Renzi nelle zone del sisma: Non siete soli, l’Italia è con voi

Pubblicato il 11 ottobre 2016 da ansa

Renzi con il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e Curcio

Renzi con il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e Curcio

AMATRICE (RI). – Ripartenza, nessun proclamo, ascolto: è su questi tre sentieri che il premier Matteo Renzi concentra il suo ritorno nelle zone devastate dal sisma del 24 agosto. Di fatto è la sua prima visita nella fase post-emergenza, quella forse meno traumatica ma di certo non meno difficile.

Renzi visita i tre Comuni più colpiti dal terremoto: Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice. Vi giunge forte di un decreto che mette nero su bianco lo stanziamento immediato di 300 milioni per l’avvio di una ricostruzione che costerà 4,5 miliardi. E vi arriva portando il contributo dei privati, con la decisione dei fratelli Della Valle di aprire una fabbrica proprio ad Arquata del Tronto.

Ricostruzione e ripresa al più presto dell’economia locale. Sono questi due binari sui quali il governo cercherà di far ripartire le zone terremotate. Con un principio che, quasi come un mantra, Renzi ripete in ogni sua tappa: “non vi lasceremo soli, non vi abbandoneremo. Presto arriveranno risposte concrete”. E questa mattina le prime risposte sono arrivate. Prima con il decreto – collegato, negli stanziamenti, alla legge di bilancio – varato dal Consiglio di ministri: un vademecum di 53 articoli in cui sono fissati i capisaldi degli interventi necessari. Poi con il contributo dei privati.

E Renzi, non a caso, prima di recarsi nelle zone del sisma fa tappa proprio nel fermano, patria della Tod’s. “Quello dei Della Valle è un gesto straordinario, altri imprenditori lo seguano”, sottolinea il premier incontrando Diego Della Valle e riallacciando i rapporti con uno degli imprenditori più critici nei confronti del suo governo.

Quindi è ai sindaci, innanzitutto, che Renzi, accompagnato dal sottosegretario Claudio De Vincenti, dal commissario per il sisma Vasco Errani e dal capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, vuole illustrare il decreto. Ricevendo un endorsement ‘a caldo’ pressoché unanime.

“Oggi è un bel giorno per l’Italia, è l’inizio di un lungo campionato ma i presupposti ci sono”, esulta il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che sulla pari dignità nei risarcimenti e nella tempistica per le prime e le seconde case aveva basato il destino del suo Comune. Una cittadina in cui 5mila abitazioni su 6mila sono seconde case e che viveva, soprattutto, nel commercio legato al turismo.

“Renzi ha accolto la mia proposta di una bella fabbrica di sugo all’amatriciana, sarebbe un bel messaggio”, spiega Pirozzi. Nei tre Comuni il capo del governo si ferma ad ascoltare volontari, vigili del Fuoco, cittadini. Visita le zone rosse e indossa la felpa con la scritta Amatrice che, assicura, “dovrà essere il simbolo della rinascita”.

“Ci stiamo muovendo come Italia tutti insieme”, sottolinea ai suoi interlocutori. E le sue parole, nel day after della rottura in Direzione Pd, suonano anche come un messaggio politico. Un Pd che, sulla gestione post-sisma, appare invece unito mentre Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, assicura che “il Parlamento farà la sua parte”.

Prudente la Cisl, critica la Lega (dal premier “chiacchiere”) mentre M5S avverte che “vigilerà” sul testo del decreto e sul processo ricostruzione e sottolinea come “l’importante sia fare presto, l’inverno è alle porte”. Un inverno che, vedendo il gelo e il diluvio che hanno ‘accolto’ Renzi ad Amatrice, nelle zone del sisma sembra in realtà già arrivato.

(dell’inviato Michele Esposito/ANSA)

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