Il gioco delle tre carte: istruzioni per l’uso

Pubblicato il 07 ottobre 2016 da redazione

Il gioco delle 3 carte

Il gioco delle 3 carte

Tutti voi conoscete il gioco delle tre carte.

Scelta, tra le tre carte, quella da puntare, le tre carte, capovolte, vengono adagiate sul tavolo lasciando al centro in maniera evidente la carta designata. Il giocatore, con abile movimento delle mani, comincia a spostarle velocemente cambiandole di posto. Ma, mentre la persona che conduce il gioco ripete più volte questa operazione, chi guarda è convinto di seguirle, e crede di non aver mai perduto di vista la carta vincente, cioè quella che è stata indicata e che dovrà essere riconosciuta al momento in cui il giocatore lascia cadere, di nuovo immobili, le tre carte sul tavolo, sempre capovolte.

A questo punto ognuno crede, convinto com’è di non averla mai perduta di vista, di poterla indicare con sicurezza. Ma – sorpresa generale! – la quasi totalità delle volte nessuno la indovina. Potrebbe indicarla solo chi, puntando a casaccio una delle tre carte, in maniera aleatoria e per puro caso, avesse la sorte di individuarla; ma la posta in gioco – a parte la somma di denaro, cioè la puntata della scommessa, soprattutto il fatto di mettere in discussione la propria sicurezza di fronte ad un’apparente certezza – è alta e nessuno vuole rischiare quello che crede il certo in cambio di ciò che ritiene fortuito. Così, per la stragrande quantità dei casi, nessuno indovina e nessuno degli avventori vince. Ma solo chi tiene il banco.

Evidentemente il giocatore di mestiere (che già potremmo chiamare un accattone) alla sua abilità manuale di prestidigitazione aggiunge la sua capacità di manipolatore delle coscienze attraverso questo meccanismo psicologico che guida la scelta degli avventori (che egli conosce bene). Prontezza di mani ed astuzia sono le sue armi per turlupinare i poveri gonzi che si fermano a giocare con lui.

Fin qui, se volete, è tutta abilità; anche se cattiveria ed inganno stanno alla base delle intenzioni di chi pratica questa attività, facendola diventare criminale. Ciò, spesso, ha fatto sentenziare alla giurisprudenza che nella fattispecie non sono ipotizzabili l’inganno e la truffa. Al massimo, la circonvenzione di incapace, se dal gioco, specialmente quando diviene coatto, dovesse venire un rilevante danno economico al malcapitato.

Sta di fatto, però, che di fronte all’ingenuo malcapitato si trova il pervertito malintenzionato. E, cosa più grave, in assenza di un regolamento condiviso ed, eventualmente, della possibilità di un arbitrato. Allora tutto diviene possibile al giocatore delle tre carte: trucchi e inganni; fino alla prevaricazione e alla violenza, specialmente, come sempre capita, quando è spalleggiato da complici sodali, e loschi figuri. Talché possiamo parlare, in ogni caso, di vere bande di malintenzionati, e – di conseguenza – anche di associazione a delinquere.

* * *

Un anno mi toccò di accompagnare a Napoli in gita scolastica (il cosiddetto viaggio d’istruzione) un gruppo di studenti di una città del Nord dove insegnavo. Non era una delle mie classi, ma fui scelto perché favorito probabilmente dal fatto di essere io originario di quelle parti, per sostituire un collega ammalatosi all’ultimo momento. Intimamente la cosa non poteva che farmi piacere, soprattutto perché mi offriva l’occasione di passare a salutare mia madre che a quell’epoca, date le distanze geografiche, vedevo non più di una volta all’anno.

Tuttavia mi creava qualche disagio l’incertezza, il rischio, lo stress, al pensiero di passare una settimana con una scolaresca (non mia) fuori dall’ambiente scolastico, in una città a più di mille chilometri di distanza dalla nostra abituale residenza. Anche se con i ragazzi mi sono trovato sempre bene sia dentro che fuori dalla scuola, anche quando da parte loro tendevano a mostrare qualche atteggiamento di esuberanza giovanile.

Così, per rispetto all’altro insegnante accompagnatore cui era affidata la responsabilità maggiore del viaggio d’istruzione, e anche per essere presentato ai ragazzi, che pure, nella piccola città dove tutti si conoscono, di me sapevano pressoché tutto, e con i quali già mi era capitato altre volte di fermarmi a parlare, la settimana precedente alla data della partenza volli passare in quella classe per essere presentato ufficialmente come secondo insegnante accompagnatore, nominato per quella loro uscita culturale.

Nel programmare la visita alla classe, però, mi ero preoccupato di chiedere preventivamente al collega se a parer suo avesse qualche motivo di preoccupazione circa il comportamento che i ragazzi avrebbero potuto avere durante il viaggio e il soggiorno a Napoli. Il collega me li presentò come ragazzi affidabili; solo mi segnalò che aveva sentito dire in qualche crocicchio che i ragazzi avevano intenzione di fermarsi a giocare al banchetto delle tre carte, nella sosta a Roma, dove l’anno precedente alcuni di essi erano stati “spennati”, oppure direttamente a Napoli. Per rifarsi delle perdite “incassate” l’anno prima.

“Bene!” – dissi al collega – “Hai fatto bene a dirmelo”.

Così, la mattina che entrai in classe per presentarmi e fare le mie raccomandazioni e mettere in chiaro i nostri rapporti, questa fu l’essenza del discorso:

Cari studenti, voi mi conoscete, e sapete che la Preside mi ha designato come secondo accompagnatore in sostituzione del collega, vostro insegnante, venuto meno per motivi personali. Sono sicuro che andremo d’accordo. Il viaggio è una vacanza dalla scuola, ma non sospende l’impegno dell’attenzione, lo spirito di ricerca e l’interesse culturale, perciò richiede la stessa tensione morale che manteniamo durante le giornate di normale attività didattica.

Poi, anche se comporta un po’ di stanchezza, ci riserva tuttavia il legittimo piacere della vacanza e dell’evasione. Perciò esso potrà anche risultare divertente, senza perdere però la sua valenza educativa e culturale; quindi la sua finalità di apprendimento. Vedrete che andremo d’accordo. Voi sarete liberi di fate tutto quello che volete …… (dopo un attimo di pausa) ….. di quello che si può fare, però.

Basta essere chiari nelle intenzioni e aperti nelle comunicazioni. Cercheremo di stare insieme senza perderci di vista; di avvertire sempre quando ci allontaniamo; di guardarci a vicenda negli spostamenti; e di non rimanere mai isolati, in particolare le ragazze e i minorenni, se ve ne sono tra voi.

Così, o a Roma, oppure quando saremo arrivati a Napoli, andremo a giocare al gioco delle tre carte. Mi raccomando, non portate molti soldi. Perché dovremo vincerli giocando. Infatti, la mattina presto, quei signori che intrattengono i viaggiatori col gioco delle tre carte, prima di partire da casa si fanno consegnare dalle rispettive mogli una borsa piena di soldi, allo scopo di poter trascorrere la giornata al loro “posto di lavoro” e poter soddisfare tutte le vincite che i viaggiatori dovessero fare. Anzi, se qualcuno di loro se ne dimentica – può capitare, no? – è la moglie stessa che lo richiama ricordandogli di prendere il denaro:

– “Genna’, non ti dimenticare di prendere i soldi; così, se vengono gli studenti dal Nord Italia, e vincono al gioco delle tre carte … come fai a pagargli la vincita? Ecco. Portati questi tre o quattro milioni, sperando che ti bastino. Poi, domani, ci penseremo”.

E così tutti i giorni.

Vedete come sono diverse dalle altre mogli, le mogli dei napoletani ?! Invece di chiedere soldi ai mariti, glieli offrono per il gioco delle tre carte.

I ragazzi cominciavano a guardarsi l’un l’altro. E io dovetti chiedergli: “Perché? Non mi credete?”

Credo che adesso voi vi stiate domandando: “Ma come? questi vanno a lavorare e devono portarsi da casa tre o quattro milioni di lire (all’epoca contavano ancora le lire) per darle ai vincitori? E le mogli glielo permettono e gli danno pure i soldi? E fino a quando potranno resistere?” Questi erano, all’incirca, i pensieri di quei studenti. O in tutto simili a questi. Mentre io continuavo la mia parodia.

Ma quando mi resi conto che erano maturi abbastanza, ben cotti nel loro brodo, gli chiesi: “Ma perché, voi che cosa credevate?”

Allora dovetti aggiungere che – chiaramente – questa era una delle cose di cui avevo parlato prima, che non si potevano fare. E che comunque anche se in futuro avessero voluto tentare la fortuna in questo modo, che stessero bene attenti alla loro incolumità, perché quelle bande sono bande di delinquenti.

* * *

Venuto il giorno, anzi la sera della partenza, salutati i parenti che li avevano accompagnati alla stazione, prendemmo posto sul treno che in mezz’ora ci avrebbe portati alla stazione centrale del Capoluogo, dove ci aspettavano le cuccette a noi riservate sul treno diretto a Napoli.

I ragazzi, distribuiti a quattro a quattro nei piccoli scomparti del trenino locale, accostati ai finestrini, per passare il tempo cacciarono dagli zaini mazzetti di carte da gioco. Così si intrattenevano giocando a briscola o a tressette, mentre io con discrezione mi aggiravo a salutare i vari gruppi. Tra una “mano” e l’altra, quand’era il momento di raccogliere le carte dal piano di uno zainetto che fungeva da tavolo da gioco, mi intromettevo, ora qua ora là, e prendendone tre improvvisavo nella breve pausa il gioco delle tre carte, con somma curiosità e partecipazione da parte dei ragazzi. Nessuno si essi che avesse indovinato una volta sola.

Intanto arrivammo al Capoluogo e ci sistemammo nel treno che ci avrebbe portati a Napoli. La maggior parte dei ragazzi che mi avevano visto fare il gioco delle tre carte ne aveva imparato la tecnica: quello che si chiama il “trucco”. Ma qui, la mia, era solo abilità. E gliela resi evidente volentieri, provando e riprovando. Essi, l’abilità l’avrebbero acquisita in seguito. La cosa più importante fu che avevano apprezzato la bellezza del gioco senza dover ricorrere all’utilizzo del denaro.

L’indomani, all’arrivo alla stazione di Napoli, tutti erano in grado, anche se da principianti, di muovere mani e dita e praticare con sicurezza il gioco.

Il viaggio a Napoli fu di grande successo. I ragazzi visitarono luoghi di cultura, ammirarono bellezze naturali, gustarono prelibatezze culinarie, apprezzarono il clima e l’umore della vita della metropoli: sperimentarono l’umanità della popolazione.

Visitarono Capri e Sorrento, Pompei, Oplontis ed Ercolano, e altre belle cittadine del circondario. Gustarono la pizza e la mozzarella, la pastiera e le sfogliatelle. Ma soprattutto “impararono” il gioco delle tre carte.

(Luigi Casale)

Ultima ora

23:23Roma: in arrivo centrocampista Gonalons dal Lione

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Si avvicina il trasferimento alla Roma di Maxime Gonalons. Frederic Guerra, agente del centrocampista francese, ha confermato via Twitter l'intesa tra i due club. "Accordo trovato tra il Lione e la Roma per il trasferimento di Gonalons. Lunedì a Roma le visite mediche. Grazie ai due presidenti" le parole del procuratore. Il costo dell'operazione dovrebbe aggiornarsi attorno ai 5 milioni di euro (di cui tre subito e due invece il prossimo anno). Il calciatore, che arriverà al posto del partente Paredes (destinato allo Zenit di Mancini) firmerà un quadriennale da circa 2,7 milioni annui con bonus inclusi.

23:20Confederation: Portogallo ko ai rigori, Cile primo finalista

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - E' il Cile la prima finalista della Confederation Cuo, in corso di svolgimento in Russia. La squadra di Juan Antonio Pizzi ha superato i campioni d'Europa del Portogallo 3-0 ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari erano terminati 0-0. Decisivo il portiere cileno Bravo che ha parato i tre rigori calciati da Quaresma, Moutinho e Nani, mentre i cileni sono andati a segno con Vidal, Aranguiz e Sanchez. Partita non cento indimenticabile, anche se i primi minuti avevano fatto sperare ben altro con due occasionissme capitate sui piedi prima dell'ex Napoli Edu Vargas (5'), poi del neomilanista Andrè Silva. Nel finale invece protagonista l'arbitro che non sancisce un rigore sacrosanto per il Cile (nonostante la Var), con i sudamericani che hanno meritato la finale grazie a un ottimo finale di partita, con due legni colpiti di fila prima da Vidal e poi da Rodriguez.

21:45Meredith, niente risarcimento a Sollecito

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Raffaele Sollecito non avrà alcun risarcimento per i quattro anni di custodia cautelare trascorsi in carcere quando era accusato, insieme ad Amanda Knox, dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nel 2007. Lo ha deciso la Cassazione che ha respinto il reclamo di Sollecito per avere 500 mila euro di risarcimento per quella che a suo dire è stata una "ingiusta detenzione". Sollecito è stato definitivamente assolto dalla Cassazione, insieme ad Amanda Knox, per il delitto al quale si è sempre proclamato estraneo. Per lui il no al risarcimento è una decisione "inspiegabile". "Sto subendo ancora - ha detto - le conseguenze degli anni passati in carcere da innocente". "Il risarcimento che è stato negato a Raffaele poteva e doveva essere il giusto ristoro per l'ingiusta detenzione subita. Ma questo non scalfisce in alcun modo la sua innocenza", il commento del suo difensore, l'avvocato Giulia Bongiorno. "Ricorreremo alla Corte europea - ha aggiunto - e non ci fermeremo".

21:13Libia: rapiti funzionari dell’Onu, poi rilasciati

(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Funzionari dell'Onu sono stati rapiti, e poi rilasciati, dopo che il loro convoglio è stato attaccato da uomini armati vicino a Zawiyah, a circa 50 chilometri a ovest di Tripoli. Secondo i media internazionali i rapitori farebbero parte di un gruppo locale affiliato ad Al Qaida. A bordo dei mezzi Onu viaggiavano un americano, due svedesi, due giordani, un team di sicurezza romeno e alcuni libici.

21:11Maltempo flagella Centro Nord, allerta in diverse regioni

(ANSA) - TORINO, 28 GIU - Nubifragi, trombe d'aria, esondazioni e allagamenti. E' allerta meteo sulle regioni del Centro Nord, a causa della perturbazione di origine atlantica che sta dividendo in due il Paese, uno scarto termico di venti gradi tra la Valle d'Aosta e la Sicilia. Con il sole e l'afa regine al Sud, Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto riaprono l'ombrello e contano i danni dei violenti acquazzoni, tra alberi sradicati e tetti scoperchiati, mentre Emilia-Romagna e Toscana fanno i conti soprattutto col forte vento e il mare mosso. Il Dipartimento della Protezione civile, d'intesa con le Regioni coinvolte, ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse.

20:54Rifiuti: A Ercolano corteo e mascherine contro roghi tossici

(ANSA) - ERCOLANO (NAPOLI), 28 GIU - Un corteo per dire stop allo sversamento illegale dei rifiuti e ai roghi tossici si è svolto, questa sera, lungo le strade di Ercolano (Napoli). A promuoverlo i volontari dell'associazione "Salute Ambiente Vesuvio" che, a seguito degli ultimi roghi nell'area delle cave in contrada Castelluccio nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, hanno chiesto interventi celeri alle istituzioni contro chi inquina e deturpa il territorio. Alla testa del corteo, partito da piazza Trieste, i giovani delle parrocchie con lo striscione 'Il Vesuvio non è una discarica', a seguire le Mamme Vulcaniche, i sacerdoti del decanato, le scuole, il mondo del volontariato e comuni cittadini che hanno indossato mascherine "perché in alcune ore non si può respirare a causa dei fumi". (ANSA).

20:51Interrotta per 100′ circolazione treni per albero caduto

(ANSA) - PERUGIA, 28 GIU - Interrotta per circa un'ora e tre quarti a causa di un albero caduto a causa del forte vento la linea ferroviaria tra Ellera e Magione, sulla tratta Firenze-Foligno. Personale di Rfi è subito intervenuto e ha rimosso il tronco permettendo ai treni di tornare a circolare. Al momento della caduta della pianta non c'erano convogli lungo il percorso. Le ferrovie hanno quindi attivato un servizio navetta su bus tra Ellera e Magione fino al momento della riapertura.

Archivio Ultima ora