Samsung ferma produzione e vendita Galaxy Note7, è crisi

FILE - In this Thursday, Sept. 1, 2016 file photo, a man holds a Samsung's latest Galaxy Note 7 smartphone after dipping it in water to test its waterproofing features at a roadshow booth outside a shopping mall in Beijing. (ANSA/AP Photo/Andy Wong, File)
FILE - In this Thursday, Sept. 1, 2016 file photo, a man holds a Samsung's latest Galaxy Note 7 smartphone after dipping it in water to test its waterproofing features at a roadshow booth outside a shopping mall in Beijing. (ANSA/AP Photo/Andy Wong, File)
FILE – In this Thursday, Sept. 1, 2016 file photo, a man holds a Samsung’s latest Galaxy Note 7 smartphone after dipping it in water to test its waterproofing features at a roadshow booth outside a shopping mall in Beijing. (ANSA/AP Photo/Andy Wong, File)

NEW YORK. – Le ambizioni di Samsung si scontrano con il Galaxy Note7, lo smartphone considerato il ‘killer dell’iPhone’, quello che avrebbe dovuto consolidare la posizione del colosso sud coreano nell’olimpo dei giganti dell’hi tech. E che invece si è rivelato uno dei capitoli più imbarazzanti della storia dell’industria tecnologica, in grado di costare a Samsung perdite fino a 3 miliardi di dollari solo nell’ultimo trimestre dell’anno.

La saga iniziata il mese scorso si è arricchita nelle ultime ore di due annunci che mettono a rischio la reputazione di Samsung: la sospensione definitiva della produzione del Galaxy Note7 e quella delle vendite. Ad allarmare è soprattutto la richiesta di Samsung ai titolari dello smartphone: ”non usatelo”. Il timore continua a essere che possa prendere fuoco, dopo i 20 casi di surriscaldamento o esplosione registrati.

Il caso si è aperto con l’allerta lanciata dalle autorità americane dopo le prime denunce per ‘incendio’. Samsung è corsa ai ripari richiamando il dispositivo, non una sola volta ma due. Poi l’annuncio della sospensione temporanea della produzione e poi quella definitiva, preceduta dalla richiesta alle compagnie telefoniche e ai rivenditori di bloccare le vendite.

La ‘colpa’ è stata inizialmente scaricata sulla batteria, ma il problema, secondo indiscrezioni, sarebbe ben più pesante e riguarderebbe la tecnologia stessa dello smartphone. Gli analisti mettono in guardia sui danni che questo potrebbe causare a Samsung: in borsa il titolo ha perso l’8%, il calo maggiore dall’ottobre 2008, e da quando lo scandalo è scoppiato Samsung ha bruciato 29 miliardi di dollari di valore di mercato.

L’impatto dello stop alla produzione e alle vendite, affermano gli analisti, si farà sentire nei prossimi mesi, causando difficoltà nei conti ma soprattutto in termini di immagine.

Apple e Google possono festeggiare con il divenire degli eventi. Per caso o per fortuna, Mountain View ha introdotto il suo nuovo smartphone Pixel, le cui potenzialità in termini di vendita aumentano con le difficoltà di Samsung. A guadagnare dalla crisi del colosso sud coreano anche Apple, come dimostra il rialzo in Borsa: Cupertino è l’unica a salire, chiudendo in aumento dello 0,26%, in una seduta pesante per i listini americani.

Apple e Samsung continuano la loro guerra non solo per il controllo del mercato degli smartphone, ma anche per i brevetti. Una battaglia iniziata cinque anni fa, dopo che il fondatore di Apple, Steve Jobs, aveva dichiarato una ‘guerra termonucleare’ contro Android, il sistema operativo di Google che gira sugli smartphone Samsung. E che è approdata alla Corte Suprema americana, con addosso tutti gli occhi della Silicon Valley, anche se riguarda modelli di smartphone non più in circolazione da anni.

Gli otto saggi americani, chiamati a esprimersi su caso di brevetti per la prima dal 1800, si sono mostrati scettici di fronte alla sanzione da 399 milioni di dollari inflitta a Samsung per aver copiato Apple, dicendosi perplessi su come l’ammontare della multa sia stato definito.

(di Serena Di Ronza/ANSA)

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