Arriva il voto estero, 210 aerei per portare i plichi

Pubblicato il 02 dicembre 2016 da ansa

voto-estero

ROMA. – Decine e decine di sacche di tela, di colore avorio o bordeaux con sopra i sigilli del ministero degli Esteri, stanno sbarcando all’aeroporto di Roma Fiumicino. Dentro, le buste del voto degli italiani all’estero. Hanno percorso quasi 550 mila chilometri via terra, volato per 18 ore su ben 210 aerei da tutto il mondo ‘scortati’ dai funzionari del Ministero degli Esteri.

Una macchina organizzativa imponente che da un angolo all’altro del pianeta tra oggi e domani porta, tra non poche polemiche, il voto degli italiani all’estero: quello di quasi 4 milioni di connazionali che vivono oltrefrontiera o sono lì solo per un soggiorno di pochi mesi, per studio, lavoro o cure mediche.

Gli elettori esteri sono infatti per l’esattezza 3.995.042 (circa 2,07 milioni gli uomini e 1,91 le donne) mentre i ‘temporanei’ sono poco meno di 31.500. In tutto circa l’8% del corpo elettorale.

Allo scalo internazionale di Fiumicino è un via vai di ‘plichi elettorali’. Arrivano con i voli di linea – il primo con 11 pezzi è atterrato da Dublino, il secondo da Londra con a bordo 80 pacchi – accompagnati da funzionari degli Esteri. Vengono scaricati sotto la supervisione di Polizia e Fiamme Gialle, caricati su camioncini ad hoc e trasferiti al terminal 5, quello riservato ai voli considerati sensibili (Usa e Israele).

Lì il passaggio di consegne ai funzionari della Corte d’Appello, l’ufficio a cui fa capo la cosiddetta Circoscrizione Estero, suddivisa in 4 aree (Europa, Nord e Centro America, Sud America, Africa-Asia-Oceania-Australia). E poi il trasporto verso il bunker di Castelnuovo di Porto, un grande capannone del Centro polifunzionale della Protezione Civile alle porte di Roma, dove lo stato ‘stiva’ documenti, scartoffie e arredi non utilizzati (qualcuno anche di pregio).

E’ lì dove saranno allestiti i circa 1.500 seggi esteri (uno ogni 2-3 mila schede) e si svolgerà lo scrutinio, secondo regole, modalità e composizione dei collegi elettorali dettagliatamente regolati da una circolare ad hoc del Ministero dell’Interno.

La procedura prevede che dalle 15 di domenica 4 i plichi elettorali (che contengono le buste esterne e poi quelle interne con la scheda elettorale) siano aperti e tutte le schede inserite in apposite urne. Sulla falsariga di quanto accade contemporaneamente nei seggi di tutt’Italia.

Solo alle 23, in concomitanza con la chiusura ufficiale delle votazioni, inizierà lo spoglio. Con le stesse procedure di quello per il resto del paese e a cui potranno partecipare rappresentanti dei partiti politici e dei comitati promotori. Il tutto dovrà concludersi entro le 14 di lunedì 5 dicembre.

Nonostante qualche indiscrezione della vigilia (con qualcuno che parla di un dato fino al 40%), nessun dato ufficiale sull’affluenza del voto estero verrà anticipato e i numeri – ha ricordato la Farnesina – saranno diffusi insieme a quelli dell’affluenza complessiva nazionale (alle 12, alle 19 alle 23).

Il voto all’estero si è concluso ieri 1 dicembre. Alle 16 ore locali è scaduto infatti il termine per far pervenire ai consolati la busta contenente la scheda. La prima a chiudere – in ragione del fuso – è stata Wellington in Nuova Zelanda dove il time out è scattato alle 5 del mattino italiane. L’ultima la canadese Vancouver dove la possibilità di recapitare il voto è durata fino a quando in Italia era l’una della notte.

(di Marina Perna/ANSA)

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