Il premio Nobel a Santos rilancia la pace con le Farc

Pubblicato il 07 ottobre 2016 da ansa

Cuban President Raul Castro (C) holds the hands of Colombian President Juan Manuel Santos (L) and top leader of the Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) Rodrigo Londono 'Timochenko' Echeverri (R) during a press conference announcing the reaching of an agreement between the two parts after nearly three years of peace negotiations, in Havana, Cuba, 23 September 2015. The Colombian government and the FARC guerrillas unveiled a major agreement on how justice shall be applied during the transition period from war to peace in Colombia.  EPA/ALEJANDRO ERNESTO

Cuban President Raul Castro (C) holds the hands of Colombian President Juan Manuel Santos (L) and top leader of the Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) Rodrigo Londono ‘Timochenko’ Echeverri (R) during a press conference announcing the reaching of an agreement between the two parts after nearly three years of peace negotiations, in Havana, Cuba, 23 September 2015. The Colombian government and the FARC guerrillas unveiled a major agreement on how justice shall be applied during the transition period from war to peace in Colombia. EPA/ALEJANDRO ERNESTO

BOGOTA’. – Il Premio Nobel per la Pace assegnato a Juan Manuel Santos ha ridato nuovo vigore e slancio al processo di pace lanciato dal presidente per porre fine al conflitto con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), scosso dalla bocciatura di un primo accordo con la guerriglia nel referendum di domenica scorsa. Nell’annunciare il premio a Santos – una scelta che ha sorpreso non pochi osservatori – la presidente del Comitato Nobel, Kaci Kullman Five, ha ammesso che il risultato del referendum “ha creato una grande incertezza per il futuro della Colombia”, ma appunto perché esiste “un pericolo reale che il processo di pace si fermi e che riprenda la guerra civile”, il comitato ha deciso di premiare gli “sforzi risoluti” per la pace del leader colombiano.

Ha sorpreso anche che il premio sia stato assegnato solo a Santos, e non alle Farc (“lo meritavano anche loro”, ha osservato l’ex ostaggio franco-colombiano Ingrid Betancourt), anche se Kullman Five ha sottolineato che il Nobel “dovrebbe essere visto come un tributo al popolo della Colombia” e a “tutte le parti in causa che hanno contribuito a questo processo di pace”, nonché alle vittime della guerra.

Dopo essere stato svegliato dalla telefonata del Comitato Nobel alle 5 del mattino, Santos ha ringraziato l’istituzione norvegese per il riconoscimento che gli è stato attribuito, e ha sottolineato che malgrado la bocciatura nelle urne dell’accordo con le Farc “la pace è vicina, la pace è possibile, è l’ora della pace”.

In un breve messaggio, Santos ha detto che “ora tutti dobbiamo unire le nostre menti e i nostri cuori per conquistare il premio più importante: una pace giusta e duratura”. “Colombiani, questo premio è vostro, e ora dobbiamo impegnarci perché non ci sia più una sola vittima, dobbiamo riconciliarci e unirci per chiudere questo processo di pace con un accordo giusto e duraturo”, ha aggiunto il presidente.

I primi effetti politici del Nobel a Santos sono arrivati poche ore dopo dall’Avana, dove i negoziatori del governo colombiano e delle Farc hanno diffuso un comunicato comune nel quale hanno confermato che il processo di pace va avanti.

Le due parti hanno ammesso che è necessario riconoscere la vittoria del “no” nel referendum di domenica. Era la prima volta che le Farc lo dichiaravano ufficialmente. Inoltre, e questo risulta ancora più importante, i negoziatori hanno accettato l’iniziativa di Santos di consultare i promotori del “no” per definire “correzioni e precisazioni” all’accordo di pace, che saranno poi discusse al tavolo della trattativa all’Avana.

Lo spiraglio di pace apertosi ieri, dopo che i promotori del “no” – e in primis Alvaro Uribe, l’ex presidente ora a capo dell’opposizione – hanno accettato l’invito di Santos a dialogare per presentare correzioni all’accordo si è dunque allargato un poco di più, grazie all’intervento del Comitato Nobel.

La strada verso la pace resta però tutta in salita per Santos, che dovrà adesso mediare fra le pretese di Uribe e quelle delle Farc per arrivare ad una nuova soluzione di compromesso accettata da tutti. Non sarà facile, come dimostrano le prime dichiarazioni dello stesso Uribe e del comandante delle Farc, Rodrigo Londoño, alias Timochenko. Il leader della guerriglia, infatti ha reagito all’annuncio del Nobel per la Pace a Santos con un messaggio nel quale, con tono duro, ha sottolineato che “l’unico premio al quale aspiriamo è quello della pace con giustizia sociale, senza paramilitarismo, senza rappresaglie e senza menzogne”.

Uribe, da parte sua, nel fare i complimenti al suo successore e acerrimo nemico, ha auspicato che questo riconoscimento “porti a cambiamenti negli accordi che sono nocivi per la democrazia”: Timochenko e Uribe, insomma, segnano il terreno prima dei nuovi negoziati, ma questo significa che accettano che i negoziati ci saranno e che vi parteciperanno.

Insomma, il Premio Nobel attribuito ad Oslo – la capitale dove la trattativa fra governo e guerriglia fu inaugurata formalmente nel novembre del 2012 – è servito per dare nuovo respiro al progetto di pace. Resta ora da sperare che Santos riesca ad ottenere un risultato positivo nei negoziati prima della cerimonia ufficiale di consegna del premio, che avverrà come ogni anno il 10 dicembre.

(di Javier Fernandez/ANSA)

Ultima ora

06:15Manchester: media Gb, ancora liberi alcuni complici

LONDRA - Gli arresti delle scorse ore, pur definiti ''importanti'' dalla polizia nelle indagini sull'attacco kamikaze di lunedi' alla Manchester Arena, non significano che l'intera cellula che si presume abbia assistito l'attentatore Salman Abedi sia stata sgominata. Lo scrive il Guardian citando fonti investigative e svelando che alcuni complici ''sono ancora a piede libero''. Mentre il Telegraph riferisce che il materiale ritrovato nel 'covo' del terrorista a Manchester conferma i timori di piani gia' pronti per ''una seconda bomba''.

06:12Manchester: Times, attentatore si preparava da un anno

LONDRA - Salman Abedi, l'attentatore suicida di Manchester, si preparava ad agire da almeno ''un anno''. Lo scrive oggi il Times, sulla base di notizie investigative stando alle quali il 22enne figlio di ex rifugiati politici libici avrebbe creato mesi fa un fondo bancario inattivo, da utilizzare per acquistare il materiale necessario a confezionare l'ordigno della strage.

06:08Russiagate: Nbc, Kushner d’interesse in inchiesta Fbi

WASHINGTON - Jared Kushner, il genero e stretto consigliere del presidente Usa Donald Trump, e' oggetto di interesse dell'Fbi nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate. Lo riferisce la Nbc citando diverse fonti ufficiali. Gli inquirenti ritengono che Kushner abbia informazioni rilevanti per l'inchiesta. Cio' non vuol dire che e' sospettato di alcun crimine.

06:04Afghanistan: 21 Paesi il 6 giugno a Kabul per la pace

KABUL - Il governo dell'Afghanistan ha invitato i rappresentanti di 21 Paesi del mondo ad un incontro denominato 'Processo di Kabul', che si svolgerà il 6 giugno prossimo nella capitale afghana, per tentare di mettere fine al conflitto in corso. Lo ha reso noto oggi il vice portavoce del governo, Javid Faisal. Al riguardo il portavoce ha voluto sottolineare che "qualsiasi sforzo per raggiungere la pace in Afghanistan deve essere per iniziativa, guida e gestione del governo afghano". Fra i Paesi invitati vi sono quelli dell'Asia centrale insieme a Arabia Saudita, Iran, Pakistan, India, Cina, Stati Uniti e Norvegia. E' è prevista inoltre la partecipazione di rappresentanti dell'Onu e dell'Unione europea (Ue).

05:33Manchester: Gb torna a condividere informazioni con Usa

ROMA - Le autorità britanniche hanno ripreso a condividere le informazioni con gli Stati Uniti sull'attacco terroristico di Manchester. Lo ha annunciato Mark Rowley, numero 2 di Scotland Yard, responsabile dell'unità nazionale antiterrorismo citato dall''Huffington Post.

00:22Omicidio a Reggio Calabria, ucciso tabaccaio

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 25 MAG - Un commerciante, Bruno Ielo, di 66 anni, titolare di una rivendita di tabacchi, è stato ucciso stasera in un agguato a Catona, frazione di Reggio Calabria. Secondo quanto ricostruito dalla polizia di Stato, Ielo, mentre rientrava a casa alla guida del proprio scooter, sarebbe stato affiancato da un automezzo con a bordo almeno due persone che gli hanno sparato contro alcuni colpi di pistola. La morte del commerciante é stata istantanea. Ielo, nel momento dell'agguato, stava tornando a casa dopo avere chiuso la rivendita di tabacchi che gestiva nel quartiere Gallico. Il commerciante era preceduto in auto da una delle figlie. Tra le prime ipotesi avanzate dagli investigatori quella di un tentativo di rapina per sottrargli l'incasso della giornata. Ielo era armato ma non ha fatto in tempo a prendere la pistola per difendersi. Già lo scorso anno il commerciante aveva subito un tentativo di rapina ed anche in quell'occasione era stato fatto segno da alcuni colpi d'arma da fuoco.

23:53Moto:paura per Valentino Rossi, incidente in motocross

(ANSA) - RIMINI, 25 MAG - Paura per Valentino Rossi rimasto vittima di un incidente durante un allenamento in motocross nella pista di Cavallara. Nulla di grave comunque per il pilota di Tavullia che avrebbe rimediato un trauma cranico e toracico addominale. Valentino è cosciente e parla ma i medici dell'Ospedale 'Infermi' di Rimini hanno comunque deciso di tenerlo in osservazione nel Reparto di rianimazione ma solo per motivi di privacy e riservatezza. Ci sono con lui i genitori.

Archivio Ultima ora