Il messaggio di Buon Anno del Presidente Mattarella

Pubblicato il 02 gennaio 2017 da redazione

Il presidente Sergio Mattarella

 

Nell’attesa del nuovo anno desidero rivolgere gli auguri migliori a tutte le italiane e a tutti gli italiani.

A quelli che risiedono nel nostro Paese e a quelli che ne sono lontani, per studio o per lavoro, e sentono intensamente il vincolo di appartenenza alla Patria.

Ho visitato, anche quest’anno, numerosi territori, ho incontrato tante donne e tanti uomini. Ho conosciuto le loro esperienze, ho ascoltato le loro speranze, le loro esigenze. Ho potuto toccare con mano che il tessuto sociale del nostro Paese è pieno di energie positive. Tante persone – ragazzi, giovani, adulti, anziani – svolgono, con impegno, il proprio dovere. Molti vanno anche oltre, pronti a spendersi per gli altri e per la collettività, a soccorrere chi si trova in pericolo o in difficoltà. Senza inseguire riconoscimenti o cercare la luce dei riflettori.

Con tutti ho condiviso sofferenze e momenti di gioia.

Il nostro Paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo divenga sempre di più.

Ci siamo ritrovati uniti in occasione di alcuni eventi che hanno suscitato l’emozione e la partecipazione di tutti noi.

Abbiamo vissuto insieme momenti dolorosi. Dall’assassinio di Giulio Regeni, mentre svolgeva, al Cairo, la sua attività di ricercatore, alla morte, in Spagna, delle nostre ragazze che studiavano nel programma Erasmus. Dalla strage di Dacca a quella di Nizza, con nostri connazionali tra le vittime. Dal disastro ferroviario in Puglia al terremoto che ha sconvolto le Regioni centrali, che hanno provocato tanti morti.

Negli ultimi giorni, abbiamo pianto Fabrizia Di Lorenzo, uccisa nell’attentato di Berlino. Così come era avvenuto, sul finire dell’anno scorso a Parigi, per Valeria Solesin.

Ai loro familiari desidero rivolgere, a nome di tutti, un pensiero di grande solidarietà che non si attenua con il passare del tempo.

Lo stesso sentimento di vicinanza esprimo ai familiari di quanti hanno perso la vita per eventi traumatici; tra questi le tante, troppe, vittime di infortuni sul lavoro.

Un pensiero di sostegno va rivolto ai nostri concittadini colpiti dal terremoto, che hanno perduto familiari, case, ricordi cui erano legati. Non devono perdere la speranza.

L’augurio più autentico è assicurare che la vita delle loro collettività continui o riprenda sollecitamente. Ovunque, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel ritrovarsi insieme. Ricostruiremo quei paesi così belli e carichi di storia.

Ci siamo ritrovati tutti nel sostegno alle popolazioni colpite e nell’apprezzamento per la prontezza e l’efficacia dei soccorsi. Alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle Forze di Polizia, ai nostri militari, ai tanti volontari esprimo la riconoscenza del Paese. Il loro operato è oggetto dell’ammirazione internazionale.

Lo stesso consenso avvertiamo per l’impegno dalle nostre Forze Armate nelle missioni di pace in Europa, in Asia, in Africa, in Medio Oriente.

Ci siamo tutti rallegrati perché i due fucilieri di Marina, Latorre e Girone, sono finalmente in Italia con i loro cari.

Abbiamo condiviso, con affetto e soddisfazione, il grande impegno e i successi dei nostri atleti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. Come non ricordare l’entusiasmo travolgente di Bebe Vio?

Abbiamo, in tante città, rievocato i settanta anni della Repubblica e del voto alle donne.

Questo senso diffuso di comunità costituisce la forza principale dell’Italia, anche rispetto alle tante difficoltà che abbiamo di fronte.

La comunità, peraltro, va costruita, giorno per giorno, nella realtà.

Il problema numero uno del Paese resta il lavoro.

Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini.

Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune.

Abbiamo, tra di noi, fratture da prevenire o da ricomporre.

Tra il Nord del Paese e un Sud che è in affanno. Tra città e aree interne. Tra centri e periferie. Tra occupati e disoccupati. Barriere e difficoltà dividono anche il lavoro maschile da quello femminile, penalizzando, tuttora, le donne.

Far crescere la coesione del nostro Paese, vuol dire renderlo più forte. Diseguaglianze, marginalità, insicurezza di alcuni luoghi minano le stesse possibilità di sviluppo.

La crescita è in ripresa, ma è debole. Il suo impatto sulla vita di molte persone stenta a essere percepito. Va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge.

Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello. Non vi sarà rafforzamento della nostra società senza uno sviluppo della coscienza civica e senza una rinnovata etica dei doveri.

La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità vanno contrastate con fermezza.

Le difficoltà, le sofferenze di tante persone vanno ascoltate, e condivise. Vi sono domande sociali, vecchie e nuove, decisive per la vita di tante persone. Riguardano le lunghe liste di attesa e le difficoltà di curare le malattie, anche quelle rare; l’assistenza in famiglia agli anziani non autosufficienti; il sostegno ai disabili; le carenze dei servizi pubblici di trasporto.

Non ci devono essere cittadini di serie B.

Sarebbe un grave errore sottovalutare le ansie diffuse nella società.

Dopo l’esplosione del terrorismo internazionale di matrice islamista, la presenza di numerosi migranti sul nostro territorio ha accresciuto un senso di insicurezza.

E’ uno stato d’animo che non va alimentato, diffondendo allarmi ingiustificati. Ma non va neppure sottovalutato. Non rendersi conto dei disagi e dei problemi causati alla popolazione significa non fare un buon servizio alla causa dell’accoglienza.

L’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte.

Anche nell’anno trascorso, le nostre Forze dell’ordine e i nostri Servizi di informazione hanno operato con serietà e competenza perché, in Italia, si possa vivere in sicurezza rispetto al terrorismo, il cui pericolo esiste ma si cerca di prevenire.

A loro va espressa la nostra riconoscenza.

Vi è un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica. L’odio e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella società, intossicandola.

Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza.

Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva.

Il web, ad esempio, è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi.

Un’altra grave ferita inferta alla nostra convivenza è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione.

Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani.

So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi.

La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale.

Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.

I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno.

E quando non si può riportare nel nostro Paese l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società.

Nel febbraio scorso, in una Università di New York, ho incontrato studenti di ogni continente. Una ragazza ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi cittadina europea, oltre che italiana.

Tante esperienze di giovani che condividono, con altri giovani europei, valori, idee, cultura, rendono evidente come l’Europa non sia semplicemente il prodotto di alcuni Trattati. Un Continente che, dopo essere stato, per secoli, diviso da inimicizie e guerre, ha scelto un cammino di pace e di sviluppo comune.

Quei giovani capiscono che le scelte del nostro tempo si affrontano meglio insieme. Comprendono, ancor di più, il valore della pacifica integrazione europea di fronte alla tragedia dei bambini di Aleppo, alle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo e alle tante guerre in atto nel mondo.

E non accettano che l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte, come avviene per l’immigrazione.

Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo.

Un cenno alla vita delle nostre istituzioni.

Queste sono state concepite come uno strumento a disposizione dei cittadini. Sono i luoghi della sovranità popolare, che vanno abitati se non vogliamo che la democrazia inaridisca.

All’inizio di questo mese si è svolto il referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, con alta affluenza, segno di grande maturità democratica.

Dopo il Referendum si è formato un nuovo Governo.

Ho ricevuto nei giorni scorsi numerose lettere, alcune di consenso, altre di critica per le mie decisioni. Ho letto con attenzione queste ultime: è sempre bene ascoltare, e rispettare, le opinioni diverse. Si tratta di considerazioni di persone che avrebbero preferito nuove elezioni subito, a febbraio, per avere un nuovo Parlamento. Composto, ovviamente, dalla Camera dei deputati e dal Senato, secondo il risultato del Referendum.

Ora, non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria.

Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge.

Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale.

L’esigenza di approvare una nuova legislazione elettorale mi è stata, del resto, sottolineata, durante le consultazioni, da tutti i partiti e i movimenti presenti in Parlamento.

Con regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso nei loro confronti e contrario all’interesse del Paese. Con alto rischio di ingovernabilità.

Risolvere, rapidamente, la crisi di governo era, quindi, necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sé in queste settimane e in questi mesi.

Rivolgo gli auguri più sinceri a Papa Francesco, auspicando che il messaggio del Giubileo, e i suoi accorati appelli per la pace, vengano ascoltati in un mondo lacerato da conflitti e sfidato da molte incognite.

Cari concittadini, qualche giorno fa, nelle zone del terremoto, ho ricevuto questo disegno in dono dai bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme, ritrae la loro scuola.

Vi è scritto: “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”.

Vorrei concludere facendo mio questo augurio, e rivolgendolo a ciascuno di voi, perché i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia.

Buon anno a tutti.

 

(Sergio Mattarella)

Ultima ora

09:42Violenza sessuale: indagini su stupro a turista a Milano

(ANSA) - MILANO, 23 SET - I carabinieri della Compagnia Porta Monforte di Milano stanno indagando su una violenza sessuale subita domenica sera da una turista canadese nel capoluogo lombardo ad opera di un uomo che si è spacciato come dipendente di una ditta di noleggio auto con conducente. Il tutto è cominciato in viale Monza, a poca distanza dal centro, dove la donna è salita a bordo dell'auto per andare a Lampugnano e da qui prendere un pullman per andare a Venezia. Il finto conducente l'ha portata invece a Crescenzago, in periferia, e, in una zona isolata, l'ha violentata. La turista, dopo che l'aggressore se n'era andato, ha dato l'allarme con il suo telefono e, in ambulanza, è stata portata alla Clinica Mangiagalli dove gli accertamenti hanno confermato la violenza sessuale. I carabinieri stanno passando al setaccio le telecamere di sorveglianza e stanno cercando di dare un nome all'aggressore che non si esclude sia stato protagonista in passato di altri episodi.

09:32Iran sfida Trump, ‘testato nuovo missile balistico’

(ANSA) - ROMA, 23 SET - L'Iran ha "testato con successo" il suo nuovo missile balistico, 'Khorramshahr', che ha un raggio di azione di 2.000 chilometri. Lo riferisce Press Tv, pubblicando il video del lancio della tv di Stato Irib. La nuova arma iraniana era stata presentata ieri a Teheran durante la parata per il 37/o anniversario della guerra Iran-Iraq, alla presenza del presidente Hassan Rohani. Il nuovo lancio appare come una sfida al presidente americano Donald Trump che ha duramente attaccato l'Iran nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu.

06:54Corea Nord: Cina taglia export petrolio, stop tessile

(ANSA) - PECHINO, 23 SET - La Cina taglia l'export di greggio verso la Corea del Nord, seguendo le sanzioni dell'Onu decise a causa dei test nucleari e di missili balistici. Le esportazioni di prodotti raffinati - ha reso noto il ministero del Commercio cinese - saranno limitate a 2 milioni di barili annui, mentre la vendita di gas liquefatto sarà bandita. Azzerato, inoltre, l'import di tessile, tra le voci principali dell'interscambio con Pechino, che vale circa il 90% dei flussi complessivi di Pyongyang.

03:52Corea del Nord, Trump: Kim è solo un piccolo pazzo

(ANSA) - NEW YORK, 23 SET - "Vogliamo un mondo in cui ci siano Paesi che cooperano tra loro. Non possiamo avere un piccolo pazzo che spara missili sugli altri": così Trump torna a parlare di Kim Jong-un. "Stiamo parlando di armi di distruzione di massa e non possiamo permettere che qualcuno metta il nostro popolo in pericolo", ha aggiunto Trump. "L'uomo missile doveva essere gestito molto tempo fa", ha detto il presidente Usa chiamando di nuovo Kim 'rocket man' e accusando Obama e la Clinton. Molti dei piu' stretti consiglieri di Trump lo avevano messo in guardia dall'attaccare personalmente il dittatore nordcoreano nel discorso davanti all'Onu, avvertendo che un affondo diretto contro Kim avrebbe portato inevitabilmente ad una ulteriore escalation della tensione. Lo riportano alcuni media Usa citando fonti della Casa Bianca, secondo cui l'espressione "uomo missile in missione suicida" e la minaccia di "distruggere totalmente" la Corea del Nord non erano contenute nel testo originale del discorso.

03:26Grillo: se vuole Fico parla, è un romantico

(ANSA) - RIMINI, 23 SET - Oggi "se vuole, Fico parla. Lui e' un romantico. Ma va bene cosi'". Lo afferma Beppe Grillo, rispondendo ai cronisti a margine di una festa di compleanno di quattro parlamentari M5s organizzata a Rimini dopo la prima serata di 'Italia 5 Stelle'. Fico nel primo giorno della kermesse in extremis e' rimasto fuori dalla scaletta degli interventi sul palco principale. Ma Grillo sembra tendergli la mano: "E' un romantico ed e' bene che ci siano. Anche io lo sono", afferma il garante M5s.

23:21Attico Bertone: torna ‘giallo’ doppie fatture

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 22 SET - Torna il 'giallo' del doppio pagamento per la ristrutturazione dell'appartamento dell'ex Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone. Nel processo in corso in Vaticano, l'ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti (accusato di peculato) aveva definito 'falsa' questa ipotesi, perché la Fondazione aveva cofinanziato i lavori dell'appartamento mentre il Governatorato aveva pagato i lavori per le parti comuni di Palazzo San Carlo. Oggi, invece, l'ombra del doppio pagamento a vantaggio delle imprese di Gianantonio Bandera, di cui si è parlato nei mesi scorsi, di fatto è rispuntata. Marco Bargellini, alla guida della sezione 'edilizia' della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato, ha detto che l'ente ha pagato tutto, non sapendo che i lavori erano stati pagati anche dalla Fondazione. Durante un'udienza di sei ore, è anche emerso che nell'appartamento non sono mai stati effettuati i collaudi.

23:12Calcio: Bayern raggiunto dal Wolfsburg sul 2-2

(ANSA) - ROMA, 22 SET - Non sono bastate due reti di vantaggio al Bayern Monaco per condurre in porto la partita contro il Wolfsburg, conclusasi 2-2. Sul campo della Allianz Arena, nell'anticipo della sesta giornata di Bundesliga, le reti di Lewandowski (33', su rigore che lo stesso attaccante polacco si era procurato) e Robben (42') sembravano aver messo in discesa l'incontro per la formazione allenata da Carlo Ancelotti. Ma nella ripresa la reazione del Wolfsburg ha sorpreso i bavaresi, che hanno incassato all'11' il gol su punizione di Arnold ed a 7' dalla fine quello di Didavi. Il Bayern ha così fallito il momentaneo sorpasso sul Borussia Dortmund capolista, raggiunto a 13 punti, che domani affronta il Moenchengladbach.

Archivio Ultima ora