Salerno-Reggio completata, sarà l’Autostrada del Mediterraneo

Il tratto autostradale Gioia Tauro-Scilla dopo i lavori di manutenzione e completamento dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, 21 dicembre 2016. ANSA / UFFICIO STAMPA ANAS ----------------------------------------------------------------------------------------
Il tratto autostradale Gioia Tauro-Scilla dopo i lavori di manutenzione e completamento dell’Autostrada Salerno-Reggio Calabria, 21 dicembre 2016. ANSA / UFFICIO STAMPA ANAS
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REGGIO CALABRIA. – Dopo 55 anni l’eterna incompiuta è finalmente completa. Da oggi, con l’apertura al traffico della Galleria Larìa, la Salerno-Reggio Calabria è interamente percorribile. Si chiude così un’epoca, durante la quale la Salerno-Reggio è stata il simbolo dell’inefficienza ed inefficacia dello Stato.

Ora la si vuole trasformare in esempio positivo di autostrada moderna ed efficiente, e per sottolineare la sua trasformazione, l’A3 cambia anche nome: diventerà A2 Autostrada del Mediterraneo, a simboleggiare una autostrada che vuole essere una porta di accesso al cuore meridionale del Belpaese ma anche la naturale prosecuzione dell’itinerario Nord-Sud che nasce a Milano con la A1.

“Utilizziamo l’avvio dell’Autostrada del Mediterraneo come spunto per ridare speranza, combattere la rassegnazione e ridare fiducia a queste terre del Mezzogiorno”, ha proposto il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, che è intervenuto a Reggio Calabria alla presentazione alle autorità locali del completamento dell’opera. E che ha preannunciato: domani il consiglio dei ministri varerà anche un provvedimento che contiene misure per il Mezzogiorno.

Il premier rivendica anche l’aver mantenuto quanto promesso: “C’è stata qualche ironia, è comprensibile, ma abbiamo dimostrato che quando prendiamo un impegno siamo capaci di mantenerlo. E’ un messaggio molto importante per il nostro Paese”, ha sottolineato il premier, che ha voluto ringraziare il suo predecessore Matteo Renzi, ma anche i cittadini, ai quali si è rivolto prendendo il prestito il titolo di un film di Troisi: ‘Scusate il ritardo’.

“Questa autostrada per troppo tempo è stato il luogo dove hanno comandato le ‘ndrine e dove lo Stato non poteva e non doveva essere presente. Da oggi deve tornare ad essere il simbolo di un Mezzogiorno onesto e pulito”, ha sottolineato il ministro dei trasporti Graziano Delrio, che ha percorso a bordo di un pullman tutto il tracciato dell’autostrada insieme al presidente di Anas Gianni Vittorio Armani e ai giornalisti.

Delrio ha voluto dedicare questa giornata “al sacrificio di tutte le persone che hanno perso la vita” negli anni nei vari cantieri. Ma insieme al completamento dell’opera si è voluto soprattutto voltare pagina. “Abbiamo lavorato in questi mesi per trasformare l’A3 da simbolo negativo di eterna incompiuta d’Italia a esempio positivo di una grande autostrada moderna ed efficiente che sia anche una porta di accesso alla straordinaria scelta di mete turistiche offerte dalle aree che attraversa”, ha detto il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, annunciando il nuovo nome.

E l’opera viene oggi consegnata “ma non la abbandoniamo”, ha assicurato Armani: c’è già per questa opera un “Piano di continuo miglioramento”, un piano di manutenzione di oltre 1 miliardo di euro. Per l’Autostrada del Mediterraneo, inoltre, Anas avvierà nei prossimi mesi una campagna per far conoscere le enormi potenzialità di questa autostrada con itinerari religiosi, culturali naturalistici ed enogastronomici.

Il viaggio lungo i 443 chilometri della Salerno-Reggio Calabria, è stato scandito dal passaggio da 3 a 2 corsie allo svincolo di Sicignano degli Abruzzi, dall’attraversamento della galleria Sella Rotonda, la più lunga della A3, fino ad arrivare all’ultimo cantiere dell’autostrada, il cosiddetto ‘Cantiere dei record’, che si sviluppa su un’altezza di circa mille metri (il punto più alto è lo svincolo di Campo Tenese, il più alto d’Europa, con i suoi 1.050 metri di altezza), ed è lungo 20 chilometri realizzati in due anni e mezzo per il valore di 680 milioni: qui si trova il Viadotto Italia, 1.125 metri di lunghezza, 19 campate e 260 metri di altezza dal suolo (quasi come la torre Eiffel), il viadotto più alto d’Italia e il secondo d’Europa.

Il momento clou del viaggio è stata l’apertura al traffico (il pullman è stato il primo mezzo a percorrerla) della carreggiata sud (la nord era aperta da ottobre) della Galleria Larìa, l’ultima opera ad essere completata nel Macrolotto 3.2, che si estende per circa 20 chilometri da Laino Borgo a Campo Tenese (Cosenza): l’opera più complessa dell’intero tratto, che ha richiesto un investimento complessivo di circa 54 milioni.

(dell’inviata Enrica Piovan/ANSA)