Google: le ricerche fanno a meno delle parole, si twittano emoji

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ROMA. – Per sapere che tempo fa, o dov’è la pizzeria più vicina, le parole non servono: smartphone alla mano, basta mandare una emoji a Google via Twitter. Il colosso delle ricerche online ha infatti lanciato la ricerca attraverso i disegnini, che ormai condiscono – e a volte sostituiscono – le frasi scritte sui social e inviate in chat.

Nel messaggino si inserisce l’immagine di un ombrello o di una pizza taggando google (@google), e si riceve una risposta con le previsioni del tempo o le pizzerie nei paraggi. Google altro non fa che tradurre in parole le emoji ricevute, avviando una ricerca nei dintorni dell’utente.

Dall’hamburger all’albero di Natale, circa 200 emoji, delle 1.400 esistenti, fungono da scorciatoie per avere informazioni. Twittare la nota musicale, ad esempio, offre la panoramica dei concerti nelle vicinanze, e il girasole porta a individuare i fiorai di zona.

La compagnia di Mountain View non ha fornito una lista delle emoji che si possono usare, preferendo piuttosto lasciare agli utenti il divertimento della sperimentazione. E gli scherzi non mancano: se si twitta la mucca, la ricerca si orienta sui muggiti, mentre cinguettando il disegnino della pesca – usato anche per raffigurare il “lato B” femminile – si viene indirizzati al testo di “Bootylicious”, canzone delle Destiny’s Child che celebra questa parte anatomica.

Per Google non si tratta della prima apertura alle emoji. Dal maggio scorso è infatti possibile fare ricerche inserendo un pittogramma direttamente nella barra di ricerca. Così facendo Big G si adegua al mondo della comunicazione, che da Los Angeles a Katmandu parla questa sorta di Esperanto illustrato.

Solo su Twitter quasi 10mila messaggi al minuto, 600mila ogni ora, contengono almeno una emoji. Secondo EmojiTracker nel mondo ne vengono inviate 6 miliardi al giorno. La più gettonata è la faccina che ride fino alle lacrime, la stessa che i dizionari Oxford hanno incoronato come parola dell’anno nel 2015.

Ma i disegnini disponibili sono tantissimi, e il loro numero continua a crescere per stare al passo coi tempi. L’anno prossimo, ad esempio, si aggiungeranno il velo islamico e lo yoga. Dal cibo al meteo, dallo sport agli animali, passando per tutte le espressioni del volto umano, le tastiere degli smartphone ormai ospitano una carrellata di emoji con cui non solo colorire le parole, ma sostituirle, per comporre frasi in una sorta di rebus.

C’è chi è andato anche oltre, trasponendo in immagini interi classici come Pinocchio e Moby Dick, fino al libro dei libri: la Bibbia.

(di Laura Giannoni/ANSA)