo alcuni endorsement durante le primarie, mentre persino il candidato libertario Gary Johnson ha ottenuto l’appoggio di sei testate. Si tratta della campagna elettorale più sbilanciata in termini di endorsement che gli Stati Uniti abbiano mai visto. E anche forse di quella con la maggiore distanza tra gli orientamenti editoriali e una significativa fetta dell’elettorato che, sondaggi alla mano, continua a credere in Trump, al suo motto ‘Make America great again” e ai suoi attacchi contro la stampa “corrotta”.

Negli ultimi dieci giorni però il tycoon sta perdendo terreno negli swing state mettendo in allarme i repubblicani, che temono di perdere il controllo del Congresso. Forse anche per questo lo speaker della Camera, Paul Ryan, che ha appoggiato Trump dopo mesi di titubanza, farà campagna con lui per la prima volta sabato prossimo in Wisconsin, anche se non ha pubblicizzato molto l’evento.

Intanto però 30 ex deputati repubblicani hanno firmato una lettera in cui si scagliano in maniera feroce contro il tycoon e sollecitano l’unità del partito per respingere la sua candidatura. Contro Trump anche l’intera famiglia Bush, con George W. che ha accettato di comparire insieme a Barack Obama in un un video bipartisan: i due leader, un tempo avversari ma ora accumunati dalla loro posizione anti Trump, invitano gli elettori ad esercitare il loro diritto di voto, insieme al cast di ‘Hamilton’, un musical di enorme successo, e ad altri ‘testimonial’, come l’ex first lady Laura Bush, la senatrice democratica Elizabeth Warren, e lo stesso Ryan.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)

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