In fuga dall’Italia

Pubblicato il 19 dicembre 2016 da redazione

PESCARA – Sono diversi gli indicatori che fotografano il declino del nostro Paese e non solo il PIL, indice cui si guarda con maggiore frequenza. I giovani, quando riescono a trovare un’occupazione, anche se in possesso di una laurea, sono impiegati in genere come commessi, camerieri, operatori di call center, baristi, pizzaioli, parrucchieri. E’ paradossale che questo accada mentre, secondo l’OCSE, l’Italia è in fondo alle classifiche per numero di laureati.

In un paese in flessione demografica, dove le iscrizioni universitarie tendono a diminuire, il problema non è costituito dal numero di laureati quanto da un’economia ferma, inceppata, con poche aziende operanti in settori dinamici, da insufficienti investimenti pubblici di stimolo per l’innovazione e l’internazionalizzazione, una pubblica amministrazione invecchiata e poco adeguata ai processi di modernizzazione e globalizzazione, e soprattutto affetta da diffusi livelli di corruzione che sembrano inarrestabili. E’ dello scorso mese di settembre scorso la denuncia dell’autorità anticorruzione sulle problematiche del reclutamento dei docenti universitari nel nostro Paese.

Per molti giovani che non riescono a trovare lavoro o che non si accontentano di quello che offre il mercato l’unica strada percorribile sembra quella di lasciare l’Italia e partire, non più soltanto dal meridione, alla ricerca di occupazioni professionalmente coerenti con le aspettative derivanti dai percorsi formativi seguiti. La fuga dall’Italia non emerge in pieno dai dati Istat, che assumono a riferimento i soli elementi desumibili dall’iscrizione all’anagrafe degli italiani all’estero (AIRE), che riflette in modo assai parziale il preoccupante fenomeno, in quanto sono molti a registrarsi anche a distanza di anni dall’uscita dall’Italia, in attesa di una stabilizzazione del lavoro e di scelte di vita che spesso maturano nel tempo.

Secondo varie stime, nel 2015 sarebbero stati oltre centomila giovani, prevalentemente laureati a lasciarsi alle spalle l’Italia, per dare una prospettiva al proprio futuro, spesso senza ritorno. Se un tempo si emigrava per sopravvivere alla miseria, oggi la necessità di lasciare alle spalle la propria terra è sempre più quella di poter realizzare obiettivi professionali ed economici non altrimenti raggiungibili nel nostro Paese.

In un recente saggio di Raffaella Quieti Cartledge, presentato nella sede della Fondazione Pescarabruzzo, che ha opportunamente sostenuto la pubblicazione della ricerca, sono stati studiati 24 casi di successo di abruzzesi in ambito internazionale, tre per ciascuna delle otto aree professionali considerate: economisti (Pierluigi Ciocca, Giammarco Ottaviano, Emanuela Sciubba), ambasciatori e diplomatici (Torquato Cardilli, Andrea Della Nebbia, Domenico Vecchioni), cooperazione internazionale (Marina Catena, Carlo Miglioli, Ernesto Sirolli), scienza e ricerca (Nicola Baccile, Giusy Fiucci, Giuseppe Montano), medici (Vincenzo Berghella, Elisabetta Iammarone, Marcello Maviglia), musica e creatività (Roberto Borriello, Rita D’Arcangelo, Paolo Russo), imprenditoria e management (Roberto Lorenzini, Daniela Puglielli, Filippo Tattoni Marcozzi), banche e investimenti (Luca De Leonardis, Fabio Di Vincenzo, Lily Lapenna). I loro nomi spesso non dicono molto al grande pubblico ma sono ben noti nelle rispettive aree professionali.

Il saggio, dal titolo “Eccellenze abruzzesi nel mondo”, pubblicato da Ianieri, è forse la prima ricerca che guarda all’Italia e all’Abruzzo dall’estero, essendo l’autrice una giornalista residente a Londra. E’ evidente che l’orizzonte di brillanti carriere è decisamente più vasto e forse impossibile da censire sugli scenari internazionali, ma il campione studiato è senz’altro rappresentativo del fenomeno della più recente emigrazione, che in parte comprende la c.d. generazione Erasmus. Un fenomeno che andrebbe meglio studiato.

L’autrice, che si è avvalsa della collaborazione del prof. Massimo Sergiacomo, spiega che lo scopo del lavoro “è quella di fornire ispirazione ai giovani abruzzesi”, che andranno ad ingrossare le fila di quanti sono in fuga dal nostro paese. Una prospettiva questa che sottrae il libro dall’orgoglio provinciale che caratterizzava alcune pubblicazioni del passato, per aprirsi piuttosto ad una lettura critica dei limiti del nostro paese.

Per ciascun personaggio, dopo il profilo biografico, seguono una serie di risposte rispetto ad griglia di domande comune a tutti gli intervistati. Tale circostanza permette di rilevare riflessioni spesso comuni tra gli intervistati, a cominciare dal concetto di “successo” ridimensionato, con modestia, in traguardi professionali di alto profilo, che potrebbero riservare ulteriori margini di crescita, soprattutto per i più giovani.

Tutti sono concordi nel riconoscere nei valori tradizionali della famiglia una spinta positiva insieme alla formazione primaria e secondaria, che poi ha finito per assumere un ruolo spesso fondamentale nell’affrontare i successivi studi, generalmente proseguiti all’estero. Frequenti sono i ricordi personali di docenti che hanno esercitato la loro influenza morale ed educativa. Tra i tanti merita di essere segnalato l’affettuoso ricordo che il compositore e musicista Paolo Russo, che vive in Danimarca, ha fatto della sua prima insegnante di pianoforte, Rachele Marchegiani, alla quale ha voluto dedicare alcuni mesi fa un suo concerto a New York, mentre l’anziana docente pescarese era morente.

Si può dire che per tutti le strade del mondo hanno rappresentato percorsi praticabili, conseguendo mete altrimenti molto difficili da raggiungere in Italia, o semplicemente impossibili rimanendo in Abruzzo. Tra i casi più emblematici è significativa la storia del giovane scienziato aerospaziale Giuseppe Montano. Dopo la laurea in ingegneria informatica e i curriculum inutilmente inviati qua e là, il neo ingegnere rientrato a Pescara non trovava altro che un lavoro precario in una “aziendina”, come tecnico riparatore di computer e stampanti, anche a domicilio. Poi la sua passione per la ricerca aerospaziale lo ha portato a positivi contatti con centri di ricerca internazionale al punto che la Rolls-Royce, che opera anche in questo settore, ritenne di finanziargli ulteriori costosi studi nella Università di York. Oggi Montano, a soli 34 anni, è leader del gruppo di studi spaziali avanzati di Airbus Defence and Space, la seconda azienda aerospaziale al mondo.

Un aspetto di particolare interesse è costituito dalle risposte alla domanda su possibili suggerimenti alla politica regionale. Risposte in genere diplomatiche e tese a sostenere l’esigenza di un miglioramento complessivo della formazione, compresa quella universitaria, che costituisce materia di competenza principalmente statale, ma anche critiche su un sistema che non riconosce sufficientemente il merito, sul ritardo culturale rispetto agli altri paesi occidentali e ancora su altri aspetti che meriterebbero un’analisi a parte, ammesso che ci sia una classe dirigente locale disposta ascoltare e far tesoro di tali riflessioni.

La presentazione ufficiale del libro è stata preceduta da un incontro informale nello scorso mese di agosto in un elegante ristorante sul mare pescarese, organizzato da Raffaella Quieti Carledge. Una piacevole occasione per un aperitivo tra i protagonisti coinvolti nella ricerca, provenienti da varie parti del mondo, che hanno potuto conoscersi e scambiare idee e opinioni, passando a discutere di Brexit, della vita a Singapore, Los Angeles, ecc.

Le conversazioni passavano frequentemente dall’italiano all’inglese, anche per coinvolgere familiari al seguito. Invitato all’incontro ho potuto confrontarmi con l’economista Ernesto Sirolli, stratega dello sviluppo locale, che si muove da Sacramento (California) per il mondo, accompagnato dalla moglie australiana Martha, pure economista, con il banchiere Fabio Di Vincenzo, “pendolare europeo” tra Londra, Lussemburgo e altri paesi, e quindi con la stessa autrice della ricerca e brillante organizzatrice del meeting, preziosa opportunità per cogliere anche la distanza con la realtà locale, ancora molto lontana dalla complessità degli scenari competitivi della società globale.

Antonio Bini

Ultima ora

01:29Calcio: De Biasi, addolorato per i petardi dei nostri tifosi

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - "Sono addolorato per il lancio di petardi e fumogeni di alcuni nostri tifosi: mai avrei pensato di vedere una cosa del genere". Sono le parole di Gianni De Biasi, ct italiano dell'Albania, dopo la sconfitta di Palermo contro gli azzurri e lo stop di 8' alla partita per il lancio di petardi e fumogeni in campo da parte di alcuni tifosi albanesi. "Mi è dispiaciuto tantissimo per il lancio di fumogeni - aggiunge - Mi ha fatto vedere un'altra realtà, che non conoscevo. Sono molto deluso da questo evento. Non so cosa sia successo, mi sembra così assurdo, non so spiegarla. Da cinque anni sono in Albania e all'Europeo i nostri tifosi si erano distinti per quanto di bello avevano fatto. Sono deluso, soprattutto se queste cose accadono davanti agli occhi del mondo, ad una platea così vasta. Ho sempre cercato di "vendere" sempre l'Albania in un certo modo, per questo sono ancora più seccato. Se farò valutazioni con il presidente della Federcalcio? A 60 anni ho imparato a non fare valutazioni immediate".

01:15Calcio: Ventura, non esaltanti ma piccolo passo avanti

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - "Anche in una serata non esaltante, abbiamo fatto un piccolo passo avanti": Giampiero Ventura analizza così la vittoria dell'Italia sull'Albania, nelle qualificazioni ai Mondiali 2018. "Sta nascendo qualcosa di importante per il futuro della Nazionale - ha detto il ct azzurro a RaiSport - Quando capiranno le cose che possono fare, a questi ragazzi si aprirà un mondo nuovo". "A parte il primo tiro, l'Albania non ci ha mai messo in difficoltà - ha aggiunto Ventura - e noi ogni, volta che andavamo davanti, potevamo essere pericolosi. Nel secondo tempo siamo cresciuti in maturità". Infine, una valutazione su Verratti: "La partita di stasera dice che non hanno senso le questioni se deve giocare in un centrocampo a due o a tre: ha fatto una grande partita".

00:26Calcio: Mondiali 2018, Italia-Albania 2-0

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - L'Italia batte 2-0 l'Albania in una gara del gruppo G di qualificazioni ai Mondiali. Al Barbera di Palermo, decidono i gol di De Rossi su rigore al 12' (con il centrocampista della Roma che spiazza il laziale Strakosha) e di Immobile al 71' con un colpo di testa da posizione ravvicinata ma decentrata, su cross dalla destra di Zappacosta. Al 57' la partita è stata sospesa per 8 minuti a causa del lancio di petardi e fumogeni in campo da parte di alcuni tifosi. Le altre gare del girone: Spagna-Israele 4-1 (13' Silva, 46' pt Vitolo, 51' Diego Costa, 76' Refaelov, 88' Isco); Liechtenstein-Macedonia 0-3 (43' Nikolov, 68' e 73' Nestorovski). In classifica, Spagna e Italia restano appaiate in vetta con 13 punti e proseguono il testa a testa per il primo posto. Entrambe hanno un solo pareggio (nello scontro diretto a Torino), ma gli iberici sono avanti per differenza reti: +17 (19 gol fatti e 2 subiti) contro il +9 degli azzurri (13-4). Si qualifica direttamente solo la prima, la seconda va allo spareggio.

23:57Calcio: Italia-Albania, stop di 8′ per petardi e fumogeni

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Italia-Albania, partita di qualificazione ai Mondiali in corso al Barbera di Palermo, è ripresa dopo circa 8' di stop: al 57' infatti, sul risultato di 1-0 per gli azzurri, l'arbitro sloveno Vincic aveva mandato le due squadre negli spogliatoi per il ripetuto lancio di petardi e fumogeni in campo da parte di alcuni tifosi albanesi. La partita era stata disturbata allo stesso modo già nel primo tempo, in occasione del rigore che ha portato l'Italia sull'1-0 al 12', e lo speaker dello stadio aveva lanciato un appello. Così come, al nuovo episodio di intemperanze nella ripresa, aveva fatto il capitano dell'Albania Ansi Agolli andando sotto il settore dei propri tifosi.

23:41Moto: Rossi, io indietro ma forse sono sulla strada giusta

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Piloti della MotoGp in difficoltà, nella seconda giornata di prove libere del Gran Premio del Qatar, a causa del grip della pista peggiorato rispetto a ieri. "Dobbiamo migliorare l'entrata in curva - dice Valentino Rossi a Sky Sport - In Fp2 il grip posteriore era sì faticoso, ma tutto sommato andavo bene. Invece nella Fp3 le condizioni sono peggiorate, con la pista più sporca. Ho avuto un problema al sensore di un ammortizzatore che non abbiamo potuto risolvere come si doveva. Non abbiamo lavorato bene quest'inverno, siamo un po' indietro, ma forse abbiamo imboccato la strada giusta". "Possiamo migliorare, soprattutto sul grip posteriore - spiega il compagno di squadra di Rossi nella Yamaha, Maverick Vinales - Oggi la pista era diversa. La mia scivolata? Sono solo finito su parte più sporca, nulla di grave". "Oggi si faceva più fatica - concorda il campione del mondo Marc Marquez - Noi abbiamo cambiato troppo la moto, perdo soprattutto nell'uscita di curva. Il passo gara? Si può fare meglio...".

23:05Trump: repubblicani ritirano riforma sanitaria

(ANSA) - WASHINGTON, 24 MAR - I repubblicani, a corto di voti, ritirano il loro disegno di legge per la riforma sanitaria che doveva sostituire l'Obamacare. Secondo fonti della Cnn, sarebbe stato Trump a chiedere tale mossa. Il voto previsto alla Camera dei Rappresentanti è quindi annullato. Secondo fonti del Congresso, lo speaker della Camera, Paul Ryan ha chiamato il presidente Donald Trump mezz'ora prima del voto e il presidente gli ha chiesto di ritirare il disegno di legge repubblicano con cui l'Amministrazione e molti repubblicani volevano sostituire l'Obamacare. Ma Trump, commentando sul Washington Post e il New York Times, si mostra ottimista: "Ora avanti sulle tasse. E quando l'Obamacare esploderà, allora forse i democratici apriranno su un accordo". E Ryan ha invece commentato: "Oggi è un giorno deludente per noi", "abbiamo deluso le aspettative".

23:04Juve-tifo:Agnelli in atti,davamo retta a chi stava con Conte

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - Il rapporto tra la Juve e Rocco Dominello nasce - stando ad alcune intercettazioni agli atti dell'inchiesta della magistratura di Torino delle quali l'ANSA ha preso visione - a seguito delle richieste dell'allora tecnico bianconero Antonio Conte di "gestire la curva". In una telefonata del 5/8/206 tra Andrea Agnelli e il suo avvocato Chiappero, il presidente Juve ricostruisce l'inizio di una vicenda che lo ha portato ad essere deferito dal procuratore Figc e messo sotto la lente d'ingrandimento dell'Antimafia. Agnelli dice: "E poi, ribadisco che lui (Dominello) si accompagnava a Germani, e Germani era pappa e ciccia con Conte...La pressione che metteva Conte la conosci anche tu, a chiunque stesse vicino a Conte noi gli davamo un po' più retta". Quindi, dice Agnelli, "se Germani sta vicino a Conte, Dominello sta vicino a Germani, noi diamo più retta a questo. Perchè noi ci abbiamo voglia? No, perchè poi la curva fa casino, non siete capaci di gestire un c.., cioè non devo spiegare a te come ragiona Antonio"

Archivio Ultima ora