Alitalia: intesa tra i soci ma scure su personale e costi

ROMA. – C’è l’intesa tra i soci di Alitalia, un accordo raggiunto all’alba dopo giorni di trattativa. Le banche hanno sbloccato 180 milioni di linee di credito che mettono l’ex compagnia di bandiera nelle condizioni di avviare la fase due del piano industriale. Un programma, approvato dal Consiglio di amministrazione, che prevede “una radicale riduzione dei costi” da far partire entro 60 giorni. Una strada a senso unico se si vuole andare avanti.

E tra i tagli ci sono anche quelli al personale, i sindacati svelano che l’azienda sta pensando a 1.500 esuberi (comprese le esternalizzazioni e il mancato rinnovo dei contratti a tempo), l’amministratore delegato Cramer Ball frena, spiegando che il tema “non è ora sul tavolo” e che c’è l’impegno a “minimizzare” le eccedenze. Ma nella lettera inviata dallo stesso ai dipendenti si spiega che la riduzione dell’organico è necessaria “se vogliamo che questa azienda sopravviva”.

Insomma Unicredit e Intesa Sanpaolo, azioniste e creditrici, hanno concesso quanto era stato messo sul piatto ma tenuto fino ad oggi in standby, ci sarebbe anche un impegno di Generali, anche se ancora non sono chiare le modalità. Un patto stretto, mediatore il presidente Luca Cordero di Montezemolo, anche grazie alla moral suasion del governo.

“Noi abbiamo cercato di dare una mano all’azienda, che aveva un momento di grande sofferenza”, spiega il ministro dei Trasporti Graziano Delrio esprimendo “soddisfazione”. “Siamo tutti a lavorare” anche con il ministro Pier Carlo Padoan “affinché la situazione migliori e si possa riprendere a far crescere un vettore importante e per noi strategico”, sottolinea il titolare dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

Il tutto permette di proseguire fino a metà marzo. Poi servirà quello che Alitalia definisce un “successivo e significativo finanziamento” senza cui l’azienda “non avrà futuro”. Ma allora ci dovremmo trovare davanti a un’altra compagnia, con tavoli aperti con società di leasing, fornitori e sindacati con un obiettivo preciso: una drastica sforbiciata dei costi.

Con le società di leasing si punta ad abbassare le tariffe del 15-20%, con i sindacati la trattativa è complessa e le categorie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl si dicono già “preoccupate”. E oltre al tema degli esuberi c’è anche il rinnovo del contratto per i prossimi tre anni.

Intanto c’è il sì dei soci al piano, con fiducia in Ball, perché porti avanti il suo progetto, Programma che prevede lo sviluppo del lungo raggio, con un restringimento sul medio (i sindacati parlano di 10-20 mezzi a medio raggio da mettere a terra). C’è poi la partita delle alleanze, Alitalia vorrebbe riscrivere quella con Air France Klm e Delta per riconquistare spazio sulle rotte verso il Nord America.

E qui gli slot di Linate rappresentano fiches importanti. Resta aperto il discorso sull’opportunità di trovare un nuovo partner e si guarda a Lufthansa ma non sarebbe una questione da risolvere nell’immediato. Quanto a voci su possibili avvicendamenti al vertice, “la nostra policy da sempre è di non commentare su rumour o speculazioni”, dice Etihad, socio forte di Alitalia (ha il 49%), intervenendo dopo nuove indiscrezioni di stampa su dimissioni imminenti del ceo del gruppo e vicepresidente di Alitalia, James Hogan.

(di Marianna Berti/ANSA)