Se l’autobus ritarda, scatta il rimborso

Pubblicato il 13 ottobre 2016 da ansa

verso rimborso immediato se bus ritarda

verso rimborso immediato se bus ritarda

ROMA. – Arriva il primo sì a quella che si preannuncia come una rivoluzione per chi viaggia su bus e metro, con la possibilità di essere risarciti se il mezzo ritarda. La commissione Trasporti della Camera ha, infatti, messo giù una bozza di parere che dà il benvenuto alle regole contenute nel decreto Madia sui servizi pubblici locali. Anzi, sui diritti dei pendolari i deputati invitano a fare ancora di più, prevedendo che il rimborso avvenga subito, o meglio “sia effettuato al termine del servizio di trasporto, a semplice esibizione del titolo di viaggio e senza ulteriori formalità”.

Ma non è l’unica novità in fatto di servizi pubblici. Il premier Matteo Renzi ha ribadito la volontà di “tornare a fare i concorsi”, per “avere tra infermieri, forze dell’ordine e – ha detto – spero medici, 10 mila unità”. Insomma, si tratta di sbloccare il turnover, nei settori dove ci sono ricadute immediate sui cittadini, come appunto la sanità, mentre “nei palazzi romani”, ha sottolineato Renzi, l’asticella resterà ferma al 25% (ne entra uno per quattro che escono).

Intanto però i sindacati rilanciano l’allarme sugli esuberi nelle partecipate pubbliche. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera al Governo per chiedere un incontro “urgente”. Le tre sigle temono che la sforbiciata possa produrre “effetti negativi” sui lavoratori, per cui stimano fino a 100 mila posti a rischio. A marzo dovrebbero essere stilati i primi elenchi delle eccedenze, da smaltire attraverso un’operazione di mobilità che ricalcherà il modello Province.

A proposito di mobilità e cambiamenti, il premier ha invitato a rottamare “la filosofia Checco-Zaloniana”. Il riferimento va anche ai dirigenti e alla riforma ora all’esame del Parlamento. Deputati e senatori sono infatti alle prese con i diversi decreti Madia e tra questi sta ormai completando il percorso il provvedimento con le novità per il Tpl.

Sul punto la commissione Trasporti di Montecitorio propone un’aggiunta al testo che dà forza a quanto già scritto nel decreto, secondo cui quando si aspetta più di un’ora, o anche solo mezz’ora se in città, scatta l’obbligo da parte dell’azienda di ripagare il biglietto al malcapitato, a meno che i problemi derivino da scioperi o calamità naturali e, specifica il parere, “fermo restando il rispetto delle regole di validazione” stabilite dai singoli gestori.

In effetti oggi ne esistono diversi tipi e alcuni offrono la possibilità di coprire più di una corsa, avendo per esempio una scadenza legata non alla tratta ma al tempo. La novità sui rimborsi sin dalla sua prima apparizione ha suscitato clamore e non pochi si sono interrogati sul ‘come’. Il Consiglio di Stato, pur non entrando nel merito della questione, aveva suggerito lo stralcio dal decreto Madia di tutta la parte relativa ai trasporti.

Ora dai deputati giunge l’indicazione opposta, perché si tratta di misure “in grado di determinare un decisivo ammodernamento”. Il parere definitivo di Montecitorio arriverà la prossima settimana e lo stesso dovrebbe accadere al Senato. A quel punto la palla ripasserà nel campo del Governo.

(di Marianna Berti/ANSA)

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