I romani bocciano pulizia e bus, Raggi rilancia la funivia

La sindaca di Roma Virginia Raggi durante un sopralluogo sulla banchina del Lungotevere dove è iniziato un intervento di pulizia straordinaria, Roma, 14 luglio 2016. ANSA/ STRINGER
La sindaca di Roma Virginia Raggi durante un sopralluogo sulla banchina del Lungotevere dove è iniziato un intervento di pulizia straordinaria, Roma, 14 luglio 2016. ANSA/ STRINGER
La sindaca di Roma Virginia Raggi durante un sopralluogo sulla banchina del Lungotevere dove è iniziato un intervento di pulizia straordinaria, Roma, 14 luglio 2016.
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ROMA. – Una funivia a Roma nord. A rilanciare l’idea a 5 Stelle, già prospettata durante la campagna elettorale, è Virginia Raggi. “Ci stiamo lavorando – assicura lei -. Il nostro sogno è realizzare a Roma una mobilità alternativa e sostenibile”. L’annuncio arriva nel giorno in cui la nona indagine dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici fotografa l’insoddisfazione crescente dei cittadini, soprattutto per la pulizia delle strade e il trasporto dei bus.

“Si registra un lieve peggioramento della soddisfazione dei romani in merito alla qualità della vita in città, il cui voto medio è 5,12 – spiega il presidente vicario dell’Agenzia Marco Penna -. Il dato, leggermente al di sotto di quello rilevato l’anno scorso (5,24), conferma l’andamento discendente registrato a partire dal 2012”.

Insomma, i romani sono sempre più scontenti della Città Eterna. Nel 2016 la raccolta rifiuti e la pulizia stradale ottengono i voti peggiori (4,2 e 3,3); l’illuminazione pubblica raggiunge un voto sufficiente (6,2); infine il trasporto pubblico, nonostante il giudizio complessivo non così lontano dalla sufficienza, manifesta forte insoddisfazione per i servizi di linea (4,5 per bus e tram e 5,5 per la metro). Vanno molto meglio le voci cultura, “acqua potabile” e taxi.

In questo contesto – messo a fuoco tramite interviste condotte dal 1 giugno al 26 luglio, un arco temporale che vedeva la giunta Raggi appena insediate – la sindaca rilancia il progetto di una funivia che colleghi Casalotti a Battistini. “Londra e Berlino hanno già fatto il primo passo e a breve si aggiungerà anche Parigi – ricorda -. E con noi Roma di certo non vuole rimanere indietro”.

Tant’è che il Campidoglio ha già avviato uno studio di fattibilità dell’opera, di cui si sta occupando il Dipartimento Trasporti insieme ad Agenzia per la Mobilità di Roma: i risultati sono attesi in pochi mesi. Contro il progetto, che già in campagna elettorale, aveva acceso le polemiche politiche, si schiera subito il dem Stefano Pedica: “Di questo passo, proporrà anche di portare i rifiuti su Marte”. L’ironia corre pure su twitter dove qualcuno si domanda: “Nel progetto sono previsti anche sci e scarponi?”.

Ma i Cinque Stelle sulla funivia sono serissimi, tanto che in tempi record l’assessore alla Mobilità Linda Meleo riposta l’annuncio della sindaca. E il titolo è indicativo della determinazione del Campidoglio nel guadagnare questa nuova frontiera degli spostamenti in città: “Mobilità alternativa si può, ecco la funivia per Roma”.

Sul fronte non meno problematico dei rifiuti (la pulizia delle strade ha incassato quest’anno il voto più basso mai rilevato nella Capitale), tiene banco il dilemma ‘discarica sì, discarica no’. Con un botta e risposta tra i responsabili all’ Ambiente di Comune e Regione Lazio. “Abbiamo fiducia che la Città Metropolitana possa determinarsi alla individuazione di almeno un sito di discarica a servizio dei Tmb”, l’invito dell’ assessore regionale Mauro Buschini.

“Bisogna smetterla di considerare priorità la discarica – la risposta della collega di Campidoglio Paola Muraro -. Servirebbe invece puntare sugli impianti di recupero”. E rifiuti e trasporti sono stati i temi al centro dell’incontro avuto in Campidoglio dalla sindaca con l’ambasciatore della Corea del Sud Yong-joon Lee che ha illustrato i risultati ottenuti da Seul, con nuove tecnologie e una carta prepagata per utilizzare treni e metro, e la rivoluzione del ciclo dei rifiuti con un sistema premiante per i cittadini che ne producono meno e riciclano di più. Un modello che il Campidoglio vuole seguire.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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