San Nicola risorge a Ground Zero con il progetto di Calatrava

San Nicola risorge a Ground Zero e per la prima volta dal tempo delle stragi un simbolo religioso riappare nel sito del World Trade Center, 29 novembre 2016. ANSA/ALESSANDRA BALDINI -------------------------------------------------------------------------------------------
San Nicola risorge a Ground Zero e per la prima volta dal tempo delle stragi un simbolo religioso riappare nel sito del World Trade Center, 29 novembre 2016. ANSA/ALESSANDRA BALDINI -------------------------------------------------------------------------------------------
San Nicola risorge a Ground Zero e per la prima volta dal tempo delle stragi un simbolo religioso riappare nel sito del World Trade Center, 29 novembre 2016.
ANSA/ALESSANDRA BALDINI
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NEW YORK. – San Nicola risorge a Ground Zero e per la prima volta dal tempo delle stragi un simbolo religioso riappare nel sito del World Trade Center. Il patriarca Demetrios ha benedetto il “legno di Cristo” alla base della nuova chiesa disegnata dell’architetto Santiago Calatrava di fronte alla Freedom Tower. Un breve volo, aiutato da una gru, e la croce è atterrata al centro della cupola ispirata a Santa Sofia di Istanbul.

“In questa valle di vetro e cemento vediamo il trionfo dell’ingegno umano e della disposizione umana a superare ogni tragedia”, ha detto Demetrios, primate della chiesa greco-ortodossa in America: “A San Nicola diamo un messaggio in più, una apertura verso una realtà non materiale, la presenza di Dio”.

San Nicola di prima delle stragi era un edificio banale, ricavato in una vecchia osteria. La chiesa di Calatrava, l’architetto della vicina stazione e dell'”Oculus”, brillerà di notte attraverso un rivestimento di vetro e marmo pentelico estratto dalla stessa vena usata per il Partenone: un parallelo che non è sfuggito al presidente Barack Obama.

Ad Atene, nel primo viaggio all’estero dopo l’elezione di Donald Trump, il presidente aveva ricordato la parabola della chiesetta una volta in rovina, “simbolo di resilienza, che sta per rinascere”. Ci sono voluti oltre 15 anni per arrivare al “topping out”.

Rasa al suolo dal crollo di 2 World Trade Center, San Nicola riaprirà al culto nella primavera 2018, ha detto all’ANSA il direttore dell’arcidiocesi Jerry Dimitriou. Costo, 40 milioni di dollari, il doppio della stima di partenza.

La chiesa, frequentata nella sua prima esistenza dall’attore Terry Savalas (il Kojak televisivo) e prima ancora dall’armatore Aristotele Onassis, ne ha già raccolti 38 tra finanziamenti municipali, doni di parrocchiani di tutte le estrazioni sociali e anche dell’amministrazione comunale di Bari ma i lavori di ricostruzione sono partiti solo due anni fa perché leader religiosi e Port Authority non riuscivano a mettersi d’accordo sull’ubicazione e le dimensioni del nuovo edificio.

Quello che dopo le stragi sembrava uno dei progetti più semplici di ricostruzione si era rivelato infatti uno dei più complessi. Molto ha avuto a che fare con un garage-bunker sotterraneo che ha avuto la prelazione sul sito, ma anche con conflitti anche all’interno della comunità greco-ortodossa, molti scontenti dell’obiettivo di fare di San Nicola un National Shrine, santuario nazionale e luogo di meditazione per ogni fede, non la semplice parrocchia che era sempre stata prima.

Solo nel 2011 fu individuata la nuova location. 13 architetti furono invitati a presentare progetti e Calatrava vinse all’unanimità grazie al modellino ispirato a Santa Sofia che adesso sta prendendo forma in cemento e acciaio a prova di bomba.

(di Alessandra Baldini/ANSA)

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