L’arcivescovo di Mérida, mons. Baltazar Porras, nominato Cardinale

Dei diciassette nuovi porporati, 5 sono europei, 4 dell'America settentrionale, due di quella meridionale, tre africani, due asiatici e uno dall'Oceania. Tra essi figura anche mons. Balzata Porras, arcivescovo di Mérida
Dei diciassette nuovi porporati, 5 sono europei, 4 dell'America settentrionale, due di quella meridionale, tre africani, due asiatici e uno dall'Oceania. Tra essi figura anche mons. Balzata Porras, arcivescovo di Mérida
Dei diciassette nuovi porporati, 5 sono europei, 4 dell’America settentrionale, due di quella meridionale, tre africani, due asiatici e uno dall’Oceania. Tra essi figura anche mons. Balzata Porras, arcivescovo di Mérida

CARACAS. – Annuncio a sorpresa del Papa: il 19 novembre, alla vigilia della chiusura del giubileo della misericordia, creerà 13 cardinali elettori e 4 non elettori, cioè ultraottantenni che non voterebbero in un eventuale conclave. Il collegio cardinalizio così arricchito e rinnovato celebrerà con papa Francesco, il 20 novembre, la conclusione del giubileo della misericordia.

Dei diciassette nuovi porporati, 5 sono europei, 4 dell’America settentrionale, due di quella meridionale, tre africani, due asiatici e uno dall’Oceania. Tra essi figura anche mons. Balzata Porras, arcivescovo di Mérida. Con le nuove nomine, inoltre, avranno un cardinale sette nazioni che non lo avevano mai avuto.Tra gli europei ci sono due italiani, Zenari e Corti, uno elettore e uno no, e nessun arcivescovo residenziale.

Al 19 novembre prossimo, nel collegio cardinalizio saranno quindi rappresentati 79 Paesi, 59 dei quali con cardinale elettore. L’Europa avrà 112 porporati, di cui 54 elettori; l’America settentrionale 27, di cui 17 elettori; l’America centrale 8, di cui 4 elettori; l’America meridionale 27, di cui 13 elettori; l’Africa 24, di cui 15 elettori; l’Asia 24, di cui 14 elettori; l’Oceania sei, di cui due elettori. In totale i porporati saranno 228, di cui 121 elettori.

Ecco dunque i 13 elettori e 4 ultraottantenni che riceveranno la berretta e l’anello nel concistoro del 19 novembre prossimo, secondo l’ordine dell’elenco letto da papa Francesco: Mario Zenari, italiano, che il Papa ha annunciato resterà “nunzio nella martoriata Siria”; mons. Dieudonne Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, nella Repubblica centrafricana, al fianco di papa Bergoglio quando lo scorso novembre proprio a Bangui ha aperto la prima porta santa del giubileo della misericordia; mons. Carlo Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid in Spagna; mons. Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia in Brasile; mons. Blase Cupich, arcivescovo di Chicago negli Stati Uniti; mons. Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dhaka in Bangladesh, mons. Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, in Venezuela, mons. Jozef De Kesel, arcivescovo di Maline-Bruxelles, in Belgio; mons. Maurice Piat, arcivescovo di Port Louis nelle Isole Mauritius; mons. Kevin Farrell, prefetto del nuovo dicastero per i laici, famiglia e vita; mons. Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla in Messico; mons. John Ribat, arcivescovo di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea; mons. Joseph William Tobin, arcivescovo di Indianapolis negli Stati Uniti. I quattro non elettori sono: sono mons. Anthony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur (Malaysia), mons. Renato Corti, vescovo emerito di Novara, mons. Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale’s Hoek, nel Lesotho e il reverendo Ernest Simoni, sacerdote dell’arcidiocesi di Shkodre-Pult (Scutari-Albania).

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