Storia di Luracatao, il condor ferito tornato sulle Ande

Pubblicato il 07 ottobre 2016 da ansa

This Oct. 4, 2016 photo shows the Andean Condor named "Luracatao" after its release into the wild in Salta, Argentina. The condor had been recovering at the former Palermo zoo in Buenos Aires after being shot and found in Luracatao village. It was released after the zoo was turned into an eco-park, along with many of the former zoo's animals that are being relocated to sanctuaries in Argentina and abroad. (Juan Barthe/Diario El Tribuno Salta via AP)

This Oct. 4, 2016 photo shows the Andean Condor named “Luracatao” after its release into the wild in Salta, Argentina. The condor had been recovering at the former Palermo zoo in Buenos Aires after being shot and found in Luracatao village. It was released after the zoo was turned into an eco-park, along with many of the former zoo’s animals that are being relocated to sanctuaries in Argentina and abroad. (Juan Barthe/Diario El Tribuno Salta via AP)

BUENOS AIRE. – L’immagine di un condor maestoso che torna a volare nel cielo limpido delle Ande campeggia sulle prime pagine della stampa argentina: si tratta di Luracatao, un esemplare della specie di uccelli simbolo della cordigliera sudamericana, che è tornato al suo habitat naturale, dopo una storia di recupero che rappresenta una lezione di rispetto per l’ambiente.

L’uccello, infatti, era stato ritrovato più di un anno fa in un campo di erba medica nei pressi di Luracatao -la località della provincia di Salta, nell’estremo nordovest argentino, da cui deriva il suo nome- da un muratore locale, Silvio Lopez. “Ho cercato di fargli paura con un bastone, credendo che sarebbe volato via, ma invece rimaneva lì. Era ovvio che aveva qualche problema, così l’ho preso per il collo, me lo sono caricato in spalla e l’ho portato a casa”, ha raccontato Lopez alla stampa.

Poche ore dopo, il condor volava verso Buenos Aires a bordo di un aereo. Nell’Ecoparco (ex zoologico) della capitale, Luracatao è stato esaminato dai veterinari, che hanno scoperto che era stato ferito dallo sparo di un fucile a canna liscia. E’ stato necessario prelevare una a una le schegge ed eliminare i resti di metallo presenti nel sangue e nelle ossa dell’uccello, un procedimento lungo e delicato.

Una volta guarito, il condor è stato riportato a Salta, dove è stato liberato a 3.600 metri di altezza, accompagnato da una cerimonia ancestrale -il cosiddetto rito della chicha e della coca- presieduta da un santone locale, Lihuel, che ha condotto le preghiere e le danze per gli spiriti delle montagne, mentre una folla di curiosi riprendeva le immagini dell’uccello che tornava a volare nel suo ambiente naturale.

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