Tetto, tegola, proteggere

Pubblicato il 12 dicembre 2016 da Luigi Casale

In toga per la laurea.
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Che legame sussiste tra le parole tetto, tegola, proteggere?

Tra tetto e tegola è evidente il rapporto. Il tetto è l’intera copertura della casa. La tegola è una delle piccole numerose unità di materiale edilizio (di cotto, o di legno [scandola], o di ardesia) di cui è formato il tetto.

Alla stessa maniera è possibile stabilire anche una relazione tra tetto e proteggere. Nel senso che il tetto, come copertura, in un certo senso protegge tutta la casa.

Per il recupero dell’ètimo comune, dobbiamo partire dal verbo latino: tego, texi, tectum, tègere; e dal suo composto: pròtego, protexi, protectum, protegere. Essi significano, essenzialmente, coprire e ricoprire. Poi anche: nascondere o celare o velare; difendere o proteggere; e, nella forma media, difendersi.

Tegula è, evidentemente, un diminutivo: piccola copertura.

Mentre toga, sempre dalla radice di tego – e qui voglio ricordare il fenomeno fonetico della apofonia, di cui ho parlato in una delle precedenti “lezioni” – era presso i Romani, la veste, la coperta. Ma per gli uomini era l’indumento (soprabito) che chiamiamo, ancora oggi, toga. In particolare, la toga virile era indossata dal cittadino romano al compimento del diciassettesimo anno d’età.

Da tego si formano, ancora, i sostantivi: tectum, tegumen, tegumentum, e l’aggettivo tectus, –a, –um (participio perfetto); sempre col significato di copertura o rivestimento. Queste parole, con leggera modificazione delle finali dovuta all’evoluzione della lingua, si trovano ampiamente usate, ancora, nella lingua italiana.

Luigi Casale

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Luigi Casale

Luigi Casale, insegnante in pensione e pubblicista. È nato nel 1943 a Torre Annunziata, alle falde del Vesuvio. Oggi, continuando a mantenere contatti affettivi e culturali con la Campania, vive tra Bressanone (Alto Adige) e Lussemburgo. Durante la sua carriera professionale, ha insegnato nei Licei dell’Alto Adige, nella Scuola Europea di Lussemburgo, e presso il Dipartimento d’italiano dell’Università di Clermont-Ferrand (Francia). Si occupa di didattica delle lingue classiche e di linguistica generale. Nel più ampio quadro delle questioni pedagogiche e sociali, su queste tematiche offrirà la sua collaborazione in questa rubrica.




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