Argentina: Macri, con il Papa agenda in comune

Pubblicato il 13 ottobre 2016 da ansa

. Vatican City (Vatican City State (holy See)), 27/02/2016.- Pope Francis (R) poses for a picture with Argentina's President Mauricio Macri (L) during a private audience at the Vatican, 27 February 2016. (Papa) EFE/EPA/GIORGIO ONORATI / POOL

. Vatican City (Vatican City State (holy See)), 27/02/2016.- Pope Francis (R) poses for a picture with Argentina’s President Mauricio Macri (L) during a private audience at the Vatican, 27 February 2016. (Papa) EFE/EPA/GIORGIO ONORATI / POOL

BUENOS AIRES. – “Con il Papa abbiamo un’agenda in comune, condividiamo preoccupazioni quali la lotta alla povertà e alla corruzione”. A sottolinearlo è il presidente Mauricio Macri, in vista del colloquio in programma sabato in Vaticano con il Papa, incontro considerato cruciale a Buenos Aires.

“Parleremo del nostro paese, del futuro, del mondo, ascolterò i suoi consigli, da lui ho sempre avuto buoni consigli”, ha precisato Macri in un’intervista all’ANSA, ricordando gli anni in cui era sindaco di Buenos Aires e Bergoglio arcivescovo della città.

“Abbiamo sempre avuto rapporti di rispetto e da sindaco ho costantemente sentito il suo sostegno”, sottolinea Macri, che domenica parteciperà in Piazza San Pietro alla messa di canonizzazione di Josè Brochero, un prete di metà dell’Ottocento molto amato in Argentina.

“E’ stato un sacerdote che sapeva mettersi alla guida della sua gente, per esempio per creare nuove opportunità. Così come Papa Francesco, credeva molto nella cultura del lavoro e gli sforzi personali, fatto che condividiamo”, aggiunge Macri, sottolineando quanto sia importante recuperare in Argentina “la cultura del lavoro, lo Stato deve svolgere un ruolo assistenzialista ma in modo transitorio”.

Il presidente sarà quindi in Vaticano per un colloquio molto atteso in Argentina, dove in questi giorni è stato spesso ricordato il primo incontro con Bergoglio, a febbraio, in cui Macri venne ricevuto per non più di 22 minuti. Pochi, si disse a Buenos Aires, dove colpì molto anche il fatto di vedere un Bergoglio serio, quasi cupo, senza sorrisi.

Alla domanda se sia consapevole che molti connazionali misureranno l’esito dell’incontro con un ‘sorrisometro’, Macri ride per il quesito e dice di sperare che “ad esserne consapevole” sia il Papa in quanto, ricorda, “a me non è stato contestato il fatto di non aver sorriso”.

Le aspettative in vista della riunione, sottolinea, “sono come sempre le migliori”. Negli ultimi mesi, ricordano i media locali, c’è stato un lungo percorso di avvicinamento tra la ‘Casa Rosada’ e il Papa, che rimane al centro della vita argentina un po’ su tutti i fronti.

La strada è quindi spianata per trovare terreni comuni d’intesa sulle principali problematiche sociali ed economiche del paese: per esempio su uno sciopero generale che pareva imminente e poi sospeso dai sindacati, decisione sulla quale, si sottolinea a Buenos Aires, è stata fondamentale la mediazione della Chiesa.

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