Premio Nobel della Pace al presidente Santos della Colombia

Pubblicato il 07 ottobre 2016 da redazione

CARACAS – Al presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, è stato assegnato il premio Nobel per la Pace 2016. E’ stato riconosciuto, quindi, lo sforzo del presidente per mettere punto finale alla guerra che dilania il paese andino e, soprattutto, è stato premiato, l’accordo di pace raggiunto tra lo Stato e le Farc che sembrava essere il vincitore naturale di questa edizione, nonostante la bocciatura.
Il presidente Santos, al commentare a caldo il premio, si è detto grato e onorato affermando di accettarlo “in nome del popolo che ha sofferto così tanto durante questa guerra”.
Sul Twitter il comandante delle Farc, Rodrigo Londono, alias Timochenko, ha scritto:
“E’ un grande stimolo per costruire la pace in Colombia. L’unico premio al quale aspiriamo è quello della pace con giustizia sociale, senza paramilitarismo, senza rappresaglie e senza menzogne”.
Nel comunicare notizia del Nobel al presidente Santos il Comitato del premio ha sottolineato che la vittoria del “No” nel Referendum “non va inteso come un no alla pace”.

“Il dissenso popolare – ha sostenuto il Comitato di Oslo nel comunicare notizia del premio – è stato pronunciato contro una specifica formulazione dell’accordo. Perciò sottolineiamo proprio l’importanza che Santos guidi ora un più ampio dialogo, per una nuova stretta di mano che trovi basi ampie e quindi maggiore sostegno. Esortiamo tutte le parti, tutti i partiti, a dare il loro contributo”.
Santos, nato nel 1951, prima di entrare in politica è stato giornalista e economista. Ministro della Difesa nel 2006 ha assunto la guida della Colombia sei anni fa.
Non è la prima volta che la Svezia sceglie processi di pace complessi: successe nel 1994, quando a essere premiati furono i protagonisti dell’accordo di Oslo, poi fallito, Shimon Peres, Yitzhak Rabin e Yasser Arafat
Tra i candidati al Nobel, avevano ricevuto alla vigilia anche la candidatura degli abitanti delle isole greche, in particolare di Lesbo, che hanno salvato migliaia di vite di migliaia di migranti e rifugiati. C’erano poi le candidature di Edward Snowden, per molti è un eroe per aver svelato il programma di spionaggio americano dell’Nsa, della cancelliera tedesca Angela Merkel, di papa Francesco e del medico congolese Denis Mukwege, che ha salvato migliaia di donne vittime di stupro.

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