Unioni civili: sindaca della Lega sposa gay, adesso rischia l’epurazione

Unioni civili: sindaca della Lega sposa gay, adesso rischia l'epurazione
Unioni civili: sindaca della Lega sposa gay, adesso rischia l'epurazione
Unioni civili: sindaca della Lega sposa gay, adesso rischia l’epurazione

TREVISO. – Cedere sul terreno dei matrimoni gay, in questo momento, è peggio che flirtare con il Pd per i sindaci della Lega. Se n’è accorta la sindaca di Oderzo (Treviso), Maria Scardellato, eletta a giugno nelle fila del Carroccio, che per aver firmato l’unione civile tra due uomini, Pasquale e Andrea, compagni da 11 anni, rischia adesso l’epurazione dal partito.

“Discuteremo nei prossimi giorni il provvedimento che prenderemo nei suoi confronti – ha annunciato il segretario provinciale della Lega, Dimitri Coin – Certo non possiamo permettere che uno dei nostri sindaci esca così sfacciatamente dalla linea politica che abbiamo. Siamo stanchi di persone che dopo essere state elette da noi vanno poi a sostenere le tesi della sinistra”.

Lascia poche vie d’uscita alla prima cittadina di Oderzo anche Matteo Salvini. “Se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega”, scandisce il segretario federale. “La nostra linea di principio – aggiunge – è che, nel rispetto delle scelte di vita di tutti, il matrimonio è quello tra l’uomo e la donna, questa è la linea che in totale libertà abbiamo condiviso all’unanimità. Penso che il comune di Oderzo abbia tanti problemi senza tirarsi dentro anche queste polemiche. Però andiamo a verificare che cosa è successo, se c’è stato qualche fraintendimento o meno”.

Maria Sardellato, intanto, si difende, e si tiene stretta la fascia da sindaco. “Non ho fatto nulla di male – spiega -, non ha a che fare con il partito e la politica. Io sono sempre stata coerente. E’ un contratto previsto per legge. Sono contraria alle adozioni delle coppie omosessuali e lo dico con convinzione, ma da sindaco ho applicato la legge”.

Ma Salvini la pensa diversamente, ricordando che i sindaci del Carroccio “delegano ad altri la scelta di applicare una legge sbagliata, una legge che è l’anticamera delle adozioni gay”. “La nostra linea – ribadisce – è che dove c’è adozione gay, utero in affitto, bambino in vendita non c’è la Lega quindi se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega. E’ pieno di dipendenti del comune e gente che si entusiasma per queste cose, potevano occuparsene loro”.

Prende le difese di Scardellato invece il segretario di Prc, Paolo Ferrero. “L’oscurantismo della Lega proprio non ha limiti! D’altra parte anche i terroristi dell’Isis fanno dell’omofobia un loro vanto…” sottolinea Ferrero. Ed in solidarietà con il sindaco di Oderzo si schiera anche l’associazione radicale “Certi Diritti”. “Ha fatto il suo dovere. E solo quello”.

Quanto al rischio di epurazione evocato dai dirigenti leghisti, Yuri Guaiana, segretario di ‘Certi Diritti’, conclude: “si tratta di una minaccia bella e buona, perfino passibile di querela in quanto finalizzata a impedire a un Sindaco di svolgere il suo dovere di ufficiale di stato civile”.