Messico: violenza, la Chiesa denuncia “il paese in fiamme”

Pubblicato il 18 ottobre 2016 da ansa

Messico: violenza, la Chiesa denuncia "il paese in fiamme"

Messico: violenza, la Chiesa denuncia “il paese in fiamme”

CITTA’ DEL MESSICO. – “Il paese è in fiamme”: con queste parole la Chiesa cattolica ha descritto la situazione in Messico, dove continuano a moltiplicarsi gli episodi di violenza efferata, senza che le autorità diano mostra di essere capaci di reagire.

“In determinate zone del paese la violenza continua a crescere e sembra ormai incontenibile”, si legge in un duro editoriale pubblicato da “Desde la Fe” (Dalla fede), l’organo ufficiale dell’arcidiocesi di Città del Messico, che critica “chi sembra non udire il clamore evidente della cittadinanza, compromettendo non solo la sicurezza pubblica ma anche qualsiasi aspirazione politica che possa avere per il suo futuro”.

Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i casi che hanno causato commozione nell’opinione pubblica: il brutale omicidio di una studente 21enne a Veracruz, l’esecuzione in piena luce del giorno di un magistrato noto per le inchiesta sul narcotraffico o l’amputazione delle mani di sei presunti ladri nello stato di Jalisco, puniti da una narco banda locale.

Un’inchiesta diffusa nel settembre scorso ha dimostrato che il 72,3% dei messicani convive con una “percezione quotidiana dell’insicurezza” (66% nel 2012) e almeno un terzo degli intervistati dichiara che un suo famigliare diretto è stato vittima di un qualche delitto nell’anno precedente. Secondo un rapporto consegnato ad agosto al presidente Enrique Pena Nieto, nel 2016 la violenza criminale è aumentata del 40%, rispetto all’anno scorso.

Oltre elle enormi somme guadagnate dalle organizzazioni criminali, analisti locali stimano che la delinquenza costa 11 miliardi di dollari alla popolazione, pari all’1,34% del Pil messicano.

Nel suo editoriale, la rivista dell’arcidiocesi della capitale ha ricordato inoltre come negli ultimi tre decenni, per lo meno 40 mila donne messicane sono state uccise, “in circostanze segnate ogni volta di più da una violenza demenziale e tremenda”.

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