Petrolio: all’indomani dell’accordo Opec il Brent sopra i 54 dollari

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ROMA. – All’indomani dell’accordo raggiunto fra i paesi produttori di petrolio aderenti all’Opec il prezzo del greggio tocca i massimi da luglio 2015. A Londra il brent, dopo aver sfondato ieri il tetto dei 50 dollari al barile, ha guadagnato quasi il 5% superato i 54 dollari e toccando 54,37 dollari. Anche il petrolio americano Wti, che ieri ha guadagnato il 10% oggi ha sfondato a sua volta il tetto dei 50 dollari salendo a 51,60 dollari al barile.

L’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha definito l’accordo Opec “molto positivo. Alcuni dicono inaspettato, sicuramente molto pensato”. Secondo Descalzi è comunque ancora troppo presto per capire quale sarà l’evoluzione dei prezzi: “Sull’onda emotiva si è saliti sopra i 50 dollari. Bisogna capire se ci sarà un’escalation o una stabilizzazione”, ha detto.

L’intesa chiusa a Vienna prevede il taglio della produzione di 1,2 milioni di barili al giorno, a partire dal primo gennaio, per sei mesi prorogabili. All’intesa è pronta ad affiancarsi la Russia, paese non Opec, che ha confermato l’intenzione di unirsi all’accordo tagliando la propria produzione di 300.000 barili al giorno. La riduzione avverrà in modo graduale ma, a patto – è stato ribadito dal ministro dell’Energia russo Alexander Novak – che l’Opec “mantenga gli accordi presi” così come gli altri paesi produttori non Opec.

Con il taglio di Russia e di altri paesi non Opec si dovrebbe arrivare a ridurre la produzione di circa 600.000 barili al giorno. La diminuzione, fa sapere Mosca, verrà proporzionalmente distribuita fra le maggiori compagnie russe. La tabella di marcia di Mosca sarà pronta entro l’incontro con i paesi Opec, previsto per il 9 dicembre.

Descalzi guarda con interesse alla decisione della Russia. “E’ la prima volta che un Paese non Opec come la Russia abbia accettato di intervenire – ha detto l’a.d. di Eni -. Vuol dire che la cifra di 1,2 milioni di barili pu¢ diventare anche 1,6/1,7. Siccome oggi abbiamo uno squilibrio con un’offerta che é superiore alla domanda di 500/600 mila barili, vuol dire che potremmo trovarci presto in una situazione di domanda che supera l’offerta e questo per il mondo dell’energia è importante perché potrà riequilibrare i prezzi e quindi gli investimenti. Direi che è un ottimo messaggio”.