Campagna di veleni con colpo di scena del cyberfango

Beatrice di Maio è moglie Brunetta.
Beatrice di Maio è moglie Brunetta.
Beatrice di Maio è moglie Brunetta.

ROMA. – A poco più di una settimana dal voto sul referendum per le riforme costituzionali, la polemica tra il fronte del no è quello del sì diventa sempre più acceso. E al caos scatenato dalle firme false che ha investito il Movimento Cinque Stelle, la bufera su Vincenzo De Luca con l’accusa di presunto voto di scambio, si aggiunge altra tensione per due notizie inaspettate: la prima, in ordine cronologico, è il colpo di scena rivelato dal quotidiano Libero sull’identità dell’ormai famosa Beatrice Di Maio.

Dietro al cosiddetto cyber fango che ha portato il Pd ad un’interrogazione parlamentare e il sottosegretario Luca Lotti a sporgere denuncia dopo essere stato accusato di essere “un mafioso” si cela Tommasa Giovannoni Ottaviani detta ‘Titti’ e famosa alle cronache per essere la moglie di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

La seconda viene dall’Economist, settimanale economico britannico che in un editoriale si schiera apertamente per il no alle riforme invitando gli italiani a bocciarle: “Non è quella costituzionale la riforma di cui l’Italia ha bisogno”, scrive tra l’latro l’editorialista dell’Economist che minimizza gli aspetti negativi di un eventuale successivo governo tecnico: “Potrebbero non essere la catastrofe che tanti in Europa temono. L’Italia potrebbe mettere insieme un governo tecnico, come ha fatto tante volte in passato”.

L’Economist definisce ancora la riforma “contro i principi della democrazia”. La presa di posizione del settimanale d’oltremanica contribuisce ad alzare la tensione in una giornata dominata dalla rivelazione dell’identità di Beatrice Di Maio.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano diretto da Vittorio Feltri, la consorte di Brunetta rivela di essere lei l’identità nascosta dietro l’ormai famoso account ma chiarisce che suo marito non ne sapeva nulla e poi in merito all’esposto presentato da Lotti, la signora Brunetta non manca di fare pubblica ammenda: “Se Lotti si è sentito offeso mi dispiace e mene scuso”.

Il colpo di scena ha permesso al Movimento Cinque Stelle di lanciare un affondo contro il Pd. E a scendere in campo è direttamente Beppe Grillo che in un post su blog non esita a parlare di “figura del menga. Hanno parlato di cyberfango, il Pd ha sprecato soldi pubblici con un’interrogazione parlando di “una macchina del fango automatizzata per colpire il Pd. Vi siete bevuti le fake news de La Stampa (il quotidiano torinese per primo aveva parlato di Beatrice Di Maio) ci aspettiamo le scuse di tutti”.

A finire nel mirino dei Dem è però il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. Il senatore Andrea Marcucci domanda se i “troll in rete sono tutti parenti di Brunetta”, mentre la collega Alessia Rotta accusa il presidente dei deputati azzurri di essere “senza vergogna”.

Chi invece preferisce continuare a parlare di referendum è il premier Matteo Renzi che bolla come “un evergreen” l’allarme brogli lanciato dal fronte del No che vuole “una nuova stagione di instabilità”. Il presidente del Consiglio incassa il sì alle riforme anche di Sergio Marchionne: “Mi dispiacerebbe se prevalesse il no”, spiega l’amministratore delegato di Fca che però ridimensiona il rischio di caos sui mercati nel caso dovessero essere bocciate le riforme: “Come ha detto Renzi passerà anche questa. Il mercato saprà adeguarsi”.

Sul fronte del no a scendere in campo sono Chiara Appendino e Virginia Raggi che in un post sul blog del comico genovese fanno anche sapere che in caso di vittoria del sì rinunceranno al ruolo di senatrici. Un invito a votare contro “una riforma pericolosa” arriva ancora una volta da Silvio Berlusconi che rilancia la necessità di trovare un accordo con il Pd per cambiare la legge elettorale tanto, avverte il Cavaliere “Mattarella non farà votare con l’Italicum. Il rischio sarebbe di trovarci Grillo al governo”.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)