Sono sempre più numerosi gli studenti italiani che vanno a studiare all’estero

Pubblicato il 10 ottobre 2016 da ansa

Sono sempre più numerosi gli studenti italiani che vanno a studiare all'estero

Sono sempre più numerosi gli studenti italiani che vanno a studiare all’estero

ROMA. – Sono sempre più numerosi gli studenti italiani che per andare a scuola, invece di salire sul bus, prendono l’aereo. Carichi di aspettative e desiderosi di conoscere il mondo, salutano mamma e papà e partono per tre-sei mesi, talvolta un anno, verso qualche paese straniero. Un’esperienza di vita, quella degli studi all’estero, che nell’anno scolastico 2015-2016 ha coinvolto circa 7.400 alunni delle superiori, il 111% in più rispetto al 2009.

Hanno scelto per lo più mete anglofone, Stati Uniti in primis (38%; 13% Regno Unito), ma anche paesi dell’America centrale e meridionale (8%). Il 47% delle scuole attesta che almeno uno dei suoi studenti ha fatto un’esperienza di studio in una scuola estera nel 2015-16, soprattutto annuale (43%; 38% nel 2014). La scuola italiana continua così il suo cammino vero l’apertura al mondo (l’indice di internazionalizzazione è passato da 41 a 42 punti su 100 in un anno), anche se perde un po’ di ‘appeal’ tra gli studenti stranieri: in un anno sono diminuiti, da circa 3.200 a 2.800, i ragazzi non madrelingua che hanno scelto l’Italia come meta di studi.

E’ quanto emerge dalla rilevazione 2016 dell’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca, condotta da Ipsos per Fondazione Intercultura e presentata a Milano.

SI PARTE SOPRATTUTTO DA NORD OVEST E CENTRO – In queste aree gli istituti con alunni in uscita sono aumentati in un anno di 10 punti percentuali, raggiungendo rispettivamente quota 66% e 59%. Al Sud, dove la mobilità non si è mai diffusa quanto altrove, la percentuale scende da 38 a 31. I licei sono le scuole più “attive” (70%) e da nord a sud aumentano (+7%) i docenti che valutano positivamente quest’esperienza (49%).

63% SCUOLE E’ ‘INTERNAZIONALE’, MA CRISI LE PIEGA – Nel 2014 gli istituti che avevano aderito a progetti internazionali erano il 68%. Tra le cause del calo – afferma il 20% dei presidi – ci sono i “tagli di budget”. Diminuiscono poi i programmi di mobilità di classe o gruppo (si passa da oltre un terzo a poco più di un quarto di istituti che li promuovono; solo il 9% nel caso degli istituti tecnici) e solo il 57% delle scuole riesce a organizzare almeno un viaggio di istruzione all’estero per tutte o quasi tutte le classi (-9% su 2014). Segno meno anche per gli stage oltreconfine (dal 69% al 65%). Bene invece il Clil: oggi l’insegnamento in lingua straniera di discipline non linguistiche coinvolge il 66% delle scuole, un raddoppio rispetto al 2014.

DOPO MOBILITA’ FUTURO IN DISCESA – Ieri avevano studiato all’estero, oggi sono laureati (84%), spesso con risultati brillanti (64%), conoscono due lingue, hanno un lavoro dipendente (75%), anche con cariche apicali (un terzo), e tanta soddisfazione in tasca: il 90% si dichiara complessivamente felice contro la media italiana del 67%. Tra gli 886 intervistati che hanno vissuto un’esperienza di studio all’estero tra il 1977 e il 2012, la metà ne ha vissuto un’altra negli anni successivi (48%) e un terzo (34%) ha conseguito un titolo di studio terziario fuori Italia.

Oggi si occupano per lo più di marketing e comunicazione (la metà) e 3 su 4 sono soddisfatti della loro carriera, coerente con le aspirazioni. Il tasso di disoccupazione è inferiore al 9% contro una media nazionale del 14%. Sono una generazione inclusiva (64%), che sente di appartenere all’Ue (79% contro il 40% della media italiana), che non vuole controlli alle frontiere (solo il 14% è favorevole contro il 58%) e che con la mobilità ha cambiato il proprio modo di vivere: il 73% si definisce più propositivo e positivo.

(di Alice Fumis/ANSA)

Ultima ora

10:34Riina: in mattinata l’autopsia, poi la salma in Sicilia

(ANSA) - PARMA, 18 NOV - E' prevista per la mattinata l'autopsia di Totò Riina, detenuto al 41 bis e morto all'ospedale di Parma alle 3.37 di ieri, venerdì 17 novembre. Poi presumibilmente la Procura darà il nulla osta per il trasporto della salma in Sicilia. L'esame medico legale, conferito alle 9.30 dal pm Umberto Ausiello, è nell'ambito di un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti: ipotesi tecnica che consente di svolgere l'accertamento, per fugare ogni dubbio sul decesso del boss di Cosa Nostra. Oltre a "cause e epoca" della morte, al medico è chiesto di evidenziare "ogni altro elemento che possa risultare utile al prosieguo delle indagini e in particolare la compatibilità tra i segni obiettivi riscontrabili e l'ipotesi eziologica del decesso in atti". I familiari di Riina sono stati avvisati, come previsto in questi casi. L'autopsia sarà eseguita nella Medicina legale dell'ospedale, presidiata dalla Polizia penitenziaria e questa mattina da una pattuglia della Guardia di Finanza.

10:07Zimbabwe: manifestanti verso corteo, ‘no a dinastia Mugabe’

(ANSA) - IL CAIRO, 18 NOV - "Lo Zimbabwe oggi è tutto nostro", "2together we can" (insieme possiamo" e "no alla dinastia Mugabe" sono i testi scritti a mano o stampati su alcuni cartelli che manifestanti stanno portando al corteo indetto per oggi ad Harare per chiedere le dimissioni del presidente Robert Mubage. Lo si vede in un'immagine in circolazione su internet. Come attesta un'altro cartello "Benvenuti in Zimbabwe" la manifestazione si preannuncia - oltre che colorata - anche pacifica in quanto i militari che hanno messo Mugabe sotto tutela pure fisica appoggiano il corteo. Le "Zimbabwe Defence Forces" (Zdf), in un comunicato stampa diffuso ieri dal sito dell'emittente pubblica Zbc, hanno dichiarato che "sostengono pienamente il corteo" fintanto che "rimarra' ordinato, pacifico" e "senza discorsi d'odio e istigazioni a causare violenze". Il cartello alla "dinastia Mugabe" fa riferimento al piano del 93enne presidente di far candidare la consorte Grace alle prossime elezioni eliminando politicamente il suo principale avversario

09:26Libano: ex premier Hariri arrivato a Parigi

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Saad Hariri è atterrato all'aeroporto Bourget di Parigi. Lo riferiscono i media francesi. A mezzogiorno l'ex premier libanese incontrerà all'Eliseo il presidente francese Emmanuel Macron.

01:21Uragani: Casa Bianca chiede altri 44 mld aiuti a Congresso

(ANSA) - WASHINGTON, 17 NOV - La Casa Bianca ha inviato al Congresso una richiesta di aiuti per 44 miliardi di dollari legati ai danni degli uragani che hanno colpito le isole caraibiche americane e gli Stati Usa del Golfo del Messico. La richiesta, la terza avanzata dal presidente Donald Trump, porterebbe l'ammontare complessivo degli aiuti a 100 miliardi di dollari. Ma i parlamentari delle regioni colpite sono già sul piede di guerra, ritenendo la somma troppo bassa.

01:18Usa: ok a vendita di Patriot a Polonia per 10 miliardi

(ANSA) - WASHINGTON, 17 NOV - Il dipartimento di Stato Usa ha approvato una possibile vendita per 10,5 miliardi di dollari di missili Patriot alla Polonia, nell'ambito della cooperazione militare bilaterale e nella cornice dell'alleanza Nato. Lo rende noto lo stesso Dipartimento di Stato, che ha notificato la proposta al Congresso. Varsavia ha rafforzato il suo sistema difensivo dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia.

01:10Tennis: Atp Finals, Dimitrov fa en plein

(ANSA) - ROMA, 17 NOV - Il bulgaro Grigor Dimitrov ha chiuso imbattuto, imitando finora il fuoriclasse Roger Federer, la fase a gironi della Atp Finals in corso a Londra. Il numero 6 del ranking mondiale ha travolto lo spagnolo Pablo Carreno Busta, sconfitto con un doppio 6-1, lo stesso punteggio che aveva riservato due giorni prima al belga David Goffin, che si è qualificato oggi a sua volta per le semifinali. Nelle due partite per decidere i finalisti, Federer affronterà Goffin, mentre Dimitrov se la vedrà con lo statunitense Jack Sock.

01:06Figc: Tommasi, tema non è Tavecchio ma la responsabilità

(ANSA) - ROMA, 17 NOV - "Quando si ha un ruolo di responsabilità, bisogna prendersela. Qui invece, a ben due giorni da quell'evento, dopo due giorni di silenzio della federazione, si pensava solo a mandare via la guida tecnica e non a fare tutti un passo indietro come tutti si aspettavano". Così il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, ospite di 'Propaganda Live' su La7, sulla riunione della Figc di mercoledì scorso dopo l'eliminazione dell'Italia dalla corsa al Mondiale 2018. "Il tema non è Tavecchio ma la responsabilità delle istituzioni. L'unica strategia possibile a questo punto è azzerare la dirigenza federale e ripartire di nuovo". "Servono un nuovo programma e nuove idee per il movimento. Un fallimento così esigeva un cambio di marcia - ha detto -. Ora invece si penserà al nome del nuovo ct ma non è questo il problema. Io credo alla nostra posizione e lo fanno i calciatori, che la vorrebbero anche più dura. Pur conoscendo il nostro pensiero, nessuno mi ha chiamato tra quelli che nel mondo dello sport decidono qualcosa".

Archivio Ultima ora