Usa 2016: Trump sopravvive al duello tv tra accuse e colpi bassi

Pubblicato il 10 ottobre 2016 da ansa

Republican presidential nominee Donald Trump listens to Democratic presidential nominee Hillary Clinton during the second presidential debate at Washington University in St. Louis, Sunday, Oct. 9, 2016. (ANSA/AP Photo/Patrick Semansky)

Republican presidential nominee Donald Trump listens to Democratic presidential nominee Hillary Clinton during the second presidential debate at Washington University in St. Louis, Sunday, Oct. 9, 2016. (ANSA/AP Photo/Patrick Semansky)

WASHINGTON. – Poteva essere il suo capolinea, dopo lo scandalo del video osceno contro le donne che gli ha messo contro il partito. Invece Donald Trump, come un gatto dalle sette vite, sopravvive nonostante le enormi pressioni anche al secondo duello tv con Hillary Clinton e quindi resta in corsa per la Casa Bianca, anche se la raffica dei recenti scandali sembra aver compromesso le sue possibilità di rimonta.

La candidata democratica supera agevolmente la prova, dribblando le trappole del rivale contro le infedeltà del marito, ma non assesta il possibile colpo del ko, forse per evitare un terreno minato anche per lei. Secondo il primo sondaggio a caldo della Cnn, Hillary ha vinto nettamente: 57% a 34%. Ma Trump ha superato le aspettative.

Il dibattito di 90 minuti resta privo di colpi di scena memorabili e offre meno scintille di quello che ci si poteva attendere. Ma i due si affrontano a muso duro sin dall’inizio, senza neppure stringersi la mano, e non rinunciando a qualche colpo basso. Il primo lo sferra il tycoon giocando d’anticipo, con una breve apparizione a sorpresa poco prima del duello insieme a quattro donne: tre ex accusatrici di Bill (Paula Jones, Wathleen Willey e Juanita Broaddrick) e una (Kathy Shelton) che rimprovera a Hillary di aver difeso quando era avvocato il suo stupratore. Poi le porta anche al dibattito e le fa sedere a poca distanza da Bill.

Sono gli spettri del passato dei Clinton che il magnate vuole contrapporre ai suoi, quelli del video ‘sessista’ del 2005, in modo da partire ad armi pari in un dibattito che si annuncia esplosivo. Prima di attaccare però un Trump dal tono umile si difende per spazzar via il fango di quel video: “Non ne sono orgoglioso, me ne scuso con la mia famiglia e con il popolo americano, ma erano chiacchiere da spogliatoio”, ribadisce, giurando inoltre di non aver mai agito così aggressivamente con le donne. A differenza di Bill: “non c’è mai stato nessuno nella storia della politica che abbia abusato così delle donne come Bill Clinton”, incalza.

Hillary non abbocca e cita Michelle Obama: “quando gli altri volano basso, noi voliamo alto”. Ma non rinuncia a commentare il video dello scandalo, pur senza affondare il colpo, forse sperando nell’autocombustione di Trump: “il video dimostra esattamente chi è”, “cosa pensa delle donne, cosa fa alle donne”.

Ma dopo i primi 20 minuti si gira la pagina degli scandali sessuali e si passa all’Emailgate. Hillary ribadisce la linea (“Ho sbagliato, mi sono scusata, non lo rifarei”), Trump affonda: “stai mentendo di nuovo”, “dovresti vergognarti”. Quindi la minaccia, la più pesante del dibattito, quella di mettere in prigione la sua oppositrice: “se fossi presidente nominerei un procuratore speciale per indagare l’uso del server privato” (quando era segretario di stato, ndr) e “tu saresti in galera”.

Hillary replica attaccandolo sulle tasse federali non pagate ma lui è abile nel ribaltare le accuse: “certo che l’ho fatto. E così fanno gran parte dei tuoi donatori”. Il tycoon cerca di demonizzare la sua rivale: “sei un diavolo”, “hai il cuore pieno di odio”. Ma Hillary sembra più empatica col pubblico, mentre lui si aggira nervoso sul palco come se stesse aspettando un bus.

Poi, quando arrivano ai temi più politici, viene fuori la maggiore competenza della Clinton, soprattutto in politica estera. I due restano agli antipodi anche sui musulmani, sebbene il tycoon edulcori il bando promesso in “controlli estremi”, mentre l’ex segretario di Stato ammonisce che la retorica di Trump è miope e pericolosa, “un regalo per l’Isis”.

Idem sulla Russia: Trump è per una collaborazione con Putin, Clinton denuncia una interferenza nel voto senza precedenti. Alla fine la stretta di mano c’è e con un riconoscimento reciproco: di Donald lei rispetta “i suoi figli, devoti e capaci”, di Hillary lui ammette che “non molla mai, è una combattente”. Terzo ed ultimo round il 19 ottobre.

(di Claudio Salvalaggio e Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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