Renzo Arbore, una vita a suon di jazz

Pubblicato il 11 ottobre 2016 da redazione

Enzo Arbore intervistato dal giornalista Emilio Buttaro (foto di Franco Buttaro)

Enzo Arbore intervistato dal giornalista Emilio Buttaro (foto di Franco Buttaro)

BOLOGNA – Cinquant’anni di carriera tra radio, televisione, musica e cinema ne hanno fatto uno dei personaggi italiani più amati. Quando c’è Renzo Arbore il pienone è assicurato. Così è stato nei giorni scorsi a Bologna per la Strada del Jazz, un evento sempre molto atteso nella città delle Due Torri e non solo.

“La mia vita è stata influenzata da questo tipo di musica – ha spiegato Arbore – e non soltanto dal punto di vista artistico, perchè quello che facevo e che faccio quando suono il jazz, è la stassa cosa di quando ad esempio improvvisavo alla rdio o in televisione. Rispetto a tutti i miei colleghi, compresi quelli che hanno fatto la televisione ho inventato proprio questa cosa, vale a dire la radio improvvisata e la televisione improvvisata”.

Ha cercato di improvvisare qualcosa anche sul grande schermo?

“Proprio così! Ho provato a fare il cinema improvvisato con Benigni ed altri attori e tutto questo lo devo al jazz”.

Il contributo italiano al jazz è stato fondamentale, e lei lo ha evidenziato in un brillante documentario televisivo di qualche anno fa che ha presentato con successo anche negli Stati Uniti…
“Sì, il lavoro si intitola ‘Da Palermo a New Orleans…e fu subito jazz’. n effetti il contributo italiano è stato sottaciuto dagli americani perchè evidentemente hanno un pochino ignorato che un certo Nick La Rocca di Salaparuta aveva fatto il primo disco nella storia del jazz nel 1917. C’erano musicisti siciliani ma anche comaschi, abruzzesi che emigrati a New Orleans contribuirono a inventare il jazz”.

Lancerà dei nuovi comici?
“Devo dire la verità,nuovi personaggi in grado di fare quello che hanno fatto con me Bracardi, Verdone, Marenco, Benigni, Frassica, Ferrini, Laurito non ce ne sono. Ci vorrebbero gli improvvisatori, oggi sono tutti di un’altra scuola, bravissimi imitatori, bravissimi attori ma non improvvisatori. Quella è una scuola rarissima della quale io ho soltanto esemplari come Gegè Telesforo, con lui mi diverto a improvvisare”.

Siamo a due passi dalla casa di Lucio Dalla, suo grande amico che ha conosciuto da bambino…
“E’ vero non è una leggenda. Sua mamma veniva a vendere i vestiti a casa mia a Foggia e c’era questo bimbo irrequieto che dovevo tenere a bada. Si chiamava Lucio Dalla ma questo me lo ha detto lui dopo tanto tempo”.

Esattamente trent’anni fa lei arrivò secondo a Sanremo con “Il clarinetto”, ma in realtà fu il vincitore morale del Festival..
“Con Eros Ramazzotti eravamo più o meno alla pari, quando passai dalla sala stampa dissi: ‘Speriamo di arrivare secondo’ e alla fine fui accontentato”.

Come sta andando il canale web Renzo Arbore Channel?
“Il futuro è nei canali tematici ed io ho cercato di guardare sempre avanti. Ho ancora tante idee”.

Emilio Buttaro

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