Yellen sfida Trump, resto alla Fed. E difende la riforma di Wall Street

Federal Reserve Board Chairwoman Janet Yellen testifies before the House Financial Services Committee hearing on the Supervision and Regulation of the Financial System, on Capitol Hill in Washington, DC, USA, 28 September 2016. EPA/SHAWN THEW ---------------------------------------------------------------------------------------------
Federal Reserve Board Chairwoman Janet Yellen testifies before the House Financial Services Committee hearing on the Supervision and Regulation of the Financial System, on Capitol Hill in Washington, DC, USA, 28 September 2016.  EPA/SHAWN THEW ---------------------------------------------------------------------------------------------
Federal Reserve Board Chairwoman Janet Yellen testifies before the House Financial Services Committee hearing on the Supervision and Regulation of the Financial System, on Capitol Hill in Washington, DC, USA, 28 September 2016. EPA/SHAWN THEW
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NEW YORK. – ”E’ nelle mie intenzioni restare per tutto il mandato”. Janet Yellen mette la parola fine alle indiscrezioni su sue possibile dimissioni in seguito all’elezione di Donald Trump. E al presidente-eletto si rivolge anche per difendere la riforma di Wall Street, che ”riduce le chance di una nuova crisi”, ”ha rafforzato le banche”. Insomma ”non vorrei vedere le lancette dell’orologio tornare indietro sui progressi fatti”, o in altre parole veder sparire la riforma.

Le elezioni e il presidente-eletto sono il filo conduttore dell’audizione del presidente della Fed davanti alla commissione congiunta di camera e Senato. Difendendo a spada tratta l’indipendenza della Fed, che va schermata dalla politica, Yellen conferma la volontà della Fed di andare avanti con un aumento dei tassi, probabilmente già a dicembre.

In quella che è la sua apertura più chiara su una stretta fra meno di un mese, Yellen afferma: ”le chance di un aumento dei tassi si sono rafforzate e un aumento potrebbe essere appropriato relativamente presto se i dati confermeranno che l’economia sta compiendo progressi verso gli obiettivi della Fed”.

Ma è soprattutto l’avvertimento sugli effetti di tassi bassi troppo a lungo che apre a una stretta: ritardi eccessivi nell’alzarli possono costringere a una stretta accelerata. ”mantenere il costo del denaro all’attuale livello per troppo tempo potrebbe incoraggiare prese eccessive di rischio e mettere in pericolo la stabilita’ finanziaria”.

I dati sembrano confermare il buono stato di salute dell’economia americana. Le richieste di sussidi alla disoccupazione sono calate ai minimi da 43 anni. Le costruzioni di case nuove sono schizzate ai massimi degli ultimi nove anni. L’inflazione è in salita per il terzo mese consecutivo.

”La crescita sta accelerando”, con ”l’economia che ha compiuto progressi verso gli obiettivi della Fed” della piena occupazione e della stabilita’ dei prezzi, spiega Yellen. Resta il nodo dei salari che non crescono a ritmo sostenuto, ma ”non è un problema recente”. Da qui l’invito di Yellen ad aiutare coloro che sono ”rimasti indietro nelle globalizzazione”.

I mercati ascoltano, ma un aumento dei tassi di interesse è già dato per scontato in dicembre per il 94% dei trader. Le piazze finanziarie europee chiudono a due velocità, con Milano che archivia la seduta in equilibrio, fra le banche sotto pressione e lo spread a 181,6 punti. Wall Street dopo un’apertura debole, gira in positivo anche se il rally post voto sembra aver perso slancio.

”Abbiamo osservato significativi movimenti sui mercati dalle elezioni. I mercati anticipano” stimoli fiscali da parte della nuova amministrazione, spiega Yellen, avvertendo comunque che è ancora troppo presto per prevedere l’effetto economico del voto. ”Non sappiamo cosa accadrà. C’e molta incertezza” precisa Yellen, invitando l’amministrazione a non perdere di vista l’andamento del deficit e del debito.

I mercati guardano con ottimismo al piano di investimenti nelle infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari di Trump. Un pacchetto di stimoli, ammette Yellen, potrebbe avere un impatto sull’inflazione. ”Quando le nuove politiche” dell’amministrazione del presidente-eletto Donald Trump saranno chiare la Fed ”le considererà nel fare le sue valutazioni” guardando all’impatto che avranno sul mercato del lavoro.

(di Serena Di Ronza/ANSA)