Terrorismo: bimbo nel video contro i crociati, figlio foreign fighter in Lombardia

Terrorismo: bimbo in video contro 'crociati', figlio foreign fighter, da Lombardia a Iraq.
Terrorismo: bimbo in video contro 'crociati', figlio foreign fighter, da Lombardia a Iraq.
Terrorismo: bimbo in video contro ‘crociati’, figlio foreign fighter, da Lombardia a Iraq.

MILANO. – “Faccio gli auguri a tutti i nostri fratelli musulmani ed ai soldati del Califfato in Francia per questa operazione benedetta e per voi crociati questo è l’inizio della pioggia, e i nostri soldati sono loro che vinceranno”. A pronunciare queste parole di odio e di guerra, dopo gli attentati di Parigi di un anno fa e in un filmato con logo dell’Isis e diffuso anche su ‘youtube’, è un bambino di appena 10 anni. Bimbo che il padre, come scrive il gip di Milano Manuela Scudieri, “ha messo a disposizione” del sedicente Stato islamico “determinandone l’addestramento e facendolo comparire in un ruolo pubblico di minaccia e proselitismo”.

Il video impressionante è uno dei documenti acquisiti in un’inchiesta del dipartimento antiterrorismo della Procura di Milano, guidato prima da Maurizio Romanelli (passato alla Dna) e ora da Alberto Nobili, su Ahmed Taskour, marocchino di 47 anni, nato a Casablanca e per anni in Italia con il permesso di soggiorno in regola.

Un addetto in un’azienda di pulizie che viveva a Bresso, comune dell’hinterland milanese, in un casa popolare assegnatagli dall’Aler (Azienda lombarda di edilizia residenziale) e che poi, stando alle indagini della Digos e del pm Enrico Pavone, non solo è diventato un foreign fighter dell’Isis ma ha portato con sé in Iraq, dove potrebbe trovarsi tuttora, anche la moglie marocchina e i due figli, il bimbo del video che ora ha 11 anni e una ragazzina di 15 anni.

L’uomo, senza altri legami familiari in Lombardia, è passato, come spiegato anche dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal capo della Digos milanese Claudio Ciccimarra, da una vita “apparentemente normale” con tanto di lavoro stabile dal 2007 (guadagnava “1200 euro” al mese) e che non destava sospetti, ad essere individuato come “elemento importante della propaganda” di Daesh, tanto che appare a volto scoperto nel video assieme a suo figlio.

A carico del marocchino, accusato di terrorismo internazionale, il gip ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere e, come chiarito dagli inquirenti, “anche se non si può prevedere una facile esecuzione della misura, l’importante è che appena l’uomo metterà piede nel territorio europeo venga arrestato”.

Lui che, tra l’altro, come messo in luce dal gip, ha un “ruolo di un certo rilievo” nell’Isis. Gli investigatori hanno acquisito “ampia prova” attraverso i tabulati telefonici che l’uomo, partito con la famiglia il 22 dicembre 2014 durante le vacanze natalizie, affinché non si sospettasse di nulla (prima ha incamerato 30mila euro tra anticipo tfr e un finanziamento richiesto), è arrivato prima in Turchia (pagando un volo andata e ritorno, altra accortezza) e poi in Iraq nel gennaio del 2015. E tra il 14 novembre e il 12 dicembre successivo avrebbe partecipato alla realizzazione del filmato di propaganda.

La Digos ha iniziato ad indagare su di lui perché è venuta a sapere che avrebbe fatto parte di una “rete” di soggetti legati all’Isis che comprendeva un altro marocchino e un arabo-israeliano, entrambi espulsi dall’Italia. Taskour, nel frattempo, era già in Iraq e la sua casa, trovata in perfetto ordine, è stata perquisita nel maggio 2016.

L’ultima traccia di lui e di suo figlio risale alla fine del 2015, mentre si sono perse quelle della moglie e dall’altra figlia. Restano quei minuti di immagini confezionate dagli organi di propaganda dell’Is con tanto di alta definizione, montaggio di qualità e colonna sonora: si vede prima il presidente francese Hollande che parla dopo gli attentati, poi si sentono i proclami di due terroristi, fino a che compare Taskour che, con barba lunga e cappello nero in testa, manda un messaggio di guerra “dalla terra dello Stato ai crociati” e subito dopo tocca a suo figlio.

Le ultime sequenze sono una sorta di ‘fiction’ sulla preparazione di un kamikaze e mostrano una persona che, indossando, tra l’altro, un orologio vistoso, prima prega, poi si veste ‘da occidentale’ e infine va a farsi esplodere a New York.

(di Igor Greganti/ANSA)