Maltempo: allerta massima in Liguria e Piemonte

Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino, 24 novembre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino, 24 novembre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino, 24 novembre 2016.
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

TORINO. – L’allarme del sindaco di Garessio, la richiesta del governatore Chiamparino per lo stato di calamità, il centro di formazione Forestale sott’acqua e l’annullamento della visita di Renzi a Torino. Il maltempo che imperversa sul Nord-Ovest d’Italia, con l’allerta soprattutto in Liguria e Piemonte, sta creando gravi disagi ed ora rischia di estendersi anche alla Valle d’Aosta e fino alla Toscana. Emanata (e fino a domani alle 12 in Liguria) l’allerta rossa, la più alta. In Piemonte è esondato il fiume Tanaro in provincia di Cuneo. I sindaci di Garessio e di Ceva (Cuneo), paventano un rischio alluvione come nel ’94.

Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino. Anche in altri punti il livello del principale fiume italiano è sotto osservazione per il rischio di esondazioni. La sindaca Chiara Appendino ha firmato un’ordinanza che vieta il transito di veicoli e pedoni e la sosta. Accesso vietato ai pedoni anche al Borgo Medioevale, sulle sponde del Po. La caserma della polizia stradale, a Ceva, in provincia di Cuneo, è stata allagata dall’ esondazione del fiume Tanaro. All’interno degli uffici, quando sono stati invasi dall’acqua, c’erano tre agenti, che si sono salvati.

“Faremo la richiesta di stato di calamità, a cominciare dalla valle Tanaro, dove ci sono persone evacuate, negozi, opifici e campi allagati. I danni sono già evidenti, la situazione è assai critica”, annunciail presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, il quale spiega: in valle Tanaro è piovuto di più che nell’alluvione nel novembre ’94. Le precipitazioni sono state più intense – ha detto – ma di fatto la situazione è stata migliore grazie agli interventi fatti nel frattempo. Quella tragedia ci ha insegnato: il letto del fiume è più pulito, non ci sono più materiali e non si è verificato l’effetto diga sui ponti che, almeno per ora, hanno tenuto; sono state create aree di esondazione”.

Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino, 24 novembre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino, 24 novembre 2016.
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E’ finito sott’acqua, come nell’ alluvione del ’94, la caserma Galliano di Ceva, sede del Centro di Formazione del Corpo Forestale dello Stato. I cento allievi sono stati trasferiti presso l’ex convento dei frati Cappuccini, dove è stata allestita anche la centrale della protezione civile. “E’ un disastro – dice all’ANSA il comandante della caserma, vicequestore Stefano Anania – siamo riusciti a salvare solo poche cose dell’archivio…”.

Lo stabilimento Ferrero ad Alba rimarrà chiuso a scopo precauzionale e per tutta la giornata di domani. Lo rende noto l’azienda, che ha annullato le attività previste per il fine settimane in occasione dei 70 anni del Gruppo. Quello di Alba è il più grande stabilimento italiano del Gruppo ed è situato non lontano dal fiume Tanaro di cui nella notte è attesa la piena.