Referendum, il Cne sospende la raccolta del 20 per cento delle firme

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CARACAS – Sospesa, per il momento indefinitamente, la raccolta del 20 per cento delle firme necessarie per mettere in moto le procedure per il Referendum volto a destituire il presidente della repubblica, Nicolás Maduro. Il Consiglio Nazionale Elettorale, nel rispetto delle sentenze dei Tribunali regionali negli Stati Aragua, Carabobo, Monagas, Apure y Bolívar, che si sono finalmente pronunciati sullaa presunta frode elettorale denunciata dal partito di Governo, ha deciso di sospendere la raccolta di firme stabilita per i giorni 26, 27 e 28 ottobre.
I Tribunali erano stati chiamati in causa da militanti del Psuv che, nel ritenere che nella raccolta dell’uno per cento delle firme per il Referendum fossero avvenute irregolarità, avevano esposto le relative denuncie. I giudici, dopo aver analizzato le prove allegate dai rappresentanti del Psuv, hanno disposto misure cautelari. Qualora i tribunali dovessero riscontrare che effettivamente vi sono state irregolarità, come denunciato, la raccolta dell’uno per cento delle firme già avvenuta sarà annullata e, si presume, che l’Opposizione dovrà procedere, almeno almeno in quegli Stati messi in discussione, a una nuova raccolta nella data che il Consiglio Nazionale Elettorale riterrà opportuna.
La decisione del Cne rappresenta un nuovo scoglio alle aspirazioni del Tavolo dell’Unità e alle speranze di un gran numero di venezuelani, la stragrande maggioranza se si da credito ai sondaggi realizzati da autorevoli istituti demoscopici, che ora vedono chiudersi quasi definitivamente l’unico cammino democratico stabilito dalla Costituzione per destituire il capo dello Stato.
Immediatamente conosciuta la decisione dell’organismo elettorale, gli esponenti del Tavolo dell’Unità si sono dichiarati in riunione permanente per seguire gli eventi e analizzare come sbrogliare la matassa.

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